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AUTISMO: LEZIONE TERZA

Lo studio e l’assistenza al bambino con problemi di sviluppo, autismo, ADHD, ritardo mentale, Asperger,  Down, hanno cambiato profondamente il nostro approccio nei confronti del Paziente.Riassumo quelle che mi paiono le principali indicazioni e di seguito la lettera di una Mamma molto attenta e collaborativa, che esprime le caratteristiche di questa esperienza.
-Inquadramento  della condizione di salute all’ interno del contesto famigliare, per ragioni di carattere biologico di consanguineità e per ottimizzare la strategia dedicata ad ottimizzare la compliance e la collaborazione, che sono fattori strategici per il successo del trattamento.

 -Approccio multifattoriale e multi sistemico: sempre.  Sia in rapporto alla complessità biologica, energetica e comportamentale dei fattori predisponenti e di quelli scatenanti, sia perché occorre valutare la capacità di recupero metabolico e mentale, per potenziare quanto più possibile i processi di autoriparazione. Questo tipo di approccio richiede una disponibilità  vera alla Multidisciplinarietà, che nel nostro Paese è molto nominata, ma assai poco praticata.
-Disponibilità di un armamentarium vasto e continuamente aggiornato, in rapporto agli sviluppi della ricerca, che comprenda soprattutto alimenti, integratori, fitofarmaci, omeopatici e farmaci di sintesi solo quando sono indispensabili.
-Continuità della assistenza,  che rappresenta  una difficoltà per una larga percentuale dei medici, dedicati alla specialistica farmacodipendente. L’obiettivo non è la prescrizione, ma il successo del progetto di guarigione o del recupero funzionale.
-Ogni Paziente è un “laboratorio” specifico, che richiede una attitudine sperimentale da parte del medico, sia in fase di accertamento diagnostico, sia nel formulare la terapia, che sarà modulata in relazione alle risposte del Paziente, sia organiche che soggettive.
-Non c’è alcuna possibilità di migliorare la condizione di salute,  che si tratti di un atleta o di un Paziente, se non si parte dalla ottimizzazione della funzione intestinale e dalla alimentazione.
-La esclusione del glutine, del latte di origine animale, della soia, dello zucchero, degli insaccati, degli alimenti in contenitori metallici, dei pesci di grossa taglia, come il tonno ed il pesce spada viene quotidianamente confermata anche per l’adulto, in buona salute o con sintomi.
-La ricerca dei metalli tossici è una indicazione elementare e prioritaria di medicina preventiva, in rapporto alla diffusione in ambiente, negli alimenti, nell’acqua e a causa delle amalgame al Mercurio. Occorre ricordare che il Gadolinio è il mezzo di contrasto utilizzato per la Risonanza Magnetica e, contrariamente a quanto viene sostenuto dalle indicazioni fornite dalle case farmaceutiche, si accumula negli organi, dove permane per anni; purtroppo questa indicazione viene sistematicamente ignorata, quando sarebbe sufficiente  praticare subito dopo la risonanza magnetica un trattamento chelante. I pazienti con sclerosi multipla sono sottoposti con frequenza alla risonanza magnetica con contrasto e l’accumulo di un metallo tossico come il Gadolinio non è certamente senza conseguenze.
La Lettera

Buonasera Dottore,

In allegato troverà la tabella di aggiornamento mensile di Dicembre, di Francesco a (4 anni, appena compiuti). Ecco un riassunto dei punti più importanti rispetto al mese precedente:

 1. Il 12 dicembre Franci ha preso un brutto virus intestinale (come le ho riferito al telefono) che ha scatenato 2 episodi di vomito abbondante (uno di notte), nessuna diarrea, 1 episodio di febbre alta, nausea per diversi giorni, inappetenza e debolezza. La buona notizia è che evidentemente le difese di Francesco si sono incrementate da quando fa il trattamento (Maggio 2013) perchè l’anno prima aveva preso un virus simile, ed è stato davvero male per circa due settimane, con delle diarree infinite, e vomiti numerosi. Questa volta: 2 vomiti, nessuna diarrea (feci formate, tutti i giorni) e 1 episodio di febbre alta che sembra aver “ucciso” il virus in una botta. L’altra buona notizia: non abbiamo usato la tachipirina ! Sono stata tutta la notte a controllarlo e abbassare la febbre con dei panni freddi, perchè volevo evitare il paracetamolo, mentre la situazione non mi pareva rischiosa;quando è arrivata a 39 stavo per dare la tachipirina, ma poi è scesa da sola ! Siamo molto contenti di vedere come Francesco stia reagendo ai pochi malanni successi finora. Gli abbiamo dato “Aconitum” in fiale, durante 4 giorni, due volte al giorno, come prescritto al telefono. Direi che ha funzionato alla grande.

 2. Crescita:
Il peso è sceso da 17 kg a 16.5 kg, perchè per una settimana ha mangiato pochissimo; ha rifiutato dei pasti interi per almeno 2 giorni, voleva solo il latte caldo. Ma il suo appetito ora è tornato come prima e mangia normalmente. Si lamenta ogni tanto che la pancia gli fa male.. sarà che il virus ha lasciato qualche dolorino? Invece l’altezza è aumentata di un centimetro (a 108 cm).
3. Intestino:
Regolare (scarica tutti i giorni). Solo in 2 occasioni non ha scaricato, cioè i giorni dopo ogni vomito. Ora è regolare di nuovo, ma un pò tendente alla stitichezza perchè le feci sono dure. Prima di Capodanno c’è stata una deposizione in cui le feci erano tempestate di puntini bianchi, poi basta.
4. DMG:
Come da Lei suggerito, abbiamo abbassato la dose da 500 mg a 300 mg giornalieri, e funziona benone. Nessuna scialorrea, nessuna iperattività. Il linguaggio è rimasto invariato. Pronuncia meglio (per esempio adesso dice “acqua” e non “apa”).
Prende il DMG liquido della Kirkman, in questo modo: 6 ml pranzo (150 mg) + 6 ml cena (150 mg) = 12 ml al giorno (300 mg).
5. Linguaggio:

Non contiamo più i vocaboli singoli, sono oltre 700… e continua a costruire nuove frasi. Ecco alcuni esempi:”Apri la porta”;”Ho fatto pipì”; “Che belli i pesci”; “Chiudi, Papà”; “Ti fa male pancino”; “Buonanotte, Papà”;”Mutande domani””Che bella la doccia”; “Vuoi andare a Gardaland”; “Accendi la luce”; “Vuoi vedere tivù”; “Sei stanco”

Spesso parla in seconda persona perchè ripete noi: “ti fa male pancino” (invece di “mi fa”) oppure “vuoi acqua?” (invece di “voglio”).
6. Lingua inglese:
Continua a essere molto interessato e ha già imparato l’intero alfabeto (lo canta pure), i numeri, i colori e le canzoncine. Ogni tanto “ripassa” con me quello che ha imparato, allora dice: “Verde in inglese si dice green”; “Mela in inglese si dice apple”; “327 in inglese si dice three-hundred-twenty-seven” e l’altro giorno ha ragionato un momento, mi ha guardata e mi ha detto: “Mamma in inglese si dice… Carol !” (così mi chiama mio marito). Ottima logica, no?!
7. Disturbo Sensoriale:
Vorrei darle un quadro riguardo all’aspetto sensoriale.
TATTO:
Ho notato che è molto sensibile sul palmo delle mani, perchè ha difficoltà a toccare qualcosa con tutta la mano aperta – piuttosto prende l’oggetto con le punte delle dita.. come se l’oggetto scottasse. Questo succede con il suo bicchiere d’acqua, che non vuole prendere lui direttamente, ma sempre tramite la mia mano, e la stessa cosa con il biberon, si rifiuta di toccarlo lui, solo tramite le mie mani (e non scotta mica). Invece questa cosa non la fa quando tocca la pelle umana, spesso ama incrociare le sue dita con le mie, si fa fare i grattini sul palmo, non ha paura del contatto fisico (come aveva a 15 mesi) – ma con gli oggetti cambia il discorso, diventa molto inflessibile. Per i materiali, dipende:  la sabbia e la farina di riso le tocca volentieri, perchè sono associate al gioco (col papà o con la zia), ma il cotone e la colla con la psicomotricista gli danno fastidio. L’acqua ben calda lo innervosisce, mentre quella fredda non gli dispiace, anzi lo fa ridere. La sensibilità in bocca invece è migliorata da quando abbiamo abbassato la dose del DMG.
OLFATTO:
Molto acuto. Se il cibo odora diversamente, anche un odore buono ma forte (tipo i mandarini) gli viene il conato.

Se metto una crema sul viso che non è la solita, mi odora in continuazione, e se ne va disgustato.
VISTA:
Ha sempre cercato stimolazioni visive. Quando era più piccolo, rimaneva le ore a guardare la luce della finestra, le foglie dell’albero, e ovviamente la TV rappresentava una fonte fantastica di stimolazione (con stereotipia mani). Ora si sorprende di meno con le cose.. ma ogni tanto cerca le sue stimolazioni, giocando magari col raggio di sole che batte sul parquet, oppure spegnendo tutte le luci del salone per vedere la tivù al buio. Non ha paura del buio. Spesso guarda di lato, come se pensasse. Altre volte gira proprio la testa per guardare una cosa mentre ne fa un’altra (in modo ripetitivo) guardando sempre dietro di lui, verso sinistra.
UDITO:
I rumori forti non lo disturbano particolarmente. I rumori lo distraggono se ci sono due fonti contemporanee di rumore: per esempio musica in sottofondo + una persona che gli fa una domanda, allora lui non riesce a rispondere, finchè non spegni la musica.

Ama la musica e lo tranquillizza. La ascolta attentamente. La “manifesta” col corpo, ovvero per ognuna delle sue canzoni preferite, lui fa del movimenti col corpo per rappresentarla (divertente da vedere!). Quando siamo stati a Bologna da Lei, ci disse che la musica sarebbe stata terapeutica per lui. Adora il vecchio rock, il blues, ma anche la musicale tipo tribale, o il gospel, ascolta un pò di tutto. Anche noi siamo così.
GUSTO:
Questo è più problematico dei sensi. E’ sensibilissimo ai sapori, come se fosse troppo per lui, e non ne vuole sapere di provare cose nuove. Non avendo il riflesso di masticazione, e avendo sofferto di reflusso gastroesofageo per un anno (i vaccini?) lui ha paura del cibo. Qui la nostra sfida più grande.
8. Comportamento:
E’ migliorato moltissimo, collabora di più, esce di casa senza problemi, rientra a casa senza problemi, niente più ossessioni con l’ascensore, al supermercato si comporta benissimo (sempre con un giochino per intrattenerlo, è chiaro), al centro commerciale pieno di gente non si stressa (si stressa il marito).
Siamo stati al negozio di scarpe per le sue scarpe nuove, e miracolosamente, si è fatto provare le scarpe dalla commessa (6 mesi fa un dramma) e la guardava anche negli occhi e le diceva di che colore era quel modello di scarpa. La commessa che si ricordava il melodramma, non ci poteva credere, mi ha detto che i progressi sono più che evidenti. Lui dopo ogni scarpa che accettava di provarsi, si applaudiva da solo, dicendo “Davo!” (Bravo).
9. Inflessibilità:
Rifiuta il cibo solido. Il cibo frullato deve avere una consistenza omogenea, sennò ha i conati. Rifiuta di prendere in mano il bicchiere o il cucchiaio. Vuole essere imboccato, e soltanto da me. Vuole il latte nel biberon, e dato soltanto da me. Vuole solo il pannolino (“mutande domani”) e se insistiamo, piange e si dispera.
Scusi se ho scritto tanto… ma desidero informarla di tutto ciò che mi sembra importante per il trattamento. Sulla tabella allegata elenco gli integratori in corso (tranne Aconitum, che è stato fuori programma).
Grazie mille, rimaniamo in attesa della sua gentile risposta.

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Autismo: Lezione Seconda

Se troviamo assurdo giudicare “immorale” il comportamento di un bambino autistico, perché ci rendiamo conto che esso è secondario a disturbi di tipo organico, quali una disbiosi intestinale, un blocco enzimatico, una encefalite, per lo stesso motivo possiamo cominciare a dubitare delle nostre categorie di giudizio nei confronti del comportamento disturbato dell’adulto, sospettando che anche in questo caso, possa trattarsi di manifestazioni e non di cause. Nuove domande ! Che proiettano nella nostra esperienza quotidiana un dubbio acuto nei confronti di molti criteri e principi derivati dalla tradizione umanistica e giuridica. Mi chiedo come una corretta valutazione delle condizioni organiche di una persona possa incidere sulla valutazione di un avvocato o di un magistrato! Dalla ricerca e dalla cura del bambino autistico nasce dunque una nuova capacità di interpretare la nostra salute e la proposta per la costituzione di un movimento, che esprima competenze umanistiche, giuridiche e biologiche e che si occupi del disagio e delle patologie del comportamento e dell’apprendimento, quali i disturbi dello sviluppo, le dipendenze, i comportamenti violenti, la delinquenza minorile,le malattie psichiatriche

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Autismo: Lezione Prima

L’esperienza per chiunque si occupi di autismo, sia come genitore che come operatore sanitario, è la quotidiana scoperta della natura biologica della nostra mente, per cui il comportamento è continuamente modulato da molecole di provenienza alimentare, intestinale, farmacologica, metabolica. Queste considerazioni costituiscono il fondamento dell’approccio molecolare e quantistico e unite ad un concreto pragmatismo clinico multidisciplinare, consentono di procedere nella ricerca delle cause e nella cura del bambino autistico, al riparo da interpretazioni statistiche e di classificazioni di malattia, che non sanno leggere la specificità biologica e comportamentale  dell’individuo, vero obiettivo dell’indagine medica
Se un bambino  ritenuto incurabile recupera l’uso della parola e la capacità di apprendere e di relazionarsi dopo alcuni mesi di cure mediche ed il rispetto di una dieta, significa che quelle cure mediche e quella dieta possono giovare ad una popolazione vastissima, perché una popolazione vastissima presenta disturbi intestinali, immunitari, emotivi, comportamentali evidenti e quotidiani, che rimangono incarcerati a causa di convenzioni tramandate e di un approccio specialistico farmacodipendente, che oggi si dimostra
non più attuale e dannosamente inutile.

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DAN! Conference – Roma, Maggio 2007

Prima Conferenza Europea “
Autism and our Future”, Roma, Maggio 2007; partecipa ai lavori del Tavolo Nazionale
sull’Autismo (Maggio 2007-Febbraio 2008) promosso dal Ministero della Salute. In
collaborazione con la figlia Giulia, biologa, pubblica il volume:”Uscire dall’Autismo: un
approccio biologico e medico”, Maggioli Editore, 2008. Partecipa ai lavori per la
formulazione della nuova Linea guida a cura dall’Istituto Superiore di Sanità (2010
2011), che non firma con la seguente motivazione:”La linea Guida ignora e nega il
lavoro prodotto in USA in questi ultimi 15 anni. Occorre aprire un secondo capitolo,
che comprenda lo studio e la verifica dell’approccio multidisciplinare.