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Gruppi di gioco integrati possono rafforzare le abilità sociali nei bambini con autismo

bambini che giocano 1

In questo studio, Pamela Wolfberg dimostra che i bambini nello spettro autistico (ASD) possono trarre beneficio dal partecipare a gruppi di gioco che comprendono bambini neurotipici.

E’ largamente dimostrato che le esperienze di gioco con i coetanei hanno un ruolo importante nello sviluppo e nella socializzazione dei bambini.

I bambini ASD presentano difficoltà nei giochi sociali e simbolici e i fattori che convergono nel porre il bambino con diagnosi ASD a rischio di essere escluso da queste esperienze sono numerosi; in particolare, senza una guida chiara, vengono frequentemente negati e rifiutati dai coetanei. Tra le più comuni ed evidenti caratteristiche dei bambini ASD compaiono le difficoltà pervasive nello sviluppo del gioco simbolico e nel coinvolgimento sociale con i coetanei. Queste difficoltà accompagnano alcuni dei tratti distintivi, centrali, nella diagnosi di ASD, quali un repertorio ristretto, ripetitivo, stereotipato di interessi ed attività, difficoltà nella comunicazione sociale, nella reciprocità emotiva sociale e nelle relazioni con i coetanei, appropriate al grado di sviluppo.

Il modello di gioco in gruppi integrati (IPG, Integrated Play Groups) fornisce ai soggetti autistici una guida a partecipare a esperienze di scambio reciproco con compagni neurotipici.

Nello studio, svolto su 48 bambini ASD, si sono esaminati gli effetti dell’applicazione del modello IPG per 12 settimane rispetto al gioco sociale e simbolico. I risultati ottenuti confermano gli studi precedentemente svolti nel validare l’efficacia del modello IPG che favorisce lo sviluppo del gioco simbolico e sociale in bambini con diagnosi ASD.

Secondo l’Autrice, “i bambini imparano molto meglio a giocare se interagiscono con i loro coetanei e non con gli adulti, perché gli adulti hanno smesso di essere come i bambini.”

 

Wolfberg P et Al.Integrated play groups: promoting symbolic play and social engagement with typical peers in children with ASD across settings. J Autism Dev Disord. 2015 Mar;45(3):830-45.

 http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25231289

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Sono Franco Verzella. Fin dai tempi della scuola ho nutrito la convinzione che le persone e le diverse realtà che incontravo oltre alla loro "faccia" avessero dentro una sorpresa da indovinare e conoscere. Così l'istinto della ricerca ha caratterizzato i miei percorsi privati e professionali ed è stato sostenuto dal desiderio di contribuire alla realizzazione di "fatti" utili e nuovi. La microchirurgia oftalmica, la medicina funzionale e l'esperienza nel settore dell'autismo e dei disturbi dello sviluppo sono gli argomenti che mi hanno coinvolto ed alimentano ottimismo e gratitudine.

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