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Predisposizione Genetica ed Ambiente

Predisposizione Genetica ed Ambiente

La Ricerca:

Sono stati analizzate copie di gemelli, con almeno un soggetto autistico, nati in California  tra il 1987 ed il 2004. L’analisi finale ha coinvolto 192 copie di gemelli, di cui 54 identici  (monozigoti) e 138 fraterni (dizigoti). La ricerca ha dimostrato, che  un maschio fratello di un soggetto autistico presenta 31% delle possibilità di diventare autistico, mentre la percentuale sale a 77% in caso di gemelli identici. Per le bambine l’incidenza risulta del 36% e del 50% rispettivamente.
“ Genetic Heritability and shared environmental factors among twin  pairs with autism” Joachim Hallmayer et al.; Archives of General Psychiatry; July 4,2011.

La Prevenzione:

La prevenzione é tale solo se viene svolta in fase di preconcepimento e comprende:

  1. Genomica (SNPs): attenta e dettagliata analisi  genomica dei genitori, soprattutto quando sono presenti patologie ad elevato rischio e ad  insorgenza precoce tra i famigliari, con particolare riguardo alla funzione intestinale, immunitaria, nervosa, mitocondriale , degenerativa (tumori).
  2. Ambientale: condizioni di salute dei genitori, con particolare attenzione all’età,  conta spermatica, aborti precedenti, acqua, ambiente (inceneritori, traffico stradale, area industriale), alimentazione-funzione intestinale-immunitaria della madre, metalli tossici, dipendenze.

Vedi Questionario Bio-Comportamentale:  www.francoverzella.it/orientamento alla Salute: Adulto e Bambino

Gemelli neonati abbracciati

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Pitocina in Travaglio e Disturbi dello Sviluppo

Pitocina in Travaglio e Disturbi dello Sviluppo

 

L’ossitocina  è un ormone peptidico di 9 aminoacidi prodotto dai nuclei ipotalamici sopraottico e paraventricolare e secreto nella neuroipofisi. L’ossitocina  stimola le contrazioni della muscolatura liscia dell’utero durante il  travaglio ed il parto, inducendo delle contrazioni regolari e coordinate, che giungono alla cervice. Stimola anche le cellule muscolari dei dotti lattiferi per la secrezione del latte in risposta allo stimolo della poppata e induce  il comportamento materno nei confronti del neonato. In una ricerca sperimentale  iniezioni di ossitocina nel cervello di topi femmine non gravide inducono un comportamento materno, mentre  gli inibitori della ossitocina le portano a dimenticarsi dei piccoli che si allontanano. Ugualmente nei maschi bassi livelli di ossitocina  provocano amnesia sociale e chi è privo del gene codificante presenta aggressività, indifferenza al distacco dalla madre e assenza di attaccamento sociale. Recettori per la ossitocina sono presenti nel sistema limbico e nel tronco cerebrale, e gli effetti della ossitocina sono stati accertati su: comportamento, allattamento, accoppiamento, attaccamento sociale, comportamento  genitoriale, apprendimento e memoria.
La Pitocina, é la formula sintetica della Ossitocina che viene utilizzata per  infusione endovenosa, contiene 10 unità di ormone/mL  e 0.5% Clorobutanolo come conservante ed acido acetico per la regolazione del pH. Somministrata per via endovenosa durante il travaglio, attraversa il filtro placentare e la barriera ematoencefalica immatura del bambino, inducendo una depressione della attività del recettore della ossitocina, con conseguente ridotta secrezione dell’ormone naturale. La disregolazione delle funzioni  controllate dalla ossitocina, secondaria al parto cesareo ed al parto indotto con Pitocina, viene  attualmente indagata come possibile concausa nello sviluppo della sindrome autistica. Suggestivo è il rilievo  dell’aumento di queste pratiche ostetriche in questi ultimi 20 anni  contemporaneamente  alla diffusione della sindrome autistica.
Le contrazioni dell’utero indotte dalla Ossitocina risultano intermittenti, mentre nel caso della Pitocina sono  continue. Le contrazioni troppo frequentI e troppo intense esercitate dalla Pitocina  creano una condizione di ipossia della placenta e del feto, che può condurre alla encefalopatia ipossico ischemica, paralisi cerebrale, emorragie intraventricolari, idrocefalo. La iperstimolazione dell’utero contrasta, inoltre, il rilascio delle endorfine che aiutano a ridurre il dolore, non aiuta a dilatare la cervice, non fornisce il picco della contrazione  al momento della espulsione del bambino, ostacola la secrezione della ossitocina naturale, impoverendo il legame materno.
Michael S. Tsimis , in occasione della conferenza del College of Obstetricians and Gynecologists in New Orleans, 7 Maggio 2013, ha esaminato gli effetti collaterali  della Pitocina su alcuni indici precoci di salute del neonato, secondo i parametri espressi da Adverse Outcome Index, in un’analisi retrospettiva su 3000 parti indotti con Pitocina, tra il 2009 ed il 2011. I risultati di questa analisi dimostrano che  l’uso della Pitocina è correlato ad una maggiore frequenza di  ricoveri del neonato in Terapia Intensiva per un tempo superiore alle 24 ore e ad un Apgar a 5 minuti inferiore a 7.
La Pitocina risulta, comunque, il farmaco maggiormente associato a complicanze prevenibili durante il parto e nel 2009 l’Institute for Safe Medication Practices degli Stati Uniti ha inserito la Pitocina in una lista di 11 farmaci altamente pericolosi. È fondamentale che la Pitocina venga usata solo in casi di estrema necessità,  seguendo scrupolosamente  la linea guida, che comprende il monitoraggio fetale continuo.

Un ricerca ha esaminato tra il 2000 ed il 2009, con follow up al 2012 un totale di 557.040 nati vivi; di questi, 2110 hanno presentato una diagnosi di autismo. L’associazione tra Autismo e somministrazione di Pitocina durante il parto risulta  statisticamente  confermata nella popolazione maschile (HR 1.13; 95% CI, 1.00-1.26; P = 0.04), ma non in quella femminile (0.99; 0.77-1.27; P=0.95).
“Oxytocin-augmented labor and risk for autism in males”;  Omri Weisman et all; Behavioural Brain Research, Volume 284, 1 May 2015, Pages 207–212.

Il periodo più complesso, e dinamico  della nostra storia  biologica cade tra il concepimento ed il terzo- quarto anno di vita ed in questa fase  occorre promuovere attivamente il benessere e la armonizzazione delle funzioni della madre e del bambino per arricchire e potenziare quella MATRICE, biologica, energetica, percettiva, che come una memoria continua media il nostro rapporto con la quotidianità e, negli anni della adolescenza e della vita adulta appare come postura, mimica, voce, parola, movimento, salute, energia, creatività, capacità di ascolto, coraggio, empatia. Training del respiro, esercizio fisico, nutrizione vegetariana personalizzata e integrata con molecole naturali, musica, esperienze in ambienti naturali, strategie dell’apprendimento, socializzazione sono elementi di un ampio registro di opportunità, per chi decide di porre la Salute ed il Benessere al centro  della propria quotidianità.

Donna incinta

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Funzione Intestinale nel bambino autistico

Funzione Intestinale nel bambino autistico

La Ricerca:

Sono stati esaminati campioni di feci di  30 bambini con autismo, ed in 14 casi è stato documentato desulfovibrio (46,6%); la percentuale scenda  al 28,6% per i fratelli  di bambini autistici. L’incidenza del disturbo intestinale risulta correlato con la gravità dell’autismo. Lo studio ha messo in evidenza  la frequente presenza della infezione da Clostridi nei casi di autismo regressivo. Gli AA hanno registrato  un sensibile miglioramento del comportamento e dei disturbi intestinali in seguito al trattamento con Vancomicina. I clostridi producono spore che sono molto resistenti nei confronti degli antibiotici. Il Bifidobatterio, che ha una funzione protettiva, risulta meno frequente nell’intestino dei bambini autistici.

State of the art, microbiology in health and disease. Intestinal  bacterial flora in autism” M. Feingold;  Anaerobe April 16 ;2011

Autismo, addome gonfio

La Cura Quotidiana:

Nel bambino con autismo una  attenzione preliminare va dedicata alla flora intestinale, in relazione alla sua complessità, al ruolo giocato  dalla  eubiosi per il benessere fisico e mentale dei bambini, che occorre ricercare con la somministrazione di pre e  probiotici in continua rotazione e la somministrazione di aminoacidi quali glutammina, glicina, taurina. Quando sono presenti disturbi intestinali cronici  il ricorso alla endoscopia è necessario per accertare caratteristiche strutturali e della mucosa intestinale. Un quadro comune è il reperto di una ileocolite iperplastica. Sistematica analisi delle feci, trattamento antiparassitario  della famiglia e degli animali con cui il bambino può entrare in contatto, controllo della sudorazione specie notturna, quale sintomo di disregolazione neurovegetativa, qualità del sonno, emotività, relazioni, stereotipie, iperattività sono  marker sensibili dello stato di salute intestinale, il cui recupero è il primo obiettivo da raggiungere nella grande maggioranza di questi bambini e richiede una assidua collaborazione tra medico e famiglia. Inquinamento ambientale, tossicità alimentare, vaccinazioni di massa,  uso frequente di antibiotici e fragilità costituzionali creano quadri complessi ed altalenanti, spesso di grande impegno e sempre fortemente individualizzati. Le  continue evidenze del rapporto tra benessere,  comportamento e qualità della funzione intestinale sollecitano i famigliari ad una riflessione  soggettiva sui fondamenti della propria salute, che si dimostra preziosa per migliorare l’assistenza e la collaborazione con il medico.

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Metalli tossici e Terapia chelante

Metalli tossici e Terapia chelante

Un approccio funzionale alla salute

 

Da una trentina di anni la ricerca scientifica riporta costantemente segnali di progressiva tossicità ambientale, che interessano e minacciano la vita sul Pianeta, quali la diminuzione del numero e della varietà delle specie vegetali ed animali e la diffusione di malattie cronico degenerative nella società globalizzata. Nell’arco di 30 anni, l’autismo è passato da una incidenza di 1 caso su 2.500 ad 1 caso su 68, mentre i disturbi dello sviluppo e dell’apprendimento interessano 1 bambino su 6 (CDC: Marzo 2014).

Il livello di tossicità che caratterizza ogni aspetto della nostra vita quotidiana supera sistematicamente i limiti analitici delle più sofisticate tecnologie a nostra disposizione per quattro ragioni elementari:

  1. Il numero astronomico di sostanze inquinanti prodotte dall’uomo ed immesse nell’ambiente: oltre 71Milioni di nuove sostanze, organiche ed inorganiche, prodotte dall’industria a partire dal 1957 (www.CAS Registry). Attualmente, ogni giorno vengono aggiunte, in media, 12.000 nuove sostanze!
  2. La lacunosa certificazione relativa ai rischi per la salute.
  3. La incapacità di valutare il potere detossicante del singolo individuo, nei confronti di specifiche tossine.
  4. La impossibilità di valutare nel tempo la sommatoria biologica dell’azione esercitata dalle diverse sostanze tossiche nel singolo individuo.

Siamo, dunque, tutti quanti preda di una aggressione xenobiotica, incontrollata e incontrollabile, che non risparmia nessuno e non perde un attimo della nostra quotidianità, eludendo l’attenzione dei meno attenti con le arti di una informazione troppo spesso mascherata e bugiarda. L’inquinamento ambientale, la tossicità alimentare e la farmaco dipendenza che caratterizzano la attuale Società Globalizzata sono in larga parte caratterizzati dalla presenza di Metalli Tossici (MT), che possiamo distinguere in:

  1. Metalli “comunque tossici”: non partecipano ad alcuna attività biologica e l’organismo non possiede alcun meccanismo omeostatico che ne regoli l’assorbimento, il deposito e l’eliminazione. I più comuni comprendono: alluminio, antimonio, arsenico, bario, bismuto, cadmio, cesio, cobalto, cromo, gadolinio, gallio, mercurio, nickel, niobio, piombo, platino, rubidio, stagno, tallio, titanio, torio, tungsteno, uranio.
  2. Metalli funzionali, che manifestano attività tossica in relazione a concentrazioni non fisiologiche, o per via della somministrazione, o forma chimica del composto metallico assorbito. Tra questi ricordiamo, ad esempio, il ferro (anemia ferro priva; iperferritinemia e stress ossidativo), lo iodio (gozzo tiroideo, da deficiente assunzione), il calcio (osteoporosi, da alterato assorbimento), lo zinco (ridotta funzione immunitaria, da insufficiente assorbimento).

I MT penetrano in maniera insidiosa nel nostro organismo attraverso aria atmosferica, materiali di contatto, ambienti di lavoro, alimenti, bevande, amalgami dentali al mercurio, vaccini contenenti mercurio e alluminio (Thimerosal), protesi ed impianti endo ossei, farmaci, prodotti cosmetici.

Dal 2003, nei Paesi della Comunità Europea viene applicato un protocollo per il monitoraggio delle emissioni nell’aria di Cadmio, Piombo e Mercurio ed un report dettagliato della situazione è stato pubblicato nel 2007 da parte di una task force di esperti selezionati dai Governi europei, che descrive le tecnologie disponibili per controllare la emissione di questi metalli, indica i programmi, le strategie e le politiche per contenere la emissione entro i limiti concordati. Le emissioni nell’aria derivano dalle attività industriali, dal traffico degli automezzi e dalla produzione di energia. Tra il 1990 ed il 2003 le emissioni nell’aria in Europa si sono ridotte in media del 50%. Questa riduzione significativa non è però in grado di contrastare il continuo e progressivo accumulo nei terreni, dove i MT costituiscono il principale inquinante.

La ricerca tossicologica ha recentemente dimostrato l’estrema pericolosità della esposizione cronica a bassi dosaggi, perché essi si accumulano lentamente all’interno dei nostri tessuti, non partecipano ad alcuna attività funzionale biologica e la loro azione consiste nel bloccare l’attività di numerosi complessi enzimatici, con effetto cumulativo e di reciproco rinforzo nel tempo. In particolare, i metalli tossici inibiscono gli enzimi e le molecole che assicurano l’attività antiossidante, bloccando i gruppi sulfidrilici (glutatione, metallotioneine, cisteina, acido alfa-lipoico) con conseguente aumento dello stress ossidativo, alterano la omeostasi ionica (calcio, sodio, potassio), la funzione mitocondriale, interferendo in modo selettivo con il ciclo di Krebs e con il circuito della metilazione-sulfossidazione. Occorre ricordare che da quest’ultimo circuito dipende la sintesi della creatina (per i processi di ricarica dell’energia), dei neuromediatori, della melatonina, il blocco della istamina (reazioni allergiche), la modulazione del DNA (sintesi proteica), la sintesi della mielina (conduzione dell’impulso nervoso) ed infine la sintesi della cisteina e del glutatione (attività detossificante ed antiossidante). In altre parole, i MT entrano nella “cassaforte” del nostro metabolismo e lo alterano profondamente, per cui la formulazione di intervalli di sicurezza è comunque sempre puramente convenzionale! Nel cervello, fegato, rene, sistema immunitario, ossa, polmoni, i MT creano reazioni localizzate di tipo infiammatorio e reazioni generalizzate, con genesi tossica e/o immunitaria, che ci predispongono ad una lunga serie di disturbi e di malattie: stress ossidativo, insulino-resistenza, ipertensione, aritmie ventricolari, bronchiti e polmoniti, asma, calcolosi, nefropatie, anemia, diarrea, affezioni infiammatorie croniche dell’intestino, ulcera duodenale, epatite, sensibilità chimica multipla, sindrome della fatica cronica, cefalea, disturbi dell’umore e del comportamento, psicosi, autismo e disturbi dello sviluppo, dipendenze, sclerosi a placche, parestesie, paralisi, deficit motori, Alzheimer, Sclerosi Laterale Amiotrofica, Parkinson, ototossicità, rinite cronica, dermatite da contatto, cancro.

L’assorbimento dei MT a livello gastrointestinale ed a livello polmonare varia a seconda delle condizioni dell’ospite, della composizione (inorganica od organica) e dello stato di valenza (elementare o ionico) del metallo. Il sangue è il principale mezzo di trasporto dei metalli secondo cinetiche dipendenti da: diffusibilità, forma di legame, velocità di bio-trasformazione e disponibilità di ligandi intracellulari. Le principali vie di escrezione dei metalli sono quella renale e quella biliare-intestinale. In minima parte l’eliminazione può avvenire per salivazione, traspirazione, esalazione, allattamento, esfoliazione della pelle e perdita di unghie e capelli. Alcuni organi (ossa, cervello, fegato e rene) sequestrano determinati metalli in concentrazione relativamente elevate e cronicamente per anni.

L’assorbimento di origine lavorativa avviene in prevalenza attraverso la via respiratoria; la via digestiva è secondaria ed in genere legata a scarse misure igieniche o incidenti. L’assorbimento percutaneo è stato dimostrato per il cromo esavalente e per alcuni composti organo metallici, quali il piombo tetraetile ed il metilmercurio. La distribuzione dei metalli nell’organismo può avvenire in forma libera o legata a proteine plasmatiche, quali l’albumina, la transferrina, la metallotioneina, la ceruloplasmina, per raggiungere l’organo critico. È detto organo critico quello che per primo raggiunge la concentrazione critica, alla quale si osservano i primi effetti tossici, o che rappresenta un deposito preferenziale del metallo in questione; ogni metallo, infatti, si deposita in modo specifico nei diversi organi e tessuti in base ad affinità selettive. In generale i metalli non vanno incontro a processi metabolici, tranne che le forme organometalliche, quali gli alchil-derivati del piombo e gli organo-mercuriali.

INQUINANTI DEL SUOLO

Paesi della Comunità Europea

grafico1UE_MetalliTossici

Cadmio (Cd)

Nell’Artico la vita atmosferica di una particella di 1micron di Cd è di 3-7 giorni durante l’estate e di 3-7 settimane in inverno. Se il vento è di 5m/sec in tre giorni quella particella percorre 1.300 chilometri. Questa semplice riflessione ci spiega come nell’ambiente in cui viviamo tutto sia intimamente connesso. Il 90% del Cd é concentrato nei primi 15cm della superficie del suolo, la sua concentrazione aumenta se il suolo è argilloso, con l’aumentare del pH ed in rapporto alla percentuale di materia organica presente. Le foglie attraverso l’aria e le radici attraverso il contatto con il suolo costituiscono le vie di contaminazione dei raccolti. Per il Cd la contaminazione dell’aria varia tra 0,05 e 0,5 ng/metro cubo, mentre nell’acqua potabile risulta inferiore a 3mcg/litro. In Europa l‘acqua potabile contiene un valore medio di 1mcg di Cadmio per litro, per cui si ritiene che il rischio sia contenuto e comunque assai inferiore rispetto a quello rappresentato dalla quota presente negli alimenti.

Le patologie prodotte dal Cd comprendono: insufficienza renale, osteoporosi, osteomalacia e cancro al polmone. Particolarmente a rischio sono le persone che vivono nella vicinanza delle industrie, le donne che presentano bassi depositi di Ferro, gli anziani, i fumatori e chi consuma alimenti contaminati (grano, riso, patate, verdure a foglia larga). Ogni sigaretta contiene 1-2 microgrammi di Cadmio; per chi fuma 20 sigarette al giorno si calcola che l’assorbimento di Cadmio sia di 2-3mcg. Nel sangue si registrano in media valori inferiori a 0,5mcg/litro e nei fumatori 1,5mcg /litro; nelle urine vengono tollerati valori <2mcg/g di creatinina. Per chi non fuma il 90% del Cadmio assorbito deriva dagli alimenti e viene calcolato come valore medio in 7microgrammo/kg/settimana. Valori superiori aumentano sensibilmente il rischio di danno renale. Negli animali il Cadmio si concentra soprattutto nel fegato e nel rene. La concentrazione media nel latte è di 1 mcg/litro, mentre nella carne, pesce e frutta: 1-5mcg/kg. Nei tessuti il Cd si concentra nel rene e nel fegato ed è legato alle metallotioneine.Viene eliminato lentamente con le feci e le urine e l’emivita del carico è stata calcolata in 16 anni. Osteoporosi ed osteomalacia sono secondari al danno renale, probabilmente per mancata attivazione della vitamina D e per azione diretta sul metabolismo del Calcio e del Fosforo. Il rischio di cancro polmonare risulta non definitivamente documentato.

Il Piombo (Pb)

Il Pb è neurotossico e la sua azione risulta particolarmente dannosa per il feto ed i primi anni dello sviluppo. Il Pb atmosferico è alimentato da fonti naturali come le eruzioni dei vulcani e gli incendi delle foreste e da fonti antopogeniche, quali: il traffico stradale, le industrie delle costruzioni , dell’acciaio e del ferro, la produzione di elettricità e del calore e le industrie chimiche. Le particelle sospese nell’atmosfera sono in forma di cloruri, ossidi e solfati. Anche per il Pb tra il 1990 ed il 2003 le emissioni sono calate di 8-10 volte in Europa, mentre i livelli di soli 2-3 volte. Il trasporto aereo su lunghe distanze, ben oltre i confini politici dei vari paesi, unifica i valori medi di inquinamento dell’aria, che in Europa risultano di 2-15ng/metro cubo (2003). Nel suolo il Pb si deposita nei primi 2-5 centimetri, ad una concentrazione di 10-70mg/kg di terreno, con un valore medio di 22,6. Nei terreni attorno alle fabbriche raggiunge valori di 60.000mg/kg e attorno alle case con tinture contenenti Pb si registrano valori fino a 10.000mg/kg. Il Pb arriva all’uomo attraverso una mappa articolata di passaggi che comprendono:

  1. sorgenti: erosioni della crosta terrestre, , traffico stradale, industrie, pitture al Pb, lattine;
  2. stazioni intermedie: aria, piante, animali, tabacco, acqua;
  3. fonti di esposizione: suolo, aria, polvere, alimenti, acqua potabile.

Le particelle aeree superiori a 5micron vengono espulse dall’apparato ciliare dei bronchi e vengono deglutite; le particelle comprese tra 0,01 e 5 micron raggiungono gli alveoli, attraverso cui vengono assorbite. La principale fonte per l’adulto sono gli alimenti e l’acqua potabile; per i bambini, anche la polvere ed il terreno, in relazione alla abitudine di portare le mani e gli oggetti in bocca. Dal 2013 il limite europeo per il suolo è di 10mg/kg. Il terreno cede il Pb con difficoltà alle piante e la contaminazione viene principalmente dall’aria: verdure a foglia larga, frutta, cereali. Nei latticini la concentrazione risulta: 3-83mg/kg; nella carne, pesce e pollame: 2-159mg/kg; nel latte ad uso infantile il limite di legge è di 0,02mg/litro. La maggiore concentrazione si ha nei prodotti da forno, zuppe, frutta, cereali e nell’acqua. Una madre con tassi elevati di Pb lo cede al feto durante la gravidanza e l’allattamento; il test dei metalli tossici è una attenzione preziosa in fase di preconcepimento. Il Pb nel vino deriva dai trattamenti fungicidi all’uva e dai contenitori; il vasellame e le ceramiche lo rilasciano a contatto con frutta e bevande. Nelle cellule del sangue il Pb è legato alla porfobilinogeno sintetasi (ALAD). L’aumento di 1mg/metro cubo nell’aria produce un aumento di 16mcg/litro nel sangue dell’adulto e di 19 nel bambino. Nelle cellule del sangue e dei tessuti molli rimane temporaneamente per qualche settimana e poi si distribuisce nell’osso corticale per il 69% e per il 23% nell’osso trabecolare. Nei bambini gli aumenti e le diminuzioni della concentrazione sono sincroni con quelle dell’ambiente, mentre nell’adulto la capacità di eliminare il Pb si riduce rapidamente con l’età. La radiografia a fluorescenza consente di valutare i depositi ossei, che rappresentano oltre il 90% del carico tossico e attualmente risulta tre volte superiore a quella dell’uomo preistorico. La punta massima si è avuta negli anni 70: allora 80% dei bambini aveva una concentrazione ematica superiore a 100 mcg /litro che oggi è scesa a 1,6% ! In Italia nell’adulto si è avuta una diminuzione del 58% tra il 1985 ed il 1993. Massimi livelli attuali vengono registrati in Egitto, Marocco, Pakistan, Nigeria, Indonesia, Tailandia, Sudamerica. Le vie di assunzione comprendono: placenta, latte materno, aria, alimenti. Le patologie causate dal Pb comprendono: ritardo mentale e dello sviluppo, inibizione di ALAD, riduzione dello sviluppo fisico, ritardo della conduzione nervosa, calo dell’udito, ittero, anemia, ipertensione, proteinuria, insufficienza renale, riduzione della conta spermatica, ridotti valori di vitamina D, valori elevati delle proto porfirine, neuropatia periferica, coliche intestinali. Nel feto e nel neonato il deposito nel tessuto cerebrale è facilitato dalla immaturità della barriera emaotoencefalica. L’assorbimento dell’adulto è dell’1% mentre nel bambino è del 30%. In USA il limite è di 1,5mcg/ metro cubo di aria, mentre in Europa è di 0,5.

Il Mercurio (Hg)

Il Mercurio viene disperso attraverso la litosfera, per evaporazione degli oceani e l’attività geotermica. Le fonti antropogeniche alimentano la dispersione dei due terzi del totale e comprendono la combustione del carbone e di fossili, la produzione di elettricità e del calore, la produzione di metalli, del cemento, il trattamento dei rifiuti (inceneritori), la cremazione, la produzione dell’oro. Tra il 1990 ed il 2003 la riduzione delle emissioni è compresa tra il 17 ed il 92% a seconda dei diversi paesi europei; in Spagna, Cipro e Lituania è aumentato di 2-26 volte. La vita del mercurio elementare nell’aria varia da alcune settimane ad alcuni mesi; mentre quella del mercurio ossidato da qualche giorno a qualche settimana; la concentrazione atmosferica è abbastanza bassa: 1,3-2ng/metro cubo. Nelle precipitazioni il mercurio varia tra 6 e 40 ng/litro; solo un terzo del mercurio depositato in Europa deriva dalla emissioni locali, mentre i due terzi derivano da aree non europee. Il mercurio elementare è stabile per cui si distribuisce su ampie regioni prima di venire ossidato nell’atmosfera e successivamente depositato sui terreni e nelle acque. Il Mercurio elementare atmosferico attualmente è superiore a quello preindustriale di 2-3 volte. Il Metil-Mercurio si forma nelle acque per metilazione batterica del mercurio inorganico ed entra nella catena alimentare. Nel suolo il livello di Hg varia tra 20 e 625 mcg /kg e si combina rapidamente in forma organica; nelle acque la concentrazione è bassa: 0,5-15ng/litro. La concentrazione atmosferica è la fonte principale di inquinamento. Metil Mercurio e dimetil Mercurio sono le due forme più tossiche per l’uomo; sono presenti soprattutto nel pesce, nelle creme e nei saponi. Dagli amalgami dentali viene inalato per valori pari a 3-17ng/die. Nell’acqua potabile si registrano 25ng/litro e nel suolo 20-625 mcg /chilo. I bovini nel rumine demetilano il metilmercurio, per cui la loro carne ha una bassa concentrazione di metil mercurio. Nelle acciughe si registrano fino a 0,085mg/kg, mentre nel pesce spada e nel tonno 1,2-6,5. I limiti ammessi comprendono: 1mg/kg in USA e 0,5mg in Europa.
La ritenzione di Mercurio in una popolazione non professionalmente esposta comprende: Mercurio elementare da Amalgami: 1.000-22.000 ng/die; Mercurio inorganico: 330ng/die ed infine MetilMercurio da Pesce: 2.300ng/die.

Il Hg elementare non si assorbe attraverso la pelle e l’intestino, ma attraverso i polmoni, come 80% di quello inalato e si distribuisce soprattutto nel rene e nel cervello, attraverso la barriera ematoencefalica e la placenta. Il mercurio inorganico non attraversa la barriera ematoencefalica e la placenta e si deposita nel rene. La percentuale di Hg nel sangue fetale è diminuito di 10 volte tra 1983 e 1996. In Europa, tra il 1978 ed il 1996, un tasso di 100 microgrammi/litro nel sangue, è passato dal 2,54% allo 0,3% della popolazione. Il Hg inorganico ed elementare vengono eliminati con le urine, le feci e la evaporazione. Il metil mercurio viene asorbito per il 95%, diffonde negli eritrociti e nel plasma e da questi al rene, muscoli ed al cervello, dove si trasforma in mercurio inorganico; viene eliminato come inorganico soprattutto nelle feci. Nel sangue si registrano valori medi di 1-8mcg /litro; per chi consuma molto pesce può raggiungere 200mcg /litro; nei capelli i livelli sono comunemente inferiori a 0,25mcg/g e in chi consuma molto pesce possono salire fino 389.
Gli effetti sulla salute del Mercurio elementare ed inorganico comprendono, in caso di avvelenamento acuto a concentrazioni di 1mg/metro cubo di aria: polmonite, edema polmonare, sofferenza cerebrale, dei nervi, renale e della tiroide con tremore, debolezza muscolare, depressione, alterazioni della personalità, della memoria, rash cutanei, arrossamento mani e piedi, gusto metallico, eccessiva salivazione, orticaria, proteinuria, necrosi tubulare, atassia, ipertensione. Il mtilmercurio, dopo una incubazione di qualche settimana produce: parestesie, atassia, alterazioni del campo visivo, udito, equilibrio, parola, confusone mentale, fatica cronica, alterazioni del tatto e dell’odorato, turbe cardio vascolari. Nei bambini gli effetti comprendono: microcefalia, paralisi cerebrale, ritardo mentale, cecità, sordità, alterazioni dello sviluppo cerebrale; anche bassi livelli nella madre hanno una amplificazione nel feto e nel neonato.

Metalli Tossici e Sanità

I metalli tossici vengono somministrati attivamente anche all’interno di alcune pratiche mediche:

1)Vaccini

  • Contenenti Mercurio e Alluminio, come nel vaccino MMR (morbillo-parotite-rosolia- thimerosal) e nel vaccino antinfluenzale. Vaccini

2)AMALGAMI AL MERCURIO

Composizione:

  • MERCURIO 50%
  • LEGA: 50% : Argento 69,5% + Stagno: 17,7% + Rame: 11,8% + Zinco: 1%

Amalgami al mercurio

Amalgami al Mercurio sono presenti in una larga percentuale della popolazione adulta e costituiscono una sicura concausa di una serie numerosa di disturbi e patologie croniche. A fronte di una incomprensibile indifferenza da parte della autorità sanitaria e della comunità medica, la rimozione sistematica degli amalgami con tecnica protetta e la successiva detossificazione rappresentano oggi indicazioni preventive assolute, che vengono applicate da una stretta minoranza degli odontoiatri nel nostro Paese. Una madre portatrice di amalgami scarica sul proprio feto un terzo del Mercurio che quotidianamente solleva. Nel caso documentato la madre durante la gravidanza aveva 10 amalgami e, il figlio, all’età di 4 anni, presentava un livello di Mercurio:832,8 (<2,19mcgHg/g Creatinina), e autismo di grado severo.
Esito analisi 1

 

3)Il Gadolinio (Gd)

Il Gadolinio è il mezzo di contrasto sistematicamente utilizzato in campo internazionale durante la Risonanza Magnetica. Non si comprende perché, dopo aver somministrato questo metallo tossico il servizio di radiologia non si preoccupi di assicurare un adeguato trattamento chelante. Il caso riportato riguarda una bambina di anni 10 affetta da ritardo mentale; a distanza di alcuni mesi il livello del Gadolinio risulta 28,903(<0,019mcg/g Creatinina).
Esito analisi 2

Occorre ricordare che nelle affezioni neurodegenerative, in particolare nella sclerosi multipla, e nelle patologie neoplastiche il paziente viene ripetutamente sottoposto ad una risonanza magnetica con il contrasto una volta all’anno.
Contrariamente a quanto dichiarato dalle ditte produttrici, non tutto il Gadolinio viene eliminato nelle 24 ore successive alla somministrazione, perché una quota rimane all’interno dei tessuti per anni, come dimostrano le due tabelle, che si riferiscono a 17 casi.

Permanenza del Gadolinio dopo Risonanza Magnetica con contrasto:

    • Test da carico con DMPS: mcg/g creatinina (<0,019)
1 mese: 18,045
5 mesi: 0,901
5 mesi: 1,257
7 mesi: 0,236
8 mesi: 7,6952
2 anni: 0,092
2,5 anni: 1,079
6 anni: 0,038
10 anni: 0,279
    • Test da carico con EDTA*
5mesi : 12 mcg/100ml (< 0,02)
8mesi : 14,5
8mesi : 25
>1 anno: 20
>1 anno: 5,2
>18mesi: 18
>3 anni: 2,0
>3 anni: 5,3

*Per gentile concessione del dottor Alessandro Salvatore Mammana

La intossicazione cronica da metalli oggi interessa una larga percentuale della popolazione, in relazione alla loro ubiquità e colpisce tutte le fasce di età, fin dalla primissima infanzia.
Gli ambienti di lavoro in cui possono verificarsi le intossicazioni da metalli sono numerosissimi e comprendono: odontotecnica, odontoiatria, oreficeria-gioielleria, ceramica, vetreria, carrozzerie (auto, treni, aerei), reattori nucleari, rottamazione, edilizia, concerie, industria dei cappelli, industria del legno, vernici, tipografia, fotografia, litografie, radiologia, prodotti farmaceutici, erbicidi, batterie, accumulatori nastri magnetici, estrazione e trattamento dei minerali, leghe metalliche, industria elettrica, elettronica, impianti di soda caustica, plastica, munizioni, industria petrolifera.
Le manifestazioni comprendono quadri clinici complessi, multifattoriali e multisistemici, che la medicina specialistica, primariamente dedicata alla patologia e terapia d’organo, il più delle volte non sospetta, quanto meno nelle fasi iniziali e, a quadro conclamato, si limita necessariamente alla soppressione dei sintomi, non riconoscendone le cause. Per queste ragioni l’accertamento della eventuale intossicazione cronica da metalli deve rappresentare una delle prime attenzioni preventive, in fase di pre-concepimento, di attività lavorativa a rischio (prevenzione primaria); sistematicamente, quando la diagnosi è incerta e, sempre, in caso di una malattia cronica degenerativa (prevenzione secondaria e terziaria).
Il livello dei metalli nel sangue e nelle urine riflette la esposizione recente e praticamente risulta elevata solo in caso di esposizioni acute, per un periodo di poche settimane, mentre è del tutto insignificante per la valutazione della intossicazione cronica.

Il contenuto dei metalli nei capelli è in rapporto alla quantità del metallo presente nel sangue al momento in cui il capello veniva formandosi e non riflette l’accumulo a lungo termine che si è verificato a livello degli organi; inoltre solo determinate forme del metallo si accumulano nel capello, come, ad esempio, avviene per il mercurio organico (pesce contaminato), ma non per quello inorganico (vapori dall’amalgama). L’analisi delle porfirine urinarie offre una valutazione indiretta. Il metodo più obiettivo e scientificamente valido per la determinazione della tossicità è rappresentato dal test di chelazione, che consiste nel confronto tra i valori di metallo tossico presente nelle urine prima e dopo la somministrazione di un agente chelante. La chelazione è un meccanismo chimico utilizzato nel mondo vegetale e animale attraverso il quale una molecola biologica incorpora all’interno della propria struttura un minerale, usualmente uno ione metallico. Una volta chelato, il minerale perde le sue proprietà fisiologiche o tossiche, in quanto viene sequestrato all’interno della struttura dell’agente chelante e con esso viene eliminato.

La Detossificazione da metalli

La detossificazione da metalli oggi si avvale di farmaci e di nutrienti.

(1) Farmaci

Acido etilendiaminotetracetico (EDTA).

L’EDTA è un agente chelante, caratterizzato da elevata affinità per i cationi divalenti e trivalenti: cromo, ione ferrico, mercurio, rame, piombo, zinco, alluminio, ione ferroso, manganese, calcio e magnesio. La via di somministrazione elettiva è endovenosa per fleboclisi: 25-30 mg/kg/infusione, che può essere ripetuta settimanalmente, oppure ogni 15-30 giorni. La fleboclisi contiene soluzione fisiologica, calcio gluconato, magnesio solfato e vitamina C. La flebo va effettuata dopo un pasto sostanzioso per evitare ipoglicemia e durante l’infusione il paziente viene monitorato per la pressione arteriosa e la glicemia. L’eliminazione di EDTA avviene prevalentemente per via renale ed il 50% della dose somministrata viene eliminata dopo un’ora. La somministrazione di EDTA può avvenire anche per via trans-rettale, in alternanza con altri agenti chelanti (DMSA, DMPS). La somministrazione di EDTA per via orale non trova indicazioni nella pratica clinica, giacché la maggior parte del chelante resta nel lume intestinale, senza entrare in circolo. L’EDTA è incluso nella lista di sostanze con minimi effetti collaterali, GRAS (Generally Recognized As Safe) formulata dall’FDA ed è largamente usato come additivo alimentare.

Acido meso-2,3 dimercaptosuccinico (DMSA).

Il DMSA è una molecola idrosolubile ad azione chelante, caratterizzata da una forte azione antiossidante. L’azione chelante del DMSA va attribuita ai suoi due gruppi sulfidrilici (-SH). Nel 1991, grazie alla sua bassa tossicità, il DMSA è stato approvato dalla FDA per il trattamento pediatrico delle intossicazioni da piombo a partire dal compimento del primo anno di vita. Il DMSA ha dimostrato un’ottima affinità per mercurio e piombo; chela anche cadmio, arsenico, stagno, nichel e antimonio, mentre l’affinità per l’alluminio è ridotta. La somministrazione può avvenire per via orale, trans-dermica e rettale. Quando l’assunzione avviene per via orale l’assorbimento è di circa il 20% e nel sangue i valori più elevati vengono raggiunti dopo 2-4 ore. La somministrazione per via orale prevede dosi non superiori a 10 mg/kg/dose e non più di 30 mg/die, con dose massima di 500 mg/dose e 1.500 mg/die. Viene raccomandata una somministrazione ogni otto ore, allo scopo di ottimizzare la distribuzione del farmaco nell’arco della giornata. Generalmente si eseguono cicli di 14 giorni, con tre giorni consecutivi di somministrazione (giorni ON) ed 11 di pausa (giorni OFF). Il rispetto del protocollo è associato ad una bassa incidenza di effetti collaterali, peraltro lievi. Occasionalmente possono insorgere rash cutanei, alterazione della funzione intestinale, con gonfiore addominale, irregolarità dell’alvo. La via trans-dermica e per supposte sono caratterizzate da una minore incidenza di disturbi intestinali. La via endovenosa non viene consigliata e non è approvata dall’FDA. Il DMSA aumenta la escrezione di: piombo, stagno, mercurio, tallio, antimonio e uranio, mentre ha un effetto ridotto su arsenico e cadmio. Il DMSA aumenta anche la escrezione di potassio e cromo.

Acido 2,3-dimercaptopropano-1-sofonico (DMPS)

Il DMPS è una molecola idrosolubile, caratterizzata dalla presenza di due gruppi sulfidrilici (-SH) vicini, che sono in grado di formare complessi stabili (chelati) con una grande varietà di metalli tossici. Ideato in Cina e successivamente introdotto in Unione Sovietica, giunge in Europa dopo il 1978, dove in Germania viene approvato per il trattamento dell’avvelenamento da mercurio e piombo. In USA non è ancora stato approvato dall’FDA come farmaco, mentre è permesso come ingrediente. La somministrazione può avvenire per via orale, trans-dermica, endovenosa, intramuscolare, trans-rettale. Nella somministrazione orale si registra una minore incidenza di effetti collaterali gastrointestinali rispetto al DMSA. Per somministrazione orale i dosaggi consigliati sono di 8-10 mg/kg/die in cicli di due settimane: 11 giorni OFF e tre giorni ON. La somministrazione endovenosa-intramuscolare prevede dosaggi di 5-10 mg/kg/dose, da effettuarsi ad intervalli di 7 giorni. È efficace soprattutto per il mercurio; l’affinità per l’alluminio è media, mentre è più ridotta per piombo, cadmio, argento, stagno. Le testimonianze cliniche dimostrano che il DMPS è superiore rispetto al DMSA nel chelare mercurio ed arsenico. L’escrezione del DMPS avviene principalmente per via urinaria. La somministrazione per via trans-dermica è seguita da una progressiva e costante estrazione dei metalli tossici, con una incidenza assai bassa di effetti collaterali. Attualmente viene utilizzato anche in supposte con cadenza settimanale o bisettimanale.

Tiamina tetraidrofurfuril disulfide (TTFD)

Il TTFD, un derivato della vitamina B1, migliora il metabolismo energetico, in particolare nelle cellula del sistema nervoso, ed esercita un’azione chelante con i suoi due gruppi sulfidrilici, con particolare riguardo ad arsenico, cadmio, nichel, piombo, mercurio. I migliori risultati si ottengono per via trans-dermica, soprattutto quando lo si associa al GSH transdermico. La somministrazione orale può occasionalmente provocare costipazione e feci chiare.

(2) Nutrienti

Glutatione (GSH): gamma-glutamil-cisteinil-glicina.

Il GSH svolge un ruolo centrale nel controllo dello stress ossidativo della cellula, nella detossificazione epatica, nella risposta immunitaria, nei processi infiammatori, nella regolazione del metabolismo della insulina e del glucosio e nel trasporto endocellulare di alcuni nutrienti (vitamina B12). Il GSH lega, inattivandoli, in ordine decrescente: mercurio, ferro, cadmio, nichel, rame, piombo, cobalto, zinco e selenio. Livelli particolarmente depressi di glutatione endocellulare sono comuni in chi presenta problemi intestinali cronici, depressione immunitaria, displasia del collageno, lassità delle giunture, unghie fragili. Fattori che riducono le riserve di glutatione comprendono: infezioni virali, tossicità ambientale, malassorbimento, alcol, fumo, radiazioni, ionizzanti, valori elevati di ferritina. Il ripristino dei livelli ottimali di GSH è affidato alla somministrazione per via orale, trans-dermica e soprattutto endovenosa. Una via indiretta, ma efficace, per aumentare i livelli di GSH endocellulare è il potenziamento del circuito della metilazione-sulfossidazione, mediante: acido folinico, vitamina B12, DMG, magnesio, riboflavina e vitamina B6.

N-acetilcisteina (NAC)

NAC è caratterizzata da elevate proprietà antiossidanti, conferendo alla cellula protezione nei confronti di alcuni radicali liberi (radicale idrossilico, idrogeno perossido e ione superossido). La somministrazione di NAC può aumentare i livelli endocellulari di glutatione. NAC può esacerbare uno stato di disbiosi fungina, inoltre lega i metalli tossici, mobilizzandoli, senza però favorirne l’escrezione. Per questo NAC e cisteina possono essere usati solo in contemporanea con agenti chelanti.

Acido R-lipoico (R-LA)

R-LA presenta due gruppi sulfidrilici, é idrosolubile, interviene nel ciclo di Krebs e nel catabolismo degli amino acidi ramificati. E’ un potente antiossidante ed esercita una forte azione chelante soprattutto nei confronti di mercurio e arsenico. Viene sintetizzato dall’organismo in quantità adeguate. Somministrato per via orale tende a favorire la disbiosi fungina, come NAC. R-LA filtra attraverso la barriera ematoencefalica, per cui viene utilizzato preferibilmente nella parte conclusiva di un trattamento chelante, dopo aver registrato l’efficacia degli altri chelanti.

Il Trattamento chelante

Il trattamento di detossificazione va personalizzato in rapporto alle esigenze individuali, attraverso una visita medica, l’analisi del Questionario Bio-Comportamentale e dei risultati delle analisi di laboratorio, che comprendono il test da carico con iniezione endovenosa di DMPS o di EDTA o somministrazione orale di DMSA e raccolta delle urine. Prima di iniziare il trattamento chelante è fondamentale osservare alcune attenzioni:

  • ridurre la esposizione ai metalli tossici: rimozione delle amalgame dentali contenenti mercurio e argento, esclusione dei pesci di grandi dimensioni, dei crostacei e dei molluschi, assunzione di acqua purificata, consumo di alimenti biologici, esclusione dei vaccini, in particolare quelli contenenti thimerosal e alluminio.
  • formulare un programma alimentare personalizzato e integrato con nutrienti ed antiossidanti.
  • ottimizzare la funzione intestinale, eliminando disbiosi da candida, batteri patogeni, parassiti, reintroducendo pre- e pro-biotici, rinforzando l’attività digestiva con enzimi vegetali, nutrendo la mucosa intestinale con vitamina A, glutammina, antiossidanti: vitamina C, vitamina E e glutatione.
  • controllo dei parametri laboratoristici per accertare lo stato di salute, con particolare riguardo alla funzione epatica, renale ed ai minerali.

Il trattamento di detossificazione, che si protrae in genere per diversi mesi, viene monitorato con regolari controlli mensili e ogni 6 mesi prevede un secondo test dei metalli con prova da carico. I Protocolli di Terapia Chelante sono stati messi a punto attraverso una esperienza intensa di oltre trenta anni in campo internazionale e possono essere applicati in una vasta percentuale della popolazione, a partire dai primissimi anni di vita.

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25 Aprile 2015 Papa Francesco, Presidente Mattarela, Presidente Renzi e il Bambino Autistico

 

Secondo le statistiche del Governo USA, 1 bambino su 6 presenta un disturbo dello sviluppo e dell’apprendimento e 1 su 68 viene diagnosticato come autistico; nella sola popolazione maschile l’incidenza è di 1 caso su 42 (CDC Marzo 2014).
Siccome nel 1985 l’incidenza dell’Autismo era di 1 caso su 2.500, si ritiene che fra altri 30 anni 1 caso di autismo potrà essere diagnosticato ogni 2 -3 bambini.
Dieci anni fa, nell’Ottobre 2005, ho avuto la fortuna di promuovere il collegamento tra il nostro Ministero della Salute ed il Fondatore di Autism Research Institute, Bernard Rimland, che a partire dal 1995 ha lanciato l’approccio multidisciplinare in questo settore, spalancando, per la prima volta, concrete possibilità di recupero e di guarigione per questi bambini. Da allora nulla di nuovo è accaduto nel nostro Paese, per quanto riguarda le Istituzioni Universitarie ed Ospedaliere ed i servizi alle famiglie.
Se oggi, Papa Francesco, il Presidente della Repubblica e il Presidente del Consiglio si mettono attorno al tavolo per risolvere i problemi del bambino autistico e della sua famiglia, non possono fare altro che radunare un gruppo di Professori Esperti e affidare a loro un testo condiviso di indirizzo politico sociale, con tutte le raccomandazioni e l’urgenza che l’attuale epidemia richiede.
Ragionevolmente, passerà un certo numero di  anni, perché prevenzione preconcepimento, diagnosi precoce e approccio multidisciplinare possano venire coordinati e assicurati nella pratica quotidiana. Nel frattempo i Professori di oggi saranno diventati un po’ più vecchi e alcuni di loro saranno entrati in pensione, venendo sostituiti da chi vorrà portare qualche modifica al protocollo iniziale ed alla linea guida. E’successo, ad esempio, per la Linea Guida pubblicata dall’Istituto Superiore di Sanità, che, a distanza di due anni, ha contraddetto e negato le indicazioni  contenute nella relazione finale del Tavolo dell’Autismo, in cui si raccomandava la realizzazione di un nuovo standard multidisciplinare e la creazione di un gruppo di ricerca dedicato ad approfondire le relazioni tra nutrizione, intestino, funzione immunitaria e sviluppo cognitivo comportamentale.
Una seconda considerazione rende ancora più improbabile la soluzione dei “Professori”, fosse anche scientificamente la più avanzata. Infatti, se é vero, come è vero, che l’attuale epidemia autistica è secondaria a cause ambientali, l’approccio dovrà necessariamente comprendere, come prioritarie, adeguate strategie per migliorare l’ambiente. L’esperienza statunitense lo dimostra. Dal 1995 in USA si sono moltiplicate con ritmo serrato nuove conoscenze e nuove esperienze, grazie agli investimenti, alla attività di ricerca ed alla continua sollecitazione da parte di associazioni di famiglie, per cui il “modello” statunitense è stato e rimane di guida in campo internazionale. Nonostante tutto questo, l’incidenza dell’autismo ha continuato ad impennarsi, dimostrando che il Mercato viaggia ad una velocità molte volte superiore a quella della Ricerca Applicata.
Se questa riflessione appare ragionevole, l’autismo, con la sua diffusione epidemica e la gravità delle lesioni che lo caratterizzano, sta a segnare una linea di non ritorno per tutta la nostra società e, pertanto, non può in alcun modo essere affidato alla sola cura di una comunità medica e richiede un intervento da parte dello Stato e del Governo, con misure di emergenza assoluta, secondo un criterio ordinatore, che sappia porre la SALUTE ed il BENESSERE DELLA FAMIGLIA al centro di tutto il Sistema. Cominciando dal dettato costituzionale, con la integrazione dell’articolo 32, che occorre integrare con la affermazione solenne della LIBERTA’ DI SCELTA TERAPEUTICA. Benjamin Rush, firmatario della Dichiarazione d’Indipendenza degli Stati Uniti d’America, il 17 Settembre 1787, scriveva:

“Se non mettiamo la Libertà delle Cure mediche nella Costituzione, verrà il tempo in cui la medicina si organizzerà, piano piano e senza farsene accorgere, in una Dittatura nascosta. Ed il tentativo di limitare l’arte della medicina solo ad una classe di persone, e la negazione di uguali privilegi alle altre “arti”, rappresenterà la Bastiglia della scienza medica”.

Oggi, 25 Aprile 2015, l’adesione a questo fondamentale principio di tutela della libertà trova la nostra comunità ancora drammaticamente in ritardo!
Occorre comprendere che ci troviamo nel mezzo di un CONFLITTO UNIVERSALE, il primo di tutta la nostra storia, in cui ci scopriamo corresponsabili, TUTTI, perché ANALFABETI, nei confronti del grande progetto della EVOLUZIONE DELLA VITA sul Pianeta.
Attorno al Tavolo di Papa Francesco e dei due Presidenti, questa volta, dovranno accomodarsi, non più Professori, ma solo TESTIMONI DEL CAMBIAMENTO, per avviare e promuovere lo sviluppo di una democrazia biologicamente alfabetizzata e sostenibile.

 

 

 

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REIMAGINATION: Premessa

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Le Ragioni del Progetto

Venivo al mondo in quegli anni. Li chiamavano ebrei.  Ora non si “formalizzano” e non fanno più distinzioni:  1 bambino su 6  presenta disturbi dello sviluppo e dell’apprendimento ed 1 su 68 viene diagnosticato come autistico (CDC: Marzo 2014). Non vengono deportati, ma “modificati” nelle nostre case, nelle nostre famiglie. Sono di salute cagionevole, difficili da trattare e incapaci di badare a se stessi. I nostri medici non li capiscono e non li sanno curare. Sostengono che dall’Autismo non si guarisce. Si calcola che nel 2025, autistico sarà: 1 su 2. Le cause sono state accertate: inquinamento ambientale, tossicità alimentare, pratiche mediche non personalizzate e iatrogene, mancanza di prevenzione preconcepimento  e ritardo nella diagnosi precoce, approccio  medico specialistico non multidisciplinare. Tutte cause prevenibili ! Solo nell’8- 10 % dei casi sono presenti disturbi di tipo genetico.
Eppure, in Italia ed in Europa non succede nulla da oltre 15 anni. Si tagliano i nastri per nuove residenze protette e nuove associazioni, mentre nelle case e nelle aule scolastiche le difficoltà si moltiplicano.
La scoperta, scientifica, sociale e antropologica, è che le cause che ammalano i bambini sono le stesse che ammalano gli adulti e diffondono le malattie cronico degenerative. Come si diceva, tutte prevenibili in oltre il 90% dei casi.

Siamo nati in tempo di guerra. Una guerra totale, che ha saputo inventare nuove armi, attraverso una specializzazione della quotidianità. Così l’aria, l’acqua, il cibo, l’informazione, la salute, il lavoro. Bombe ovunque e macerie che fumano. La rivoluzione è un sogno del passato, e i nuovi ciambellani della lettera G si scambiano giocatori di calcio, etichette, marchi, numeri e grafici di fantasia.
La nostra specie  sembrerebbe essere arrivata al capolinea, se non fosse per un “dettaglio” fortunato, quasi un incidente di percorso, spuntato negli anni ’70. La scoperta scientifica della natura biologica della nostra mente! Ci siamo accorti che il nostro “suggeritore”, individuale e collettivo, la MENTE, non ha una identità,  e non potrà mai averla, perché è un sintomo. Là dentro non c’è proprio nessuno. Solo immagini istantanee. A volte a fuoco, a volte sfuocate. Che cambiano sempre. Come Dei dal volto umano, in continua dissolvenza.
Ohibò! La nostra civiltà affonda le sue radici in un terreno di sintomi e immagini !? Omero aveva proprio ragione: fantasie, che attraversano l’alba ed il tramonto.
Se questa scandalosa verità non ci tramortisce ed abbiamo ancora occhi per vedere il sorriso di un bambino,  azionando i nostri neuroni specchio… possiamo entrare dentro di noi, per un nuovo viaggio, assistiti da un libretto delle istruzioni chiaro e dettagliato. Anzi, dettagliatissimo, perché i prossimi passi dovranno essere necessariamente  brevi  ed elementari, in relazione alla nuova posizione assunta nello spazio e nel tempo. A volte potrà sembrare di muoverci a testa in giù! Piano, piano. Individualmente insieme. Connessi, alle piante ed agli animali.

 Il Progetto

Alfabetizzazione biologica della vita quotidiana è la strategia, che ci consente di formulare il progetto di sviluppo dedicato alla sostenibilità, quando comprendiamo che il Primo Responsabile dell’attuale degrado è l’analfabetismo biologico della nostra cultura.
Per la prima volta nella storia, la Ricerca Scientifica di questi ultimi 50 anni rivela le ragioni  e suggerisce le strategie di questa transizione, che ci attende e che presenta caratteristiche di tipo evolutivo.
La Salute-Benessere, come nostro primo riferimento personale per interpretare e vivere l’avventura quotidiana e come il vero motore del nuovo ordine sociale. E’ un progetto di cultura e di impresa, che promosso e diffuso attraverso i servizi della rete, costituisce la Prima delle Energie Rinnovabili.
Il primo strumento è il Passaporto del Cambiamento: un Questionario che consente di navigare attraverso la propria quotidianità, filtrata da un’ottica scientifica, secondo una proiezione orientata al successo della nostra performance biologica e sociale.
Il Questionario è l’ Abbecedario per avviare questa nuova competenza, che ci consente di scoprire come ogni attimo della nostra giornata sia potenzialmente un attimo di Salute ed una occasione per esprimere, innanzitutto, la nostra gratitudine per il tempo che ci viene concesso.
Il Questionario viene formulato da un Gruppo di Testimoni del Cambiamento, allo scopo di garantire competenze e coerenza e viene continuamente aggiornato (work in progress) attraverso una analisi delle istanze e delle priorità, offerta da una Banca Dati dedicata.
Quattro sono le aree che richiedono con estrema urgenza la implementazione di questo ausilio, in rapporto alla precarietà delle condizioni umane coinvolte ed all’analfabetismo biologico che le alimenta:

  • Famiglie con figlio autistico o con problemi di sviluppo.
  • Famiglie, che vivono in aree ad estrema tossicità ambientale.
  • Persone in carcere.
  • Ambienti sanitari.

Le “nuove verità” appariranno beneficamente cruente e sapientemente circostanziate, per avviare senza ulteriori incertezze il cambiamento, che da troppo tempo stiamo aspettando.
Dovendo combinare competenze con testimonianza, la selezione dei candidati per formulare questo“libretto delle istruzioni”, appare una operazione ragionevolmente contenuta nei tempi.
Le sorprese, feroci e angoscianti, non saranno sorprese!
La SORPRESA, certamente per molti, sarà la scoperta della qualità miracolosa della esistenza, in noi e attorno a noi e la sua inquietante gratuità!

 

 

 

 

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AUTISMO: DOVE HA INIZIO IL CAMBIAMENTO

 

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LA SALUTE DEL BAMBINO è il marker più sensibile della salute e del benessere  di una popolazione, in rapporto alla estrema  vulnerabilità biologica ed energetica ed alla tumultuosità e complessità dello sviluppo pre e peri natale. Lo scorso 28 Marzo CDC pubblicava un aggiornamento sulla incidenza dell’Autismo in USA, che risulta di 1 caso su 68, mentre nel 1960 era di 1 caso su 2.500. L’autismo interessa  qualsiasi gruppo razziale, etnico, socioeconomico, con una prevalenza nei maschi (1 su 42) rispetto alle femmine (1 su 189). In USA: 1 bambino su 6 presenta un disturbo dello sviluppo. Il 46% dimostra una intelligenza media o superiore. Genitori anziani hanno un rischio maggiore di generare un figlio autistico  ed i genitori che hanno un figlio autistico hanno una probabilità di generarne un secondo nel 2-18% dei casi. I sintomi compaiono tra il primo ed il secondo anno, mentre la diagnosi viene posta in genere a 4 anni. I costi per allevare una figlio con autismo sono mediamente sei volte superiori  a quelli richiesti nel caso di un figlio non autistico.  L’attuale incidenza significa che, oggi, nessuna copia in età fertile è immune dal rischio di generare un figlio con questi problemi!
La domanda  che alcuni di noi  continuano a ripetersi: come è possibile che il dibattito sui bambini autistici rimanga  chiuso all’interno del circuito definito dall’incontro tra neuropsichiatria infantile e associazioni di famiglie e gli organi di stampa, i politici, i governi, i medici  non si decidano di affrontare questa condizione al di fuori del dogma di incurabilità e comincino a riflettere sulla molteplicità dei sintomi organici, sulla assenza di anomalie genetiche nel 90% dei casi, sul significato della impennata epidemica che ha  presentato in questi ultimi 10 anni, del tutto parallela a quella dei disturbi dell’apprendimento, che colpiscono il 18% della popolazione scolastica ?!
 Lo scandalo, per contro, esplode, quando associazioni di famiglie e associazioni mediche mettono in dubbio la sicurezza  delle vaccinazioni di massa, perché si ritiene che la somministrazione di una esavalente in un neonato di 2-3 mesi sia comunque una garanzia fondamentale per la fortificazione del suo sistema immunitario, dimenticando che qualsiasi farmaco, in questo caso sei somministrati per via iniettiva contemporaneamente, debba richiedere una attenta valutazione delle condizioni di salute del singolo paziente!…
Dopo 10 anni di esperienza in questo settore sono convinto che la ragione di questo incredibile e drammatico ritardo non possa essere interpretato in termini morali, che non ci spiegano perché questo succede, ma debba riferirsi ad una male insidiosissimo largamente condiviso e promosso, che possiamo definire ANALFABETISMO BIOLOGICO DELLA VITA QUOTIDIANA, che caratterizza  la nostra cultura e mina la nostra capacità di intendere e godere il dono della vita.
NESSUNA FAMIGLIA IN ETA’ FERTILE E’ IMMUNE DAL RISCHIO DI GENERARE UN FIGLIO AUTISTICO!
 E’ questo il messaggio che occorre comunicare e diffondere, perché la comunità  prenda coscienza del significato di questo allarme e si disponga ad operare  per il cambiamento.

 

 

 

 

 

 

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DAI DISTURBI DELLO SVILUPPO UN NUOVO APPROCCIO ALLA SALUTE

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L’AUTISMO è una condizione che più di ogni altra esprime la tossicità dell’ambiente , il ritardo della medicina specialistica e l’analfabetismo biologico della nostra cultura.
Nell’arco di 50 anni si è passati da una incidenza di un caso su 2.500 ad un caso su 68 (CDC: Marzo 2013).
L’incidenza è di tipo Epidemico e significa che nessuna copia fertile oggi è immune dal rischio di generare un figlio con questi problemi. Le cause comprendono : inquinamento ambientale, tossicità alimentare, vaccinazioni di massa, uso improprio di farmaci, in particolare antibiotici e psicofarmaci. Non sono presenti difetti genetici, ma fragilità costituzionali (genomiche) che riguardano in particolare: funzione intestinale, attività immunitaria, capacità di detossificazione. Il quadro clinico è rappresentato da: disbiosi intestinale, gastroenteriti, mal digestione e malassorbimento, depressione e squilibrio dell’attività immunitaria(Th1 e Th2, con reazioni autoimmunitarie ed allergiche), alterazioni di processi metabolici(ciclo della metilazione-sulfossidazione ciclo di Krebs), stress ossidativo (insufficiente attività del glutatione), accumulo di metalli tossici, stati infiammatori cronici dell’intestino e dell’encefalo. L’assistenza in Italia ed Europa è affidata esclusivamente a neuropsichiatri, che offrono training cognitivo-comportamentali e psicofarmaci, mentre le cause organiche non vengono trattate, per cui la diagnosi rimane, per affermazione degli stessi neuropsichiatri, senza speranza! Nel 1995 in USA è stato formulato il primo progetto di ricerca e di assistenza multidisciplinare:Defeat Autism Now! ( DAN!), che comprende: nutrizionista, gastroenterologo, immunologo, pediatra-neonatologo, esperto di metabolismo e di trattamento dei metalli tossici, neurologo, psicologo. Questo approccio multidisciplinare ha promosso un rapido miglioramento di questi pazienti ed il recupero di un numero crescente di essi ad una regolare attività scolastica e di formazione.
Che cosa abbiamo imparato da questa esperienza ?:
a)Qualsiasi condizione di salute, di un neonato, di un adulto, di un anziano, per essere migliorata richiede un approccio multidisciplinare, in rapporto alla complessità molecolare, energetica, psicologica che ci caratterizza ed alla simbiosi che i nostri tessuti e le nostre funzioni manifestano nei confronti dell’ambiente naturale e della comunità in cui si vive.
b)Molti alimenti che caratterizzano la nostra tradizione alimentare presentano caratteri di tossicità per una larga percentuale della popolazione: glutine, latte, zucchero, soia, lieviti, carni rosse, pesci di grande taglia.
c)Tra il concepimento ed il terzo anno di vita si forma una MATRICE, biologica, energetica, percettiva, prevalentemente inconscia, preconscia, preverbale, che modula ogni secondo della nostra esistenza il nostro incontro con la quotidianità e appare nella postura, l’energia, la creatività, il timbro ed il controllo della voce, la mimica, la resilienza…La sfida della biologia e della medicina nei prossimi anni è affidata soprattutto alla capacità di leggere nell’ individuo questa matrice e di modularla arricchendola, integrandola, positivizzandola, in termini di Salute e Benessere. Non si sottolinea mai abbastanza l’indicazione per una prevenzione pre-concepimento, che la copia fertile  deve curare, sia perché il concepimento  risulta spesso non intenzionale, sia perché la preparazione richiede alcuni mesi, allo scopo di ottimizzare la qualità della salute di entrambi i genitori.
d)Per queste considerazioni la Salute richiede di essere interpretata nella sua complessità e all’interno dell’esperienza quotidiana. Questo è il motivo per cui il parere del medico non ci basta più e avvertiamo l’esigenza di coniugare la maggior parte delle nostre attività coerentemente in relazione a queste nuove conoscenze e ad una mutata consapevolezza.
La libertà di scelta terapeutica appare, oggi, come un diritto fondamentale dell’individuo e della famiglia. Affermare questo diritto all’interno della nostra Costituzione è dunque una esigenza improrogabile, che non solo restituisce al cittadino il controllo della propria salute, ma avvia una liberalizzazione delle arti mediche, attualmente “imbavagliate” da Big Pharma e dai Governi, particolarmente nel nostro Paese, una più avvertita consapevolezza e quindi necessariamente una migliore salute della popolazione ed un conseguente abbattimento della spesa sanitaria.
Questa esigenza è stata percepita con chiarezza assoluta da uno dei firmatari della Dichiarazione d’Indipendenza degli Stati Uniti: Benjamin Rush, quando scrive “Se non mettiamo la Libertà delle Cure mediche nella Costituzione, verrà il tempo in cui la medicina si organizzerà, piano piano e senza farsene accorgere, in una Dittatura nascosta. Ed il tentativo di limitare l’arte della medicina solo ad una classe di persone, e la negazione di uguali privilegi alle altre “arti”, rappresenterà la Bastiglia della scienza medica”; 17 Settembre 1787.

 

 

 

 

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AUTISMO: DOVE HA INIZIO IL CAMBIAMENTO

 

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AUTISMO: HAI SENTITO ?!

CORTOMETRAGGIO ……. al BAR

Lui – Alla Sonia hanno trovato il figlio autistico: ha tre anni, non parla, corre per la casa tutto il giorno, fa dei continui mugugni, ha scambiato il giorno per la notte… e poi è sempre ammalato: negli ultimi cinque mesi dice che ha avuto sei otiti trattate con antibiotici, che sono come acqua fresca; finito l’antibiotico dopo 10 giorni è sotto un’altra volta. Ogni settimana per almeno due-tre giorni ha la diarrea. E poi non mangia. Solo biscotti, latte come un vitellino, e patatine fritte.
Lei – E il pediatra cosa le ha detto ?
Lui – Niente! Dice che non c’è niente da fare. Che è una disgrazia. Che si deve rassegnare e che saremo fortunati se da ragazzo riuscirà a vestirsi da solo e magari fare qualche lavoretto per casa. L’ha fatto vedere al neuropsichiatra, che ha prescritto logopedia e psicomotricità. Due volte alla settimana al Centro e per il resto a casa.
Lei – E la Sonia ?
Lui – Insieme con Francesco, suo marito, abbiamo cercato in Internet ed abbiamo scoperto che quello che dice il suo pediatra non è vero niente! In America dicono che questi bambini non sono matti, come dicono da noi, ma che sono malati. ! Parlano di un l’intestino pieno di candida e di parassiti, un sistema immunitario messo male. Alcuni alimenti, come il latte, il pane, la pizza, lo zucchero per loro sono come il veleno. E poi hanno trovato che sono pieni di metalli tossici, che non riescono ad eliminare.
Lei – Sono messi proprio male !…
Lui – Hanno più sistemi da registrare, soprattutto intestino e sistema immunitario, ma il disturbo mentale sarebbe la conseguenza, non la causa! L’Istituto di Ricerca sull’Autismo di San Diego coordina le ricerche dal 1995 e da qualche anno pubblica sul sito: http://www.autism.com testi e filmati della conferenza che organizza ogni sei mesi !….
Lei – E noi siamo sempre in coda al treno !…..
Lui – Il segreto sta tutto nella prevenzione e nella diagnosi precoce, perché nei primi anni
lo sviluppo fisico e mentale è come una cascata del Niagara. Tutto cambia continuamente. Bisogna intervenire appena compaiono i primi sintomi, per poter curare per tempo le cause. Altrimenti, se il bambino è già grande, si è costretti a curare solo delle conseguenze ed il recupero è necessariamente limitato.
Lei – Allora cosa dobbiamo fare ? Ma lo sanno i nostri medici. Il Ministro lo sa ? Perché non se ne parla ? Perché il pediatra di Sonia sostiene delle cose che non sono più vere ? Ma pensa negli asili nido e nella materna! Le maestre, che ne sanno ancora meno del pediatra, cosa possono fare ?!
Lui – La soluzione sta proprio qui: nella ’informazione. In corso di Epidemia – perché 1 bambino su 50-80 è un’epidemia e solo per l’Italia significa almeno 120-150.000 bambini – Il primo rimedio è l’informazione. C’è bisogno di tutta la pressione dell’opinione pubblica… perché è una scoperta recente e il mondo sanitario è pieno di problemi e di .. malattie e fa fatica a recepirne una nuova, di cui poi si ritiene che non ci sia niente da fare, in assenza di farmaci efficaci…
Lei – Mi pare di capire, allora, che sono i Sani che questa volta si devono muovere. Prima dei Dottori ! E in Italia c’è qualcuno che ne sa, che almeno capisce quello che dicono gli americani ?
Lui – In Italia tutto è partito da alcune Associazioni di famiglie che da oltre dieci anni pubblicano documenti scientifici in collaborazione con l’Istituto di San Diego e con alcune Università americane e curano la organizzazione di corsi per medici e famiglie. L’Associazione DAN!Europe ha organizzato un congresso nazionale nel 2005 ed uno internazionale nel 2007, pubblicato due libri ed ha promosso il Tavolo Nazionale sull’Autismo, che ha affermato la necessità di un approccio multidisciplinare, come negli USA…..
Lei –E allora ci siamo ! Finalmente qualcosa si è mosso anche da noi !!…..
Lui –E invece NO !! Sono state pubblicate le Nuove Linee Guida e….. siamo tornati indietro di venti anni !!! Tutta la ricerca ed i risultati ottenuti non sono serviti a nulla. I nostri professori sostengono che non ci sono evidenze scientifiche sufficienti per adottare o raccomandare i trattamenti medici, le diete, la detossificazione da metalli…..e che dall’Autismo non si guarisce !
Lei –E la Sonia, allora cosa ha deciso ?!
Lui –Non lo so ancora, perché è una settimana che non la sento…

 ASSISTENZA E COLLABORAZIONE

Il nostro organismo è una realtà molto complessa e intimamente coordinata da sistemi funzionali e molecolari, come quello immunitario, endocrino, nervoso, per cui in salute, come in malattia….l’orchestra è sempre accesa! La impostazione specialistica che caratterizza il servizio medico è dedicato primariamente alla diagnosi e terapia d’organo e di tessuto, per cui è in difficoltà quando si trova a trattare condizioni multifattoriali e multisistemiche, come nel caso del’Autismo, dove la competenza neuropsichiatrica copre gli aspetti riabilitativi, ma certamente non le cause, che sono tipicamente di natura biologica e metabolica. La fragilità immunitaria, la ridotta capacità detossificante e la insufficienza enzimatica intestinale di questi bambini richiedono trattamenti prolungati e indaginosi, che sono in continuo aggiornamento ed un esercizio di pazienza davvero insolita da parte delle famiglie ed in particolare delle madri. Tre indicazioni: 1) ascoltare la madre; 2) assistenza permanente; 3) flessibilità terapeutica dedicata ad ottenere la migliore compliance emotiva ed organica.
Lo studio e l’assistenza al bambino con problemi di sviluppo hanno cambiato profondamente il nostro approccio nei confronti del Paziente. Riassumo quelle che mi paiono le principali indicazioni e di seguito la lettera di una Mamma molto attenta e collaborativa, che esprime le caratteristiche di questa esperienza.
-Inquadramento della condizione di salute all’ interno del contesto famigliare, per ragioni di carattere biologico di consanguineità e per ottimizzare la strategia dedicata ad ottimizzare la compliance e la collaborazione, che sono fattori strategici per il successo del trattamento.
-Approccio multifattoriale e multi sistemico: sempre. Sia in rapporto alla complessità biologica, energetica e comportamentale dei fattori predisponenti e di quelli scatenanti, sia perché occorre valutare la capacità di recupero metabolico e mentale, per potenziare quanto più possibile i processi di autoriparazione. Questo tipo di approccio richiede una disponibilità vera alla Multidisciplinarietà, che nel nostro Paese è molto nominata, ma assai poco praticata.
-Disponibilità di un armamentarium vasto e continuamente aggiornato, in rapporto agli sviluppi della ricerca, che comprenda soprattutto alimenti, integratori, fitofarmaci, omeopatici e farmaci di sintesi solo quando sono indispensabili.
-Continuità della assistenza, che rappresenta una vera difficoltà per una larga percentuale dei medici, dedicati alla specialistica farmacodipendente. L’obiettivo non è la prescrizione, ma la continuità delle verifiche e della assistenza, indispensabili per avviare e sostenere il cambiamento..
-Ogni Paziente è un “laboratorio” specifico, che richiede una attitudine sperimentale da parte del medico, sia in fase di accertamento diagnostico, sia nel formulare la terapia, che sarà modulata in relazione alle risposte del Paziente, sia organiche che comportamentali.
-Non c’è alcuna possibilità di migliorare la condizione di salute, se non si parte dalla ottimizzazione della funzione intestinale e dalla alimentazione, che prevede la esclusione di: glutine, latte di origine animale, soia, zucchero,  insaccati, alimenti in contenitori metallici, pesci di grossa taglia, come il tonno ed il pesce spada, molluschi e crostacei..
-La ricerca dei metalli tossici in questi bambini è una indicazione elementare e prioritaria di medicina preventiva, in rapporto alla diffusione in ambiente, negli alimenti, nell’acqua e a causa delle amalgame al Mercurio spesso presenti nella madre.

 LA LETTERA

Buonasera Dottore,

In allegato troverà la tabella di aggiornamento mensile di Dicembre, di Francesco (4 anni, appena compiuti). Ecco un riassunto dei punti più importanti rispetto al mese precedente:

1. Il 12 dicembre Franci ha preso un brutto virus intestinale (come le ho riferito al telefono) che ha scatenato 2 episodi di vomito abbondante (uno di notte), nessuna diarrea, 1 episodio di febbre alta, nausea per diversi giorni, inappetenza e debolezza. La buona notizia è che evidentemente le difese di Franci si sono incrementate da quando fa il trattamento (Maggio 2013) perchè l’anno prima aveva preso un virus simile, ed è stato davvero male per circa due settimane, con delle diarree infinite, e vomiti numerosi. Questa volta: 2 vomiti, nessuna diarrea (feci formate, tutti i giorni) e 1 episodio di febbre alta che sembra aver “ucciso” il virus in una botta. L’altra buona notizia: non abbiamo usato la tachipirina ! Sono stata tutta la notte a controllarlo e abbassare la febbre con dei panni freddi, perchè volevo evitare il paracetamolo, mentre la situazione non mi pareva rischiosa;quando è arrivata a 39 stavo per dare la tachipirina, ma poi è scesa da sola ! Siamo molto contenti di vedere come Francesco stia reagendo ai pochi malanni successi finora. Gli abbiamo dato “Aconitum” in fiale, durante 4 giorni, due volte al giorno, come prescritto al telefono. Direi che ha funzionato alla grande.

2. CRESCITA:
Il peso è sceso da 17 kg a 16.5 kg, perchè per una settimana ha mangiato pochissimo; ha rifiutato dei pasti interi per almeno 2 giorni, voleva solo il latte caldo. Ma il suo appetito ora è tornato come prima e mangia normalmente. Si lamenta ogni tanto che la pancia gli fa male.. sarà che il virus ha lasciato qualche dolorino? Invece l’altezza è aumentata di un centimetro (a 108 cm).
3. INTESTINO:
Regolare (scarica tutti i giorni). Solo in 2 occasioni non ha scaricato, cioè i giorni dopo ogni vomito. Ora è regolare di nuovo, ma un pò tendente alla stitichezza perchè le feci sono dure. Prima di Capodanno c’è stata una deposizione in cui le feci erano tempestate di puntini bianchi, poi basta.
4. DMG:
Come da Lei suggerito, abbiamo abbassato la dose da 500 mg a 300 mg giornalieri, e funziona benone. Nessuna scialorrea, nessuna iperattività. Il linguaggio è rimasto invariato. Pronuncia meglio (per esempio adesso dice “acqua” e non “apa”).
Prende il DMG liquido della Kirkman, in questo modo: 6 ml pranzo (150 mg) + 6 ml cena (150 mg) = 12 ml al giorno (300 mg).
5. LINGUAGGIO:
Non contiamo più i vocaboli singoli, sono oltre 700… e continua a costruire nuove frasi. Ecco alcuni esempi:”Apri la porta”;”Ho fatto pipì”; ”Che belli i pesci”; ”Chiudi, Papà”; ”Ti fa male pancino”; ”Buonanotte, Papà”;”Mutande domani””Che bella la doccia”; ”Vuoi andare a Gardaland”; ”Accendi la luce”; ”Vuoi vedere tivù”; ”Sei stanco”
Spesso parla in seconda persona perchè ripete noi: “ti fa male pancino” (invece di “mi fa”) oppure “vuoi acqua?” (invece di “voglio”).
6. LINGUA INGLESE:
Continua a essere molto interessato e ha già imparato l’intero alfabeto (lo canta pure), i numeri, i colori e le canzoncine. Ogni tanto “ripassa” con me quello che ha imparato, allora dice: “Verde in inglese si dice green”; “Mela in inglese si dice apple”; “327 in inglese si dice three-hundred-twenty-seven” e l’altro giorno ha ragionato un momento, mi ha guardata e mi ha detto: “Mamma in inglese si dice… Mary !” (così mi chiama mio marito). Ottima logica, no?!
7. DISTURBO SENSORIALE:
Vorrei darle un quadro riguardo all’aspetto sensoriale.
TATTO:
Ho notato che è molto sensibile sul palmo delle mani, perchè ha difficoltà a toccare qualcosa con tutta la mano aperta – piuttosto prende l’oggetto con le punte delle dita.. come se l’oggetto scottasse. Questo succede con il suo bicchiere d’acqua, che non vuole prendere lui direttamente, ma sempre tramite la mia mano, e la stessa cosa con il biberon, si rifiuta di toccarlo lui, solo tramite le mie mani (e non scotta mica). Invece questa cosa non la fa quando tocca la pelle umana, spesso ama incrociare le sue dita con le mie, si fa fare i grattini sul palmo, non ha paura del contatto fisico (come aveva a 15 mesi) – ma con gli oggetti cambia il discorso, diventa molto inflessibile. Per i materiali, dipende: la sabbia e la farina di riso le tocca volentieri, perchè sono associate al gioco (col papà o con la zia), ma il cotone e la colla con la psicomotricista gli danno fastidio. L’acqua ben calda lo innervosisce, mentre quella fredda non gli dispiace, anzi lo fa ridere. La sensibilità in bocca invece è migliorata da quando abbiamo abbassato la dose del DMG.
OLFATTO:
Molto acuto. Se il cibo odora diversamente, anche un odore buono ma forte (tipo i mandarini) gli viene il conato. Se metto una crema sul viso che non è la solita, mi odora in continuazione, e se ne va disgustato.
VISTA:
Ha sempre cercato stimolazioni visive. Quando era più piccolo, rimaneva le ore a guardare la luce della finestra, le foglie dell’albero, e ovviamente la TV rappresentava una fonte fantastica di stimolazione (con stereotipia mani). Ora si sorprende di meno con le cose.. ma ogni tanto cerca le sue stimolazioni, giocando magari col raggio di sole che batte sul parquet, oppure spegnendo tutte le luci del salone per vedere la tivù al buio. Non ha paura del buio. Spesso guarda di lato, come se pensasse. Altre volte gira proprio la testa per guardare una cosa mentre ne fa un’altra (in modo ripetitivo) guardando sempre dietro di lui, verso sinistra.
UDITO:
I rumori forti non lo disturbano particolarmente. I rumori lo distraggono se ci sono due fonti contemporanee di rumore: per esempio musica in sottofondo + una persona che gli fa una domanda, allora lui non riesce a rispondere, finchè non spegni la musica.
Ama la musica e lo tranquillizza. La ascolta attentamente. La “manifesta” col corpo, ovvero per ognuna delle sue canzoni preferite, lui fa del movimenti col corpo per rappresentarla (divertente da vedere!). Quando siamo stati a Bologna da Lei, ci disse che la musica sarebbe stata terapeutica per lui. Adora il vecchio rock, il blues, ma anche la musicale tipo tribale, o il gospel, ascolta un pò di tutto. Anche noi siamo così.
GUSTO:
Questo è più problematico dei sensi. E’ sensibilissimo ai sapori, come se fosse troppo per lui, e non ne vuole sapere di provare cose nuove. Non avendo il riflesso di masticazione, e avendo sofferto di reflusso gastroesofageo per un anno (i vaccini?) lui ha paura del cibo. Qui la nostra sfida più grande.
8. COMPORTAMENTO:
E’ migliorato moltissimo, collabora di più, esce di casa senza problemi, rientra a casa senza problemi, niente più ossessioni con l’ascensore, al supermercato si comporta benissimo (sempre con un giochino per intrattenerlo, è chiaro), al centro commerciale pieno di gente non si stressa (si stressa il marito).
Siamo stati al negozio di scarpe per le sue scarpe nuove, e miracolosamente, si è fatto provare le scarpe dalla commessa (6 mesi fa un dramma) e la guardava anche negli occhi e le diceva di che colore era quel modello di scarpa. La commessa che si ricordava il melodramma, non ci poteva credere, mi ha detto che i progressi sono più che evidenti. Lui dopo ogni scarpa che accettava di provarsi, si applaudiva da solo, dicendo “Davo!” (Bravo).
9. INFLESSIBILITA’:
Rifiuta il cibo solido. Il cibo frullato deve avere una consistenza omogenea, sennò ha i conati. Rifiuta di prendere in mano il bicchiere o il cucchiaio. Vuole essere imboccato, e soltanto da me. Vuole il latte nel biberon, e dato soltanto da me. Vuole solo il pannolino (“mutande domani”) e se insistiamo, piange e si dispera.

Scusi se ho scritto tanto… ma desidero informarla di tutto ciò che mi sembra importante per il trattamento. Sulla tabella allegata elenco gli integratori in corso (tranne Aconitum, che è stato fuori programma).
Grazie mille, rimaniamo in attesa della sua gentile risposta.

UNA RIFLESSIONE POSSIBILE

I razionalisti sono coloro che vedono quello che credono, mentre gli empiristi sono coloro che credono quello che vedono.
Il ricercatore, invece, è chi sa mantenere aperta la porta tra la propria conoscenza e l’esperienza, con la consapevolezza di essere egli stesso parte di questo continuo esperimento. In altre parole, il mondo indagato e la propria identità sono contenuti entrambi all’interno della scatola nera, che l’esperimento cerca di interpretare, analizzando i segnali che da essa provengono e sono via via percepiti e ricordati.
L’esperienza famigliare per chiunque si occupi di autismo, sia come genitore che come medico, è la quotidiana scoperta della natura biologica della nostra mente, per cui il comportamento è continuamente modulato da molecole ed energie di provenienza ambientale, alimentare, intestinale, farmacologica, metabolica e da memorie, che si sono formate in un fase precoce del nostro sviluppo !
La sfida della ricerca e della medicina è in gran parte affidata a leggere, interpretare e modulare questa MATRICE bio-energetica e percettiva, che continua a scrivere ogni secondo della nostra esistenza la storia del nostro incontro con l’ambiente ed il tempo ed appare attraverso la postura, il ritmo del respiro, i tempi di reazione, l’energia, la resilienza, l’esercizio della memoria, il movimento degli occhi, la gestualità, la mimica, il timbro ed il controllo della voce, la gratitudine, l’empatia, la capacità di ascolto, la speranza…
Queste considerazioni costituiscono il fondamento dell’approccio molecolare e funzionale e, unite ad un concreto pragmatismo clinico e  multidisciplinare, consentono di procedere nella ricerca delle cause e nella cura del bambino autistico, al riparo da interpretazioni statistiche e di classificazioni di malattia, che non sanno leggere la specificità biologica e comportamentale dell’individuo, vero obiettivo dell’indagine medica.
Se un bambino ritenuto incurabile recupera l’uso della parola e la capacità di apprendere e di relazionarsi dopo alcuni mesi di cure mediche ed il rispetto di una dieta, significa che quelle cure mediche e quella dieta possono giovare ad una popolazione vastissima, anche perché una popolazione vastissima presenta disturbi intestinali, immunitari, emotivi, comportamentali evidenti e quotidiani, che rimangono incarcerati a causa di convenzioni tramandate, che oggi si dimostrano non più attuali e dannosamente inutili.
Significa anche che quella medicina che giudica incurabile il bambino autistico, deve attentamente interrogarsi sulle ragioni di questo suo ritardo e sui fondamenti del suo approccio alla salute.
Così, l’esperienza dell’autismo ci coinvolge ogni giorno e ci impone una riflessione critica nei confronti dei nostri riferimenti e delle nostre priorità, con la forza di una evidenza nuova e  continuamente sperimentabile .
Nuove evidenze !  Che  proiettano  nella nostra esperienza quotidiana   un dubbio  acuto  nei confronti  di  molti criteri e principi derivati dalla tradizione  umanistica e giuridica.
In altre parole, se troviamo assurdo giudicare “immorale” il comportamento di un bambino autistico, perché  ci rendiamo conto che esso è  secondario a disturbi di tipo  organico, quali una disbiosi intestinale, un blocco  enzimatico metabolico od una encefalite, per lo stesso  motivo  possiamo  cominciare a dubitare delle nostre  categorie  di  giudizio nei confronti del comportamento  disturbato dell’adulto, sospettando  che  anche in  questo caso    possa trattarsi di  manifestazioni e non  di cause.
Dalla ricerca e dalla cura medica del  bambino autistico  nasce dunque  una nuova capacità  di interpretare la nostra salute e  la proposta per la  costituzione di  un  movimento,    che esprima  competenze umanistiche, giuridiche e biologiche  e che sappia porre la salute dell’individuo al centro del cambiamento, attraverso un progetto di ALFABETIZZAZIONE  BIOLOGICA DELLA VITA QUOTIDIANA.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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AUTISMO: LEZIONE QUARTA

Il nostro organismo è una realtà molto complessa e intimamente coordinata da sistemi funzionali e molecolari, come quello immunitario, endocrino, nervoso, per cui  in salute, come in malattia….l’orchestra è sempre accesa! La impostazione specialistica che caratterizza il servizio medico è dedicato primariamente alla diagnosi e terapia d’organo e di tessuto, per cui è in difficoltà quando si trova a trattare condizioni multifattoriali e multisistemiche, come nel caso del’Autismo, dove la competenza neuropsichiatrica copre gli aspetti riabilitativi, ma certamente non le cause, che sono tipicamente di natura biologica e metabolica. La fragilità immunitaria e  detossificante e la insufficienza enzimatica dell’intestino di questi bambini richiedono trattamenti prolungati e indaginosi, che sono in continuo aggiornamento ed un esercizio di pazienza davvero insolita da parte delle madri. Riporto la sintesi di un blog, in cui questi aspetti appaiono con grande chiarezza. Questa Quarta Lezione porta tre indicazioni: 1) ascoltare la madre; 2) assistenza permanente; 3) flessibilità terapeutica dedicata ad ottenere la migliore compliance emotiva ed organica.
AMMENDA: Chiedo scusa per aver pubblicato un frammento di blog, al termine del quale comparivano i nomi delle persone. E’ stato un errore tecnico. Chi mi conosce non avrà difficoltà a credermi.

 
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