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Lettera al Dott. Iacona – 10 Domande sulle Vaccinazioni di Massa

Gentile Dottor Iacona, con riferimento alla serata dedicata al tema “Vaccinazioni ed Autismo” della prossima domenica, 10 Gennaio, desidero proporLe la riflessione, di un “genitore non medico”.

Sarei felice di ricevere il suo commento personale e, se vorrà leggerla pubblicamente, avrà la gratitudine di molti.

La ringrazio per la disponibilità.

Franco Verzella

10 Domande sulle Vaccinazioni di Massa

  • La formula farmacologica che caratterizza i diversi vaccini può rimanere valida ogni anno, e per molti anni, nei confronti di alcuni milioni di nuovi bambini, tutti diversi per ragioni individuali ed ambientali ?
  • Sei farmaci in contemporanea per via iniettiva, sono comprensibili per un’emergenza grave ed acuta (rianimazione, pronto soccorso, sala operatoria); in questo caso il termine prevenzione si riferisce al possibile decesso del paziente. Nel caso delle vaccinazioni il riferimento è la prevenzione. Come è possibile giustificare un trattamento farmacologico così intenso e complesso a scopo preventivo ?
  • 15 Paesi della Comunità Europea hanno riconosciuto alla famiglia la libertà di scelta terapeutica. Quali sono le ragioni geografiche, ambientali, sociali, storiche, politiche, sanitarie, culturali per cui questo diritto fondamentale, oggi, non può essere riconosciuto anche alla famiglia italiana?
  • Perché le vaccinazioni obbligatorie son 4 e le vaccinazioni praticate sono 6?
  • Perché non sono disponibili vaccini singoli?
  • La tossicità è intrinseca a qualsiasi farmaco, in quanto molecola estranea: perché non è disponibile una scheda clinica per valutare preventivamente le condizioni di salute del singolo bambino ed una post-vaccinale, per monitorare la sua risposta nei mesi seguenti?
  • Perché la sorveglianza delle possibili complicanze è passiva, a fronte di un obbligo imposto dal Governo?
  • Perché in caso di reazione avversa di un vaccino non obbligatorio, il Governo e non l’Azienda Farmaceutica deve risponderne in tribunale?
  • E’ stato calcolato l’acquisto in salute da parte delle nuove generazioni se i fondi attualmente destinati alle vaccinazioni venissero stanziati per promuovere l’ educazione alla salute delle famiglie ed il benessere dei loro bambini?
  • La Ricerca Scientifica ha accertato che la prevenzione della malattia comprende: educazione e formazione , nutrizione personalizzata ed integrata con molecole naturali volte a potenziare i sistemi di detossificazione e di difesa immunitaria, relazioni familiari e sociali, qualità del lavoro e dell’ambiente. Perché per un neonato dovrebbe comprendere il ricorso a dosi elevate e ripetute di farmaci, per via iniettiva?
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da una lettera al Presidente Matteo Renzi (5 Settembre 2014)

Le vicende che insanguinano i paesi di cultura araba ed il conflitto in Ucraina, confermano che il modulo violento e la strategia della usurpazione caratterizzano il comportamento di fanatici, non diversamente da quello delle democrazie avanzate. Sembra che facciamo tutti parte di uno stesso Sistema, che pone al centro una Mente, incapace di leggere oltre i giochi della antitesi.

Quarant’anni di Ricerca Scientifica, nel settore della Biologia e della Medicina, con la scoperta della natura biologica della mente, ci liberano da questa “dipendenza” e ci rassicurano con una formula elementare e definitiva, ponendo:

la Salute ed il Benessere dell’Individuo al centro del diritto, della vita sociale, della cultura, della politica, dell’impresa, per uno Sviluppo dedicato alla Sostenibilità.

E’ un cambiamento copernicano del nostro orizzonte! Alla luce di queste conoscenze la nuova strategia comprende non la lotta contro il Sistema, il Sistema “analfabea” e fallito, ma la conversione di competenze, energie, risorse e testimonianze per promuovere il progetto di ALFABETIZZAZIONE BIOLOGICA DELLA VITA QUOTIDIANA, da diffondere attraverso i servizi della Rete come la prima delle energie rinnovabili!

Abbiamo condiviso con alcuni Amici questa riflessione nel documento REIMAGINATION e siamo convinti che il primo passo per avviare il Cambiamento sia la formulazione del Passaporto della Salute: un questionario bio-comportamentale dell’individuo nella vita quotidiana, con le seguenti finalità:

  • Alfabetizzazione biologica dell’individuo e della famiglia.
  • Liberalizzazione delle Arti Mediche.
  • Promozione della Multidisciplinarietà in ambito sanitario.
  • Alfabetizzazione biologica del Diritto (Giustizia) e Umanizzazione della Politica.

 

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da una lettera al Presidente Matteo Renzi, 5 Settembre 2014

Franco Verzella e Giulio Tarro

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DAL FRONTE AUTISMO

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Alla luce del dettato costituzionale é ragionevole porre in dubbio la parola e l’esperienza  di genitori che confermano un miglioramento delle condizioni di salute dei loro figlioli dopo aver sostituito farmaci tradizionali, perché privi di alcun effetto, con trattamenti omeopatici od omotossicologici? E’ possibile che si debba ancora sentirsi ripetere che manca una validazione scientifica della efficacia della dieta priva di glutine e caseina, quando migliaia di bambini l’hanno applicata con successo in campo internazionale da oltre 10 anni? E’ possibile che i trattamenti di riabilitazione, che sono parte fondamentale  di un progetto  terapeutico globale debbano restare a carico delle famiglie ed a causa dei costi rilevanti possono essere assicurati solo ad una stretta minoranza di famiglie abbienti, come viene giustamente sottolineato dalla interpellanza dell’onorevole Delfino? Come é posibile che illustri e qualificati economisti non ci forniscano una corretta proiezione sull’enorme costo economico che l’intera comunità dovrà affrontare quando sarà costretta a farsi carico dei soggetti “attualmente non recuperabili”? Per non parlare della drammatica ipoteca sociale rappresentata dai sacrifici e dalle sofferenze psicologiche delle famiglie di questi soggetti senza futuro, a fronte di una ingravescenza esponenziale della presente epidemia!
Un Genitore medico.
(Lettere dal Fronte Autismo”:
raccolta di testimonianze consegnate a Livia Turco, Ministro della Salute, Roma, 5 Aprile 2007)

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REIMAGINATION – Autismo: dove ha inizio il Cambiamento.

 

franco-verzella-reimagination

A distanza di sette anni dalla pubblicazione del volume “Uscire dall’Autismo: un approccio biologico e medico” ho pensato di raccogliere in questo nuovo documento i momenti centrali del percorso svolto per fare il punto di una ricerca, che mi ha portato a contatto con numerosi aspetti della sanità e della vita sociale.
1 bambino su 6 presenta un disturbo delo sviluppo e dell’apprendimento ed 1 su 68 viene diagnosticato come autistico (CDC: marzo 2014). E’ l’indice  del più grave rischio biologico per la nostra specie. Significa che nessuna famiglia in età fertile é immune dal rischio di generare un figlio con questi problemi.  L’approccio sanitario, nonostante la differente impostazione monospecialistica neuropsichiatrica in Europa e multidisciplinare in Nord America, risulta del tutto ininfluente nei confronti della attuale diffusione epidemica. Il Mercato é, dunque, molte volte più efficace della Sanità e nessuna evidenza scientifica é in grado di produrre un cambiamento dello status quo, come la storia di questi ultimi 40 anni ci ha insegnato. Per contro, riconoscere che facciamo tutti parte dello stesso Sistema é il primo passo decisivo, che dobbiamo compiere, partendo dalla nostra quotidianità e che si dimostra subito carico di tanti suggerimenti e riflessioni sull’analfabetismo biologico che caratterizza la nostra cultura e che ci ammala. Facciamo tutti parte di uno stesso Sistema, che si é evoluto attraverso una trama infinita di connessioni, che include piante ed animali, e che oggi, grazie ai contributi della Ricerca Scientifica, possiamo interpretare come Salute e Benessere, a fondamento di un nuovo progetto di Alfabetizzazione Biologica della Vita Quotidiana e premessa allo Sviluppo dedicato alla Sostenibilità. Il commento di Roberto Benigni  ai 10 Comandamenti é una premessa poetica e carica di umanità, che ci aiuta  ad entrare in questo nuovo percorso di Salute, in armonia con la comunità e l’ambiente.

REIMAGINATION comprende la storia documentata  del mio contributo al tema dell’Autismo nell’arco di dieci anni, 2004-2014, che mi ha portato ad una riflessione sul Sistema  e sulla attuale condizione sociale ed infine alla formulazione di un progetto FAMILIA, dedicato alla educazione alla Salute per la Famiglia, come primo antidoto nei confronti di un Mercato Antibiologico.

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Gruppi di gioco integrati possono rafforzare le abilità sociali nei bambini con autismo

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In questo studio, Pamela Wolfberg dimostra che i bambini nello spettro autistico (ASD) possono trarre beneficio dal partecipare a gruppi di gioco che comprendono bambini neurotipici.

E’ largamente dimostrato che le esperienze di gioco con i coetanei hanno un ruolo importante nello sviluppo e nella socializzazione dei bambini.

I bambini ASD presentano difficoltà nei giochi sociali e simbolici e i fattori che convergono nel porre il bambino con diagnosi ASD a rischio di essere escluso da queste esperienze sono numerosi; in particolare, senza una guida chiara, vengono frequentemente negati e rifiutati dai coetanei. Tra le più comuni ed evidenti caratteristiche dei bambini ASD compaiono le difficoltà pervasive nello sviluppo del gioco simbolico e nel coinvolgimento sociale con i coetanei. Queste difficoltà accompagnano alcuni dei tratti distintivi, centrali, nella diagnosi di ASD, quali un repertorio ristretto, ripetitivo, stereotipato di interessi ed attività, difficoltà nella comunicazione sociale, nella reciprocità emotiva sociale e nelle relazioni con i coetanei, appropriate al grado di sviluppo.

Il modello di gioco in gruppi integrati (IPG, Integrated Play Groups) fornisce ai soggetti autistici una guida a partecipare a esperienze di scambio reciproco con compagni neurotipici.

Nello studio, svolto su 48 bambini ASD, si sono esaminati gli effetti dell’applicazione del modello IPG per 12 settimane rispetto al gioco sociale e simbolico. I risultati ottenuti confermano gli studi precedentemente svolti nel validare l’efficacia del modello IPG che favorisce lo sviluppo del gioco simbolico e sociale in bambini con diagnosi ASD.

Secondo l’Autrice, “i bambini imparano molto meglio a giocare se interagiscono con i loro coetanei e non con gli adulti, perché gli adulti hanno smesso di essere come i bambini.”

 

[highlight] Wolfberg P et Al.Integrated play groups: promoting symbolic play and social engagement with typical peers in children with ASD across settings. J Autism Dev Disord. 2015 Mar;45(3):830-45. [/highlight]

 http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25231289

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Uso prenatale degli inibitori selettivi del re-uptake della serotonina e rischio per ASD e per ritardo dello sviluppo

serotonina

La serotonina è un neurotrasmettitore critico nelle prime fasi di sviluppo del cervello; l’uso di sostanze in grado di modificarne i livelli durante la gravidanza può pertanto esercitare effetti negativi sullo sviluppo cerebrale del neonato.

Gli inibitori specifici del reuptake della serotonina (SSRI, Selective Serotonin Reuptake Inhibitors) sono farmaci che agiscono facendo aumentare i livelli extracellulari di serotonina e vengono comunemente usati per trattare la depressione e gli stati d’ansia: alcune stime approssimano al 4% il numero di donne in gravidanza che ne fa uso. Recentemente, il loro utilizzo in gravidanza è stato associato ad autismo nel bambino.

In questo studio, in cui si sono esaminate le cartelle cliniche di 966 coppie madre-figlio (492 ASD; 154 ritardo dello sviluppo, 320 normotipici) dallo studio CHARGE (Childhood Autism Risks from Genetics and Environment), è stata indagata la relazione tra uso in gravidanza di SSRI e autismo e ritardo dello sviluppo.

I risultati hanno evidenziato che la prevalenza dell’esposizione prenatale a SSRI era più bassa per i bambini normotipici (3.4%) rispetto ai soggetti diagnosticati per ASD (5.9%) e ritardo dello sviluppo (5.2%), tuttavia i risultati diventavano statisticamente significativi solo quando si consideravano i maschi. L’associazione più forte emergeva tra ASD e assunzione di SSRI nel primo trimestre e tra ritardo dello sviluppo e assunzione del farmaco nel terzo trimestre.

In questi risultati, gli aspetti genetici alla base della depressione materna possono rappresentare un fattore confondente.

 

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Harrington RA et Al. Prenatal SSRI use and offspring with autism spectrum disorder or developmental delay. Pediatrics 2014;133(5):e1241-e1248.

http://pediatrics.aappublications.org/content/early/2014/04/09/peds.2013-3406.abstract

http://pediatrics.aappublications.org/content/early/2014/04/09/peds.2013-3406.full.pdf+html

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Batteri intestinali e autismo

batteri-intestinali

Da una ricerca del 2014, presentata al meeting annuale della Società Americana di Microbiologia, arrivano nuove conferme circa il ruolo della flora intestinale nella patologia autistica.

Gran parte dei batteri presenti nel nostro tratto digerente sono benefici: contribuiscono al processo digestivo, producono vitamine e danno protezione contro i batteri dannosi. Le popolazioni batteriche patogene, invece, se trovano le condizioni ideali per proliferare, liberano molecole dannose, in grado di interferire non solo con gli equilibri del tratto digerente ma di tutto l’organismo e del cervello.

Sono stati analizzati 50 diversi metaboliti batterici da campioni fecali di bambini con ASD (Autism Spectrum Disorders) e di controlli normotipici.

I bambini in ASD, oltre ad ospitare popolazioni batteriche diverse rispetto ai controlli normotipici, presentavano una significativa alterazione dei livelli di 7 dei 50 metaboliti analizzati; di questi, la maggioranza si caratterizzava per mimare il comportamento dei neurotrasmettitori encefalici oppure interferiva con la sintesi degli stessi. Più precisamente, nei campioni fecali dei bambini autistici si misurava una riduzione delle concentrazioni di omovanillato, catabolita della dopamina, e di N,N-dimetilglicina, molecola costitutiva degli aminoacidi e di alcuni neurotrasmettitori, già usata nei soggetti autistici per ridurre i sintomi e gli attacchi epilettici. Il rapporto glutammina/glutammato invece era significativamente più elevato nei soggetti autistici; l’alterazione del rapporto tra il glutammato e il GABA, un suo derivato, è già stata associata a comportamenti autistico-simili come gli stati di iper-eccitazione.

Attraverso una recente tecnologia di sequenziamento, i ricercatori sono stati in grado di rilevare centinaia di specie batteriche differenti e hanno evidenziato che nel tratto digerente dei bambini autistici è presente una minor varietà di specie batteriche e, se confrontate con quelle dei bambini normotipici, le specie sono diverse.

 

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Can chemical produced by gut microbiota affect children with autism? American Society for Microbiology. May 19, 2014

http://www.sciencedaily.com/releases/2014/05/140519114421.htm

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Imaging cerebrale, disfunzione mitocondriale e autismo

mitocondrio immagine 

In uno studio del 2014 si dimostra per la prima volta in vivo l’esistenza di disfunzioni mitocondriali nel cervello di soggetti con ASD (Autism Spectrum Disorder).

Le patologie mitocondriali sono una con-causa riconosciuta della sindrome autistica; ad oggi si pensa interessino l’1% di tutti i casi di ASD. Percentuali decisamente superiori a queste, tuttavia, sono emerse da studi recenti eseguiti su campioni post-mortem o periferici di soggetti autistici, in cui si indagavano biomarkers di disfunzione mitocondriale. In questi casi, ad oggi, non è dato stabilire se la  disfunzione mitocondriale sia primitiva o secondaria ad altri processi, come, ad esempio, un aumentato stress ossidativo (deficit enzimatici, stati infiammatori, metalli tossici).

Nello studio è stata utilizzata la spettroscopia di risonanza magnetica, tecnologia non invasiva, che permette di identificare bassissime concentrazioni di lattato, molecola considerata patologica quando identificata nel tessuto cerebrale e qui utilizzata come biomarker di disfunzione mitocondriale.  Sono stati analizzati 75 soggetti con ASD, bambini e adulti, e 96 controlli normotipici.

Nella popolazione autistica, sono emersi segni di sofferenza mitocondriale con una prevalenza del 13%, contro l’1% della popolazione normotipica; in particolare, le evidenze erano più consistenti nella popolazione ASD in età adulta (20%) rispetto a quella infantile (6%). Non sono emerse correlazioni con il genere, il tipo di ASD (autismo, Asperger e PDD-NOS), né con le abilità intellettive. I segni di sofferenza mitocondriale nella popolazione ASD erano più frequentemente presenti nel giro cingolato, una formazione cerebrale coinvolta nel controllo dei pensieri, delle emozioni e del comportamento, già nota per presentare alterazioni funzionali e anatomiche nei soggetti con ASD; altri segni di sofferenza mitocondriale nei soggetti ASD erano a livello dei nuclei sottocorticali, corpo calloso, giro temporale superiore e nei giri pre- e post- centrali.

Spesso i biomarkers periferici di disfunzione mitocondriale non correlano con i livelli cerebrali di lattato identificati con la spettroscopia di risonanza magnetica; la loro inclusione nei prossimi studi con questa tecnologia potrebbe contribuire a meglio caratterizzare la sottopopolazione di individui con ASD e disfunzione mitocondriale.

[highlight] Goh S et Al. Brain imaging evidence that mitochondrial dysfunction is a neurobiological subtype of Autism Spectrum Disorder JAMA Psychiatry. 2014 Jun; 71(6): 665–671. [/highlight]

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Autismo e geni

cromosoma

 

 

 

 

 

 

Secondo un nuovo studio su larga scala, i geni sarebbero responsabili di praticamente tutti i casi di ASD. Gli autori hanno preso i dati dal Twin Early Development Study, che comprendevano tutti i gemelli nati in Inghilterra e Galles tra il 1994 e il 1996. I bambini erano testati attraverso più metodi di valutazione (CAST, DAWBA, ADOS, ADRI-R). Per tutti i parametri, la correlazione tra i gemelli monozigoti era significativamente superiori rispetto a quella tra i gemelli dizigoti, con stime di ereditarietà dal 56% al 95%.

L’autismo può coinvolgere fattori genetici, ma questo non spiega l’aumento di incidenza negli ultimi trent’anni da un caso su mille a un caso su sessantotto. I geni cambiano in migliaia di anni, non decadi. La più logica spiegazione per l’epidemia autistica in atto – la più accreditata nella ricerca – è che la maggior parte dei casi di autismo coinvolgano una combinazione di vulnerabilità genetica ed esposizione ad insulti ambientali.

[highlight] Colvert E et Al. Heritability of autism spectrum disorder in a UK polulation-based twin sample. JAMA Psychiatry, March 4, 2015 [/highlight]

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Inquinamento atmosferico e disturbi dello spettro autistico

inquinamento veicolare

Il rapporto tra l’esposizione all’inquinamento atmosferico e i disturbi dello spettro autistico (Autism Spectrum Disorders, ASD) è stato recentemente indagato in uno studio caso-controllo nell’ambito del Nurses Health Study II.

Sono state selezionate 116.430 infermiere con età compresa fra i 25 e i 43 anni, residenti in 50 stati, ed è stata indagata l’incidenza di figli con diagnosi nello spettro autistico nati fra il 1990 e il 2002. Questi dati sono stati correlati con i livelli di esposizione al materiale particolato (PM2.5 e PM10-2.5) durante i tre trimestri di gravidanza. Le stime di esposizione sono state calcolate mensilmente attraverso un modello specifico e per l’indirizzo di residenza materno.

Sono stati identificati 245 bambini nello spettro autistico e 1522 controlli sani.

La probabilità di avere un figlio in ASD era il 50% maggiore per le donne nel quartile superiore di esposizione a PM2.5 rispetto alle donne nel quartile inferiore; l’associazione era più forte nel terzo trimestre di gravidanza. I risultati evidenziavano un’associazione prevalente per i maschi.

Le associazioni tra esposizione al PM2.5 e ASD nei nove mesi prima e dopo la gravidanza erano più deboli. Ridotta è risultata l’associazione tra PM10-2.5 e ASD.

Il dato secondo cui l’associazione tra esposizione al PM2.5 e ASD è più forte nel terzo trimestre rimanda al processo di sinaptogenesi (creazione dei collegamenti fra le cellule nervose del cervello), che si sviluppa soprattutto in questo periodo e spesso è alterato nei soggetti ASD. Le particelle di particolato sono ricoperte da vari contaminanti; quelle di più piccole dimensioni riescono a penetrare a livello subcellulare dove, come è stato dimostrato in vitro, inducono danno ossidativo e stress mitocondriale. In esperimenti con roditori, tali particelle stimolano il rilascio di citochine proinfiammatorie, a livello sistemico e cerebrale, e alterano il sistema immunitario neonatale.

Altri studi hanno precedentemente evidenziato una correlazione tra esposizione in gravidanza ad inquinanti atmosferici e un aumentato rischio di ASD per il nascituro.

Precedentemente, nello studio CHARGE (Childhood Autism Risks from Genetics and the Environment), era già emerso un aumentato rischio per ASD nei bambini partoriti da donne che vivevano in prossimità dell’autostrada.

 

[highlight] Raz R, et Al. Autism spectrum disorder and particulate matter air pollution before, during, and after pregnancy: a nested case–control analysis within the Nurses’ Health Study II cohort. Environ  Health Perspect 123:264–270. [/highlight]