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Era il 1977

Napoli

Lo stesso anno in cui io venivo al mondo. Per la prima volta veniva pubblicato il Libro Bianco: La Salute in Campania, in cui il Professor Gian Giacomo Giordano raccoglieva e denunciava le evidenze di un nesso causale tra ambiente inquinato e salute. Il Professor Giulio Tarro e il Prof. Antonio Giordano nel 2013 ne hanno pubblicato una seconda edizione, aggiornata con nuovi contributi.

A distanza di quasi tre decenni ed in maniera del tutto inaspettata, come un fulmine a ciel sereno, mi sono ritrovata a fare i conti proprio con i contenuti e le denunce raccolte in quel testo. La malattia è quasi sempre una esperienza sconvolgente, che irrompe nella vita di una persona stravolgendone inevitabilmente tanti aspetti. Anche per me la malattia è stata un’esperienza sconvolgente, ma allo stesso tempo, anche

profondamente “coinvolgente “. E se lo “sconvolgimento” che accompagna una malattia rimanda a pensieri e sentimenti come ansia, paura, incertezza, tristezza, quelli del coinvolgimento, che ha caratterizzato il mio percorso, hanno significato speranza, gioia di vivere e di donare. Nel mio caso il recupero è stato particolarmente lento e progressivo, ha richiesto continui confronti, diversi approcci terapeutici, una detossificazione profonda e un impegno quotidiano, speso per riacquistare la mia vita.

Per uno strano gioco del destino mi sono ritrovata proprio ad interfacciarmi da paziente con alcuni coautori del famoso primo Libro Bianco del Professor Giordano. Ma prima di allora, quanti viaggi, quante visite ho dovuto affrontare in cerca di risposte al mio malessere. Un malessere caratterizzato da una stanchezza disarmante, anche dal punto di vista mentale. Una stanchezza che spesso mi ha costretta a letto per intere settimane, con dolori diffusi, insonnia e diverse corse al pronto soccorso. Che ha scandito puntualmente un tragitto di molti mesi… che sono diventati anni. Nessuno mai sembrava avere una risposta chiara e definitiva. Il mio era una specie di male oscuro, un male di cui i medici non riuscivano a trovare la causa. Per me, invece, una causa doveva esserci, comunque, e quindi si doveva giungere ad una spiegazione chiara. A tutti i costi. Ero troppo giovane, ero sempre stata forte fino al quel momento e come poteva essere che quel corpo atletico, di cui ero sempre andata fiera, mi stesse tradendo. E poi, come era possibile che altre persone che mi erano vicino soffrissero, seppure in maniera minore, di sintomi simili ai miei?!

Non mi sono voluta arrendere ed ho continuato a cercare, finché sono arrivate le prime risposte. Ora, io mi sento testimone di un passaggio tra il vecchio ed il nuovo: tra le denunce, spesso trascurate ed insabbiate, dei ricercatori che scrivono della Terra dei Fuochi ed il recupero che invece si propone nella seconda parte di questo libro sotto forma di un bellissimo, indispensabile Progetto per la salute. Un recupero, il mio, passato attraverso un percorso di alfabetizzazione biologica, fatto di impegno quotidiano, di confronto e di un aiuto datomi da chi si occupa di questi malesseri, tipici delle così dette malattie ambientali…si perché questo era il mio malessere, una malattia ambientale senza nome, anch’essa figlia come me della “terra dei fuochi”. La mia guarigione è la prova che da queste malattie, così dette ambientali, si può guarire e con noi e come noi anche l’Ambiente dal quale esse originano. La salute per me è stata una conquista ed auguro a tutti quelli che si trovano nella situazione in cui mi trovavo io di vivere la mia stessa esperienza e di riappropriarsi della loro vita!

Adele D’Onofrio

 

Liberamente tratto da “Reimagination: Autismo, dove ha inizio il cambiamento”; F. Verzella, 2016, in stampa

 

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Sono Franco Verzella. Fin dai tempi della scuola ho nutrito la convinzione che le persone e le diverse realtà che incontravo oltre alla loro "faccia" avessero dentro una sorpresa da indovinare e conoscere. Così l'istinto della ricerca ha caratterizzato i miei percorsi privati e professionali ed è stato sostenuto dal desiderio di contribuire alla realizzazione di "fatti" utili e nuovi. La microchirurgia oftalmica, la medicina funzionale e l'esperienza nel settore dell'autismo e dei disturbi dello sviluppo sono gli argomenti che mi hanno coinvolto ed alimentano ottimismo e gratitudine.

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