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Autismo e Flora Batterica

Uscire dall’Autismo: un approccio biologico e medico; Giulia e Franco Verzella; Maggioli 2008

In realtà i disturbi intestinali che affliggono il bambino  con autismo sono intensi e cronici e costituiscono il primo obiettivo del trattamento medico. Coliche gassose, diarrea intrattabile alternata a stipsi serrata, reflusso gastro-esofageo, gastrite cronica, duodenite Helicobacter positiva, disbiosi batterica e fungina, parassitosi intestinale, riduzione della attività enzimatica digestiva, mal digestione e malassorbimento, alterata permeabilità intestinale, intolleranze alimentari, iperplasia nodulare linfoide, che può colpire qualsiasi tratto dell’intestino, in particolare il tratto  terminale dell’ileo ed il colon ricorrono costantemente, condizionano lo stato di salute e inducendo una dis-reattività del sistema immunitario con sviluppo di reazioni allergiche ed autoimmuni, interferiscono con lo stato di nutrizione per ridotta assimilazione di nutrienti essenziali, vitamine liposolubili, vitamina B12 e sovraccarico tossinico dell’emuntore intestinale ed epatico Pag. 96-97.

Alla luce di queste esperienze, oggi possiamo affermare che l’”organo “ più difficile da riparare è probabilmente rappresentato dalla flora intestinale, per la vastità e complessità delle relazioni largamente inesplorate, fra i suoi componenti  ed il nostro intestino Pag. 100-101

Addome globoso: parassitosi intestinale

Redazione ANSA ROMA 

24 gennaio 2017; 3:40

ROMA – E se la cura dell’autismo si nascondesse nella flora intestinale? In uno studio pilota su 18 pazienti, infatti, si è dimostrata la potenzialità del trapianto di flora batterica contro i principali sintomi dell’autismo, ad esempio difficoltà di relazione. Pubblicato sulla rivista Microbiome, lo studio è stato condotto da Ann Gregory della Ohio State University.Il trapianto di flora intestinale da donatore sano è oggi in uso clinico per gravi e incurabili infezioni intestinali (come da Clostridium resistente a antibiotici). Ma la ricerca su questo fronte è molto attiva in quanto si ritiene che ripristinando la flora batterica si possano curare svariate malattie, non solo intestinali (morbo di Crohn, colite etc), ma anche neurologiche, come ad esempio l’autismo. Peraltro in passato è emerso che i pazienti autistici presentano alterazioni della flora intestinale e manifestano spesso anche varia sintomatologia a carico dell’intestino (da diarrea ricorrente a costipazione, etc). Di qui l’idea di vedere ‘ripulire’ l’intestino di pazienti autistici eliminandone la flora batterica e poi ricolonizzarlo con batteri che compongono il microbiota di individui sani. E’ quanto hanno fatto nel loro studio clinico pilota i ricercatori Usa, coinvolgendo pazienti autistici di 7-16 anni. Il loro intestino è stato prima “bonificato” con un ciclo di antibiotici e una serie di clisteri. Successivamente ricolonizzato con la tecnica del cosiddetto trapianto fecale che non è altro che, appunto, la somministrazione di nuova flora intestinale ottenuta da donatori sani. Tutto il trattamento è durato diverse settimane, dopo di che per altri due mesi i ricercatori hanno osservato i pazienti e riscontrato miglioramenti sia nei sintomi di carattere intestinale, sia in quelli più tipici dell’autismo, come le difficoltà relazionali o i problemi del sonno. Per quanto si tratti di un piccolo studio, i risultato sono, a detta degli autori, così significativi da costituire la premessa per uno studio clinico più ampio.
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