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La società globalizzata, quotidianamente, ci propone segnali di distacco e di novità nei confronti dell’ambiente in cui  ci siamo formati.  L’impressione  è quella di essere all’interno di un grande ”pentolone”, in cui tutto cambia continuamente.

La ricerca scientifica negli ultimi 30 anni ci fornisce gli strumenti adatti per poter ordinare e coordinare la pioggia di informazioni  che ci investe. In particolare, la tecnologia informatica e la biologia  molecolare quantistica convergono  per traghettarci da un mondo oggettuale, caratterizzato dalla gravità fisica, ad un universo processuale animato dal tempo. Non più cose, corpi, oggetti, ma una rete di processi in continuo cambiamento. L’attenzione si sposta dalla ricerca dei dati alla interpretazione  di relazioni temporali, che divengono e cambiano per ciascuno di noi, in rapporto all’ora del giorno, agli alimenti assunti, al lavoro, ai nostri progetti, alle attese, secondo un “volano”  che si svolge attraverso cicli quotidiani, settimanali, mensili….E’ questo volano individuale  lo strumento che ordina e coordina le nostre esperienze secondo criteri che si sono formati in una fase precoce del nostro sviluppo, tra il concepimento ed i primissimi anni, dove possiamo distinguere cinque intervalli  particolarmente importanti: la vita prenatale, la nascita, i 12 mesi, i 3 ed i 7 anni. Il susseguirsi di queste diverse fasi di “accreditamento “ nei confronti della quotidianità crea e caratterizza una “matrice” biologica, energetica e percettiva, che ci accompagna per tutta la vita e “suggerisce”  attitudini, sensibilità, energie, scelte e comportamenti, in cui noi ci riconosciamo.

Leggere ed interpretare questa prima matrice in termini di salute e benessere è la sfida della ricerca, in biologia e medicina, dal cui successo dipende la fortuna dello sviluppo sostenibile e della conservazione della vita sul pianeta.

Mi capita spesso di interrogarmi sul percorso svolto, a partire dalle 13,5 di quel lontano 30 Agosto del 1939, per cercare di leggere segretamente, all’insaputa dell’Io quotidiano, le ragioni che hanno caratterizzato la mia storia. E’ una consuetudine che oggi riconosco come il nucleo centrale di tutto il mio lavoro, che ho svolto senza distinguo, tra la vita privata e quella professionale. In questi ultimi dieci anni, l’esperienza con i bambini ed  i disturbi del loro sviluppo hanno attribuito a questa ricerca una determinazione, che alimenta l’impegno della mia testimonianza. Non più random, ma quotidiana , prioritaria, sistematica.

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Sono Franco Verzella. Fin dai tempi della scuola ho nutrito la convinzione che le persone e le diverse realtà che incontravo oltre alla loro "faccia" avessero dentro una sorpresa da indovinare e conoscere. Così l'istinto della ricerca ha caratterizzato i miei percorsi privati e professionali ed è stato sostenuto dal desiderio di contribuire alla realizzazione di "fatti" utili e nuovi. La microchirurgia oftalmica, la medicina funzionale e l'esperienza nel settore dell'autismo e dei disturbi dello sviluppo sono gli argomenti che mi hanno coinvolto ed alimentano ottimismo e gratitudine.

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