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L’Ambiente… che siamo

verde 1Finché le attività produttive rimasero iscritte nei grandi cicli bio-geo-chimici mossi dall’energia solare, la biosfera non conobbe accumuli nocivi. In essa infatti ciò che è residuo di una specie è alimento di altre. E’ questo il segreto che ha permesso alla vita di svilupparsi in 3 miliardi e mezzo di anni senza creare disordine e arricchendo l’armonia della natura.

Si ritiene che l’evoluzione prebiotica, durante la quale si è coniato, sperimentato, setacciato l’alfabeto chimico della vita, sia durata almeno 700 milioni di anni e che siano occorsi altri 2 miliardi di anni per arrivare dai primi batteri alle prime cellule nucleate. Un passo apparentemente breve compiuto con lentezza incredibile rispetto alla rapidità evolutiva degli ultimi 800 milioni di anni, iniziati quando non esistevano ancora né pesci né alberi né insetti e culminati con la coscienza nell’Homo sapiens.

In biologia nulla è matematicamente prevedibile. Possiamo decidere il momento esatto in cui dare la fine a un animale, ma non predire con altrettanta esattezza gli attributi dei suoi figli o i danni che esso potrà patire da un complesso di aggressioni chimiche e fisiche, né stabilire i modi e i tempi in cui i danni si manifesteranno. Nei sistemi viventi, formati da un incalcolabile numero di sottounità in continuo dialogo e interazione, la stocastica prevale sul determinismo.

Fra terra, aria e acqua c’è un interscambio continuo: i cicli biogeochimici di carbonio, idrogeno, azoto, zolfo, ossigeno interessano in modo continuo i tre grandi comparti ambientali. Lo stesso avviene per un’infinità di altre sostanze disperse dall’uomo.

La rivoluzione industriale ai processi ciclici, che costituiscono la regola biologica, sostituisce singole catene lineari unidirezionali nel senso: produzione – consumi – rifiuti. Insieme al rapido impoverimento di risorse si determina così una parallela disseminazione di scorie incompatibili con le esigenze omeostatiche degli esseri viventi. Il concetto di “entropia” oggi indica la misura di indisponibilità dell’energia degradata in forma termica a riconvertirsi in lavoro ed esprime il “disordine”, l’accentuata dispersione particellare, la degradazione della bio-informazione e dell’organizzazione biologica, come effetti inevitabili delle moderne tecnologie. Più energia impieghiamo per produrre e consumare fuori dei cicli bio-geo-fisiologici più l’entropia della materia aumenta.

L’inquinamento é una forma di contaminazione dell’aria, delle acque e del suolo con sostanze e materiali dannosi per l’ambiente e per la salute degli esseri umani, capaci di interferire con i naturali meccanismi di funzionamento degli ecosistemi o di compromettere la qualità della vita. Benché possano esistere cause naturali che possono provocare alterazioni ambientali sfavorevoli alla vita, ad esempio i fumi di un incendio di origine naturale, la dispersione di ceneri vulcaniche, l’aumento naturale della salinità delle acque, il termine “inquinamento” si riferisce in genere alle attività antropiche.

[highlight] liberamente tratto da “L’uomo antibiologico” Aldo Sacchetti, Feltrinelli, 1985 [/highlight]