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ALPHABET: Alfabetizzazione biologica, vita quotidiana e cambiamento

ALPHABET: Alfabetizzazione biologica

Alfabetizzazione Biologica

PREMESSA

Se noi immaginiamo di ascoltare i suoni della Vita sul Pianeta, ordinati in successioni temporali secondo la loro comparsa iniziata 3,4 miliardi di anni fa, potremmo udire la nostra voce negli ultimi 1,7 secondi, in una giornata di 24 ore.   Il controllo della forza di gravità, la scoperta  della matrice biologica comune a tutte le specie viventi (batteri, piante ed animali), l’invenzione dei farmaci,  la scoperta della natura biologica della mente, la conversione dello spazio in tempo, la verifica  della nostra simbiosi con il microbiota, l’esplosione demografica e la globalizzazione sono i principali fattori di cambiamento iniziato …100 anni fa. Troppo intenso e troppo rapido, eppure inevitabile e carico di nuove certezze, che la Ricerca Scientifica ogni giorno ci propone, attraverso un progetto di alfabetizzazione biologica della vita quotidiana. Alphabet, un Questionario Bio-Comportamentale Multidisciplinare costituisce l’Abbecedario di questa nuova alfabetizzazione e viene  distribuito da una Piattaforma digitale, Familia,  attraverso i servizi della rete, come la prima delle energie rinnovabili. Il Questionario alimenta:  a) aggiornamenti e verifiche in collaborazione con i Centri di Ricerca; b) orientamento alla salute e assistenza al servizio della Popolazione; c) banca dati, ricerca e impresa, dedicati alla Salute-Benessere ed alla Sostenibilità

INTRODUZIONE

Persone illuminate, enormi ricchezze, tecnologie in tutti i campi, che sembravano impensabili solo qualche anno fa, non hanno impedito il continuo declino della Società a partire dagli anni ’70. Alcuni aspetti del degrado ambientale, l’accelerata scomparsa di specie vegetali ed animali, il diffondersi dei conflitti armati ed i genocidi caratterizzano segnali certi di irreversibilità. Una “influenza” inquietante si è progressivamente affermata anche all’interno delle nostre famiglie: 1 bambino su 6 presenta un disturbo dello sviluppo e dell’apprendimento ed 1 su 50 viene diagnosticato come autistico (CDC:Marzo 2014). Se tutto questo è vero, di quale futuro possiamo ragionare? E’ possibile, ancora una volta, sperare in un miracoloso e salvifico cambio di rotta da parte del Sistema, lo stesso, che ha inventato e promosso l’attuale quotidianità?

Aldo Sacchetti, in un libro profetico, nel 1985 scriveva:

“L’uomo tecnologico si è comportato come se la terra fosse un sistema aperto capace di smaltire nell’universo l’entropia della materia, e la propria persona fosse impermeabile ai rifiuti che industria e macchine di ogni genere disperdono nell’ambiente. Dopo 3 miliardi e mezzo di anni l’evoluzione biologica si inverte in una tendenza involutiva caratterizzata dalla diminuzione nella varietà delle specie e da una generalizzata decadenza della loro qualificazione istochimica, del loro ordine interiore, della loro informazione.” (L’uomo antibiologico; Feltrinelli 1985).

Papa Francesco nel suo saluto al Presidente Obama, Mercoledì 23 Settembre 2015:

“La storia ci ha posto in un momento cruciale per la cura della nostra casa comune. Siamo, però, ancora in tempo per affrontare dei cambiamenti che assicurino uno sviluppo sostenibile e integrale. Cambiamenti che esigono da parte nostra un riconoscimento serio e responsabile del tipo di mondo che possiamo lasciare non solo ai nostri figli, ma anche ai milioni di persone sottoposte ad un sistema che le ha trascurate. La nostra casa comune è stata parte di questo gruppo di esclusi, che grida al cielo e che oggi bussa con forza alle nostre case, città, società. Riprendendo le sagge parole di Martin Luther King, possiamo dire che siamo stati inadempienti in alcuni impegni, ed ora è giunto il momento di onorarli.”

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nel suo discorso a Expo Milano, 5 Giugno 2015, affermava:

“Nutrire il Pianeta è una sfida epocale che l’umanità ha di fronte. Nutrire vuol dire assicurare finalmente il diritto al cibo e all’acqua per tutti gli abitanti della Terra, ma vuol dire anche restituire alla Terra, e dunque ai nostri figli e alle successive generazioni, quell’energia della vita che ogni giorno prendiamo in prestito e non dobbiamo più rischiare di consumare come è accaduto negli ultimi decenni. L’Esposizione Universale di Milano è per questo il luogo migliore dove celebrare la Giornata dell’Onu per l’ambiente. Oggi la sostenibilità è condizione stessa della pace e la cooperazione tra i popoli.”

La pronuncia del Presidente Mattarella ed il suo richiamo alla Giornata dell’ONU rimandano al documento solenne pubblicato nel 1987 “ Our Common Future”, in cui analisi e documentazioni certificavano, con assoluta chiarezza, la estrema gravità del quadro geopolitico ed ambientale. Da allora la Salute del Pianeta e quella dei suoi abitanti è andata precipitando nel Primo Conflitto Universale della nostra storia: degrado ambientale, tossicità alimentare, diffusione di malattie cronico degenerative, accelerata scomparsa di specie vegetali ed animali, carestie e fame per 1 abitante su sette, default di città e di nazioni a democrazia avanzata, proliferazione di conflitti armati e di genocidi
Per contro, la Ricerca Scientifica ha progredito con velocità vertiginosa in tutti i campi e la biologia e la medicina ci offrono le evidenze e gli strumenti per interpretare questo passaggio della nostra storia e della nostra evoluzione.
Porre la SALUTE-BENESSERE, quale contenitore della individualità biologica e mentale della persona, al centro della vita sociale, della politica, della economia, della impresa, della ricerca, della cooperazione, attraverso un progetto di ALFABETIZZAZIONE BIOLOGICA DELLA VITA QUOTIDIANA, che distribuita attraverso i servizi della rete, costituisce la prima delle energie rinnovabili. Dalla cultura delle CREDENZE alla cultura delle CONOSCENZE, la nostra storia spalanca il disegno di un Nuovo Rinascimento su basi scientifiche, dedicato all’incontro ed al dialogo tra le diverse culture, religioni, etnie, età, condizioni sociali ed allo sviluppo di una società sostenibile, in armonia con la Evoluzione della Vita sul Pianeta
Siamo dunque affacciati ad un nuovo progetto di alfabetizzazione, che richiede la formulazione di un NUOVO ABBECEDARIO DELLA VITA QUOTIDIANA. Papa Francesco,  primo Testimone del Cambiamento, ci conforta e ci rassicura con l’Enciclica Laudato Si’ e l’Incontro del Giubileo, perché questo nuovo percorso possa nascere con il contributo di tutti, in quanto figli dello stesso Dio, abitanti dello stesso Pianeta, cittadini del Cambiamento.

LO STATUS QUO

Durante gli ultimi 40 anni il Degrado Ambientale ha creato una IMPRONTA ECOLOGICA superiore al 150%.

“Viviamo come se avessimo un pianeta in più a nostra disposizione. Stiamo utilizzando il 150 per cento delle risorse che la Terra può produrre e se non cambieremo rotta il numero crescerà rapidamente – entro il 2030 anche due pianeti non saranno sufficienti. Nel 1970 sottraevamo annualmente materie prime dalla Terra per circa 30 miliardi di tonnellate; oggi siamo a quasi 70 miliardi. Come hanno indicato i maggiori scienziati internazionali che si occupano di scienze del sistema Terra, ci troviamo in un nuovo periodo geologico definito Antropocene, perché l’intervento umano produce effetti equivalenti alle grandi forze della natura che hanno modellato il Pianeta stesso.” (Gianfranco Bologna, Direttore Scientifico del WWF Italia)

La Biodiversità comprende la varietà di tutte le forme di vita: geni, specie, popolazioni ed ecosistemi e le loro interazioni hanno creato i fondamenti su cui la società umana si è evoluta. Educare, provvedere il cibo e l’acqua, regolare il clima e le malattie, promuovere i cicli nutritivi e la impollinazione: sono le sfide che ci attendono, per assicurare il mantenimento della vita sul Pianeta. L’attuale velocità di estinzione delle specie avviene con una accelerazione compresa tra 1.000 e 10.000 volte quella naturale. IPCC sostiene che il cambiamento del clima attuale è di 0,2°C per decade e che un aumento di 2-3 °C comporterebbe la scomparsa del 20-30% delle specie.

Il Diritto Internazionale Umanitario è nato con la Prima Convenzione di Ginevra del 1864, si è sviluppato attraverso 18 successivi trattati per far fronte, a posteriori, alle crescenti istanze umanitarie, conseguenza dello sviluppo dei nuovi armamenti, dei nuovi tipi di conflitto e delle dimensioni apocalittiche della loro capacità distruttiva.  I CONFLITTI ARMATI ed i GENOCIDI costituiscono un tratto caratteristico delle scelte politiche e militari dei governi che si succedono in Europa, Asia ed Africa a partire dai primi anni del ‘900. Attualmente si sono particolarmente concentrati in Africa ed in Medio Oriente, caratterizzano le transazioni internazionali, sono causa di instabilità dei governi, di nuove povertà, di inquinamento. Il tributo in vite umane e la radicazione della violenza e del terrore sconvolgono il destino di intere generazioni di bambini e di giovani.
Nei paesi industrializzati Il mantra della “produzione per la produzione” sostenuto dall’etica del “profitto per il profitto” ha creato ed alimenta un LIBERO MERCATO, che libero non è, perché viene controllato da una strettissima oligarchia finanziaria, politica e imprenditoriale.

*La tecnologia legata alla finanza non è in grado di vedere il mistero delle molteplici relazioni che esistono tra le cose. Paradigma tecnocratico e finanza soffocano l’economia reale con la massimizzazione dei profitti… il mercato divinizzato… un simile comportamento che a volte sembra suicida. Ritornare indietro prima che sia tardi… le vie di mezzo sono solo un piccolo ritardo del disastro… si tratta di ridefinire il progresso… Come mai prima d’ora nella storia il destino comune ci obbliga a cercare un nuovo inizio.

Epidemie e Malattie Cronico Degenerative si sono diffuse nella popolazione adulta, a causa dell’inquinamento ambientale, della tossicità alimentare, di comportamenti e pratiche potenzialmente iatrogene, della inadeguatezza dei sistemi di prevenzione e di diagnosi precoce: sindrome metabolica, malattie neurodegenerative, patologie da tossicità ambientale, dipendenze, patologie da farmaci, disturbi dell’umore e del comportamento. I Disturbi dello Sviluppo e dell’Apprendimento interessano 1 bambino su 6, mentre l’incidenza dell’Autismo nella sola popolazione maschile risulta di 1 caso su 42 (CDC: Marzo 2014). Con questa incidenza, nessuna famiglia in età fertile è immune dal rischio di generare un figlio con questi problemi

*L’ambiente umano e l’ambiente naturale si degradano insieme.

ll Degrado del Pianeta, la diffusione di malattie cronico degenerative, i disagi della Popolazione vengono chiaramente percepiti nella loro drammaticità solo da una strettissima minoranza, perché la complessità, la sensibilità e la dinamicità dei temi, le preoccupazioni di una quotidianità precaria, il ruolo giocato dalle tradizioni e la manipolazione dell’informazione da parte dei poteri forti alimentano una “PIAZZA” formalmente democratica, ma nei fatti intimamente condizionata e confusa. Il declino del nostro Sistema si è confermato in questi ultimi 40 anni  quotidianamente viene accertata la ”impossibilità” ad avviare anche solo un rallentamento dell’attuale processo involutivo, che presenta numerosi aspetti di irreversibilità.

LA RICERCA SCIENTIFICA

Nello stesso intervallo di tempo, a partire dagli anni ’60, la Ricerca Scientifica, nel settore della Biologia e della Medicina, con la scoperta della NATURA BIOLOGICA della MENTE, ha creato nuove evidenze, che consentono di comprendere le cause dello status quo e di avviare il cambiamento.
La Mente, con la quale pensiamo di identificarci ed alla quale ricorriamo per comprendere, giudicare e scegliere, in realtà è antenna, manifestazione, sintomo del nostro Corpo, biologico, energetico e percettivo, astronomicamente più vasto e complesso, che pulsa attraverso miliardi di relazioni atomiche, molecolari, cellulari e contiene ogni nostra potenzialità. Il suo nucleo centrale si forma soprattutto tra il concepimento ed i primi anni di vita e, come una memoria continua, media la nostra relazione con la quotidianità ed appare nella postura, la mimica, il movimento, la flessibilità, l’energia, la resilienza, l’umore, l’empatia, la capacità di ascolto, la creatività, la speranza. A questa nostra identità partecipa  a pieno titolo un “organo”: Microbiota, del peso di circa 1.300 grammi, costituito dai microbi che stazionano sulla nostra pelle, sulle mucose e soprattutto nel nostro intestino e che numericamente superano di dieci volte il numero delle cellule del nostro corpo. Sono prevalentemente batteri ed in minima parte funghi, che si alimentano dei nostri alimenti e delle nostre secrezioni e assistono una serie numerosissima di funzioni: combattere le specie microbiche patogene, regolare la pressione del sangue, la digestione, il metabolismo di sostanze tossiche e di antibiotici, modulare  l’umore e l’attività mentale, la produzione del grasso ed il peso, contrastare le patologie cardiovascolari, aumentare le difese immunitarie, regolare la sintesi degli ormoni. In una parola, la nostra individualità, biologica e comportamentale, è direttamente e continuamente modulata dalla flora, che vive con noi; la sua formazione durante gli anni della prima infanzia è strategica per promuovere salute e benessere negli anni della adolescenza e della vita adulta. Queste conoscenze ci rivelano e ci connettono con il nostro vero interlocutore, il nostro CORPO, che la Ricerca Scientifica oggi legge ed interpreta come un crogiolo di comunità diverse, che si manifesta come SALUTE e BENESSERE, in continua fase di adattamento,  in relazione alla comunità ed all’ambiente.

La crisi e le esigenze a essa connesse sembrano creare un terreno fertile per la sperimentazione di soluzioni innovative che guardano al welfare non solo come risposta ai bisogni, ma anche come investimento e fattore di crescita e sviluppo. Lo Stato, il Mercato, il Terzo settore sono tutti attraversati dalla stessa crisi e sottoposti a sfide analoghe, crisi che investe anche la sfera della famiglia. L’ipotesi è che dalla capacità di individuare un nuovo equilibro tra queste sfere dipenda la tenuta del sistema sociale, nonché l’individuazione di un nuovo modello di “welfare rinnovato e sostenibile”. Una soluzione che non presuppone più la separazione fra queste quattro arene o rapporti bidirezionali fra lo Stato e le altre sfere. Vi sono invece evidenze e segnali di una compenetrazione e sovrapposizione fra tutte e quattro le aree, per mettere in campo soluzioni partecipate e frutto di collaborazione tra i soggetti che si muovono al loro interno. (Percorsi di Secondo Welfare: Centro di Ricerca e Documentazione Luigi Einaudi; Radici e Libertà; 2013)

La Ricerca Scientifica, nel settore della Biologia e della Medicina, ha dimostrato che la Salute-Benessere contiene ed esprime la Identità dell’Individuo e, pertanto, costituisce il motore del Sistema Sociale, piuttosto che l’obiettivo di una rinnovata collaborazione tra i suoi soggetti, Stato, Terzo Settore, Mercato, Famiglie. La Salute-Benessere non è solo un bene ed un diritto, ma contiene la identità stessa del singolo cittadino, e quindi, ogni sua potenzialità ed ogni attesa.
La nuova energia non consiste nella rinnovata collaborazione tra i soggetti che governano la vita sociale, ma nella ALFABETIZZAZIONE BIOLOGICA DELLA VITA QUOTIDIANA, che dal singolo cittadino irradia ed alimenta lo sviluppo per la sostenibilità e attribuisce a tutto il sistema una coerenza esistenziale, non convenzionale, e in armonia con il grande progetto dell’Evoluzione della Vita sul Pianeta. La alfabetizzazione biologica della vita quotidiana costituisce, dunque, la prima delle energie rinnovabili di questo mutato quadro sociale e lo connette al soggetto più antico, corale e sinfonico, costituito dall’AMBIENTE!

*Il Divino e l’Umano si incontrano nel più piccolo dettaglio  della veste senza cuciture della creazione di Dio, persino nel più piccolo granello di polvere del nostro Pianeta.

Tutto il Mondo è intimamente connesso. Dio non ama di più o diversamente gli uomini rispetto alle altre creature. La Terra ci precede e ci è stata data per coltivare e custodire. Voi siete presso di me come forestieri ed ospiti.”

LA VITA IN NOI E ATTORNO A NOI

“La mente è il risultato della evoluzione e non di una pianificazione razionale. E’ questa ricchezza di livelli e non un nuovo principio esoterico a rendere così difficoltosa la riflessione sulla mente. I contenuti semantici sono privi di significato se manca l’intenzionalità. Negli esseri umani ciò richiede una coscienza ed un sé. Una teoria della mente non può eludere questo punto, che non è soltanto una questione di linguaggio, ma anche un grande problema biologico” (Gerard Edelman. Sulla materia della mente. Adelphi 1992)

“Solo se le funzioni dei neuroni vengono considerate come conseguenza dell’attività di specifiche componenti molecolari delle cellule nervose è possibile apprezzare in tutta la loro importanza i nuovi progressi ottenuti dalle neuroscienze” (Eric Kandel. Principles of neural Science. Elsevier 1985)

La proposta che nasce dal dialogo tra Edelman e Kandel è quella di una struttura molecolare della nostra coscienza, che oggi sappiamo essere condivisa, diversa-mente, da tutti gli esseri viventi, piante ed animali . Infatti, “La continuità della tela che la vita tesse sulla terra da oltre 3,5 miliardi di anni trova riscontro nei modelli funzionali di base: tutte le forme di vita traggono energia dal glucosio o da un suo segmento a tre atomi di carbonio e utilizzano molecole di ATP (adenosin-tri-fosfato) come monete di scambio energetico. Tutte racchiudono negli acidi nucleici le informazioni indispensabili alla riproduzione, al coordinamento metabolico, al montaggio delle proteine. Tutte fabbricano gli acidi nucleici con i medesimi 5 nucleotidi e le proteine con gli stessi 20 aminoacidi tra i circa 200 esistenti in natura. Tutte impiegano proteine come enzimi per catalizzare la miriade di reazioni chimiche. Tutte utilizzano 27 elementi chimici essenziali, meno di un terzo di quelli naturalmente esistenti nel pianeta.”(Aldo Sacchetti; L’uomo antibiologico; Feltrinelli 1985). Tutte vibrano sotto l’influenza dell’elettromagnetismo terrestre. Tutte dipendono dall’humus, che ricopre come una pellicola la superficie del Pianeta. Tutte nascono dall’incontro della luce con la clorofilla, l’anidride carbonica e l’acqua. Tutte sono figlie del Tempo, che modula e inventa le loro storie infinite e contiene il nostro destino! Se siamo così fortunati da riconoscere e comprendere che la nostra vita mentale è espressione di questa comune matrice, possiamo finalmente aprirci ad un dialogo nuovo con le persone, le piante e gli animali, come ci suggerisce il dialogo tra San Francesco e Papa Bergoglio:

“Laudato si, mi Signore, per sora nostra matre Terra,

la quale ne sostenta e governa, e produce diversi fructi con coloriti fiori ed erba.”

*La conversione temporale ci cura del peso e della gravità delle cose,
che hanno costituito i nostri beni ed occupato il nostro orizzonte fino ad oggi.
Possa la nostra epoca essere ricordata per il risveglio di una nuova riverenza per la vita. Reimpostare gli itinerari pedagogici di un’etica ecologica, una cittadinanza ecologica, diffondere un nuovo modello riguardo all’essere umano, alla vita, alla società, alla relazione con la natura, riconoscendo i legami con i quali il Padre ci ha unito a tutti gli esseri viventi. Incoraggiare uno stile di vita profetico e contemplativo, capace di gioire profondamente.
Aver bisogno di poco e vivere molto.

IL PROGETTO

1) Alphabet

E’ un Questionario Multidisciplinare della vita quotidiana, che pone al centro del Sistema, sociale e politico, la SALUTE-BENESSERE dell’Individuo.

Il Questionario Bio-Comportamentale si articola su 7 Note:

  • Famiglia e Scuola:

    sono due aree particolarmente sensibili, in cui il Questionario potrà suggerire ed alimentare il superamento di luoghi comuni e tradizioni obsolete e, nel contempo, promuovere esperienze nuove e diverse, individuali e collettive, in relazione al progressivo affermarsi della nuova alfabetizzazione e delle opportunità offerte dalle nuove tecnologie della informazione.

*La Famiglia è il luogo della formazione integrale, dove si dispiegano i diversi aspetti, intimamente relazionati tra di loro della motivazione personale.

  • Sanità:

    gli obiettivi comprendono: paziente informato, consapevole,responsabilizzato, centralità del paziente e della sua domanda di salute prima della diagnosi di patologia, approccio multidisciplinare a integrazione e superamento di quello specialistico, libertà di scelta terapeutica, liberalizzazione dei rimedi omeopatici, fitoterapici e delle medicine tradizionali, nutrizione, come primo intervento terapeutico, abbattimento dei costi sanitari in relazione alla contrazione della spesa farmaceutica ed ai risultati di una più efficace prevenzione e detossificazione.

  • Lavoro:

    le risorse umane (salute, benessere, formazione, competenze, partnership, motivazioni), così come gli obiettivi dedicati alla produzione per la sostenibilità trovano nel Passaporto argomenti, ripensamenti, sollecitazioni e nuove aperture di grande impatto per chi opera nel mondo del lavoro e dell’impresa e  per le fasce economicamente più fragili.

  • Ambiente:

    il nostro contatto con l’ambiente avviene soprattutto attraverso tre superfici: cutanea (2mq), polmonare (140mq), intestinale (250mq) ed il contatto è mediato da una popolazione batterica saprofita più numerosa delle cellule che compongono il nostro corpo. Mediatori di questo dialogo sono l’aria, l’acqua, gli alimenti, le vibrazioni. In altre parole, cute, polmoni, intestino e batteri costituiscono l’arena del nostro primo contatto con l’ambiente. La complessità di questo dialogo è vertiginosa e il suo accadere ineludibile. La nostra difesa nei confronti dell’ambiente coincide, dunque, con la difesa dell’ambiente. L’ambiente che siamo noi!

  • Diritto:

    contiene e traduce riferimenti culturali, della tradizione, politici, religiosi, del momento storico, delle condizioni economiche. Una rilettura ed una interpretazione del diritto e della giustizia attraverso la nuova consapevolezza della nostra natura biologica, quale la ricerca scientifica ci ha fornito in questi ultimi 50anni, sono al centro della sfida per lo sviluppo di una società più libera, democratica e solidale. Comportamento e stato di coscienza richiedono la integrazione con un’attenta valutazione dello stato di salute, per formulare un giudizio, che sia comprensivo delle caratteristiche biologiche ed esistenziali dell’individuo e consenta un programma di recupero personalizzato, primo obiettivo dell’intervento giuridico.

  • Cambiamento:

    alcuni argomenti di R&D ci consentono di apprezzare la dinamicità delle aperture, delle proiezioni e delle attese che nascono nella quotidianità:

  • – Quotidianità a minimo impatto ambientale.
  • – Energie Rinnovabili e Internet.
  • – Acqua e Agricoltura a modulazione quantistica.
  • – Microbiota, Salute e Comportamento.
  • – La Cucina vegetariana della Salute e lo Sviluppo Sostenibile.
  • – Il Villaggio della Salute e del Benessere: Staminale del Cambiamento.
  • – Comunicazione, Apprendimento e Salute: 0-3 anni.
  • – Imprinting Pre-natale: battesimo della vita.
  • – Il Bambino in cattedra: che cosa e  come imparare dai bambini.
  • – Every Day Theatre: Comunicazione, Cambiamento e Quotidianità.
  • – Il corpo vestito di tempo.
  • – Vedere e Memorare: dalla gravità fisica a quella temporale.
  • – Biologia, Responsabilità, Devianza e Diritto.
  • – Biologia molecolare quantistica, musica, colore e tempo.
  • – Arte Biologica: transizioni e reciprocità tra esperienze dell’uomo e manifestazioni della natura.

 

2) Familia

E’ una piattaforma digitale, che collega attraverso Alphabet:  Ricerca, Domanda ed Offerta di servizi dedicati alla Salute. L’attivazione di una Banca Dati dei Questionari consente di registrare la Quotidianità nel suo accadere e continuo mutare, secondo una lettura scientifica, al riparo da teorie filosofiche, politiche, economiche, finanziarie, non condizionata dalle esigenze del mercato e da convenzioni istituzionali. Alphabet svolge la funzione di RADAR DELLA DOMANDA, di cui raccoglie in tempo reale informazioni individuali sensibili e le processa all’interno della Banca Dati, che costituisce una vera “CASSAFORTE DELLA INFORMAZIONE”.
Non la lettura del Genoma, ma quella dei Comportamenti in tempo reale, come espressione epigenetica del vivere quotidiano, è la strategia di questo servizio!
Il progetto ha l’obiettivo di creare un network per la raccolta e la diffusione di informazioni sulle problematiche della salute e sulle best-practices di intervento
Il progetto si basa sull’utilizzo dei nuovi media per lo sviluppo di un sistema in grado di gestire la Comunicazione fra gli specialisti e il pubblico. Un utilizzo diffuso delle tecnologie emergenti (web, streaming, social, ecc.) a supporto del dialogo fra le parti interessate consentirà di migliorare lo scambio di notizie, le esperienze e la formazione professionale a tutti i livelli. A questo scopo si propone di sviluppare un insieme di servizi integrati, comprendente più moduli funzionali, atti a gestire in modo efficace:

  • – Servizi informativi per le famiglie e gli specialisti.
  • – Servizi di supporto per l’organizzazione e la gestione di congressi, seminari e corsi on-line: a questo scopo verrà sviluppata una piattaforma web-tv per gestire canali video tematici on-demand e verrà utilizzato un servizio in outsourcing per eventuali trasmissioni video in diretta.
  • – Un portale per raccolta, archiviazione e diffusione di documentazione multimediale; dalle banche-dati “intelligenti” allo scambio di esperienze con approccio di tipo social-network.
  • – Applicazioni di assistenza medica remota a basso costo e larga diffusione basate su tecnologie “internet of things” e/o web-tv.
  • – Diagnostica computerizzata e analisi statistiche basate sull’uso di sistemi di intelligenza artificiale con tecnologie neural-network e big-data.

La Formula

Tra il concepimento ed il terzo anno la fragilità della evoluzione biologica e cognitivo comportamentale del bambino è estrema. I bambini che sono meno attrezzati dal punto di vista immunitario e gastrointestinale risentono della tossicità ambientale e manifestano la propria difficoltà attraverso un ritardo od una regressione dello sviluppo. L’attuale epidemia autistica costituisce pertanto un marker sensibile della tossicità ambientale  ed un segnale di inquietante irreversibilità, che la ricerca scientifica legge come conseguenze  dell’Analfabetismio Biologico del Sistema
Il miglioramento dello stato di salute dei bambini autistici ed il recupero di una loro crescente percentuale ad una regolare attività  scolastica, che abbiamo registrato in questi 15 anni, costituisce un segnale certo  di inversione di tendenza e conferma l’urgenza di avviare e diffondere una alfabetizzazione biologica della Famiglia, come premessa dell’unico cambiamento possibile, dedicato alla sviluppo per la sostenibilità.

La Strategia

-Alla radice del Cambiamento
-dalla gravità fisica alla immanenza temporale;
-dall’individuo in competizione, alla comunità connessa con tutti gli esseri viventi;
– dalla produzione per la produzione alla produzione per la sostenibilità;
– dalla sanità dedicata alla patologia d’organo, alla salute-benessere;
– dal mercato della malattia alla società della salute;
– dal consumismo alla connessione
-Il Nuovo Abbecedario della Vita Quotidiana: un libro come un “luogo” di incontro tra Testimoni del Cambiamento, le nostre attese e la testimonianza

La Piattaforma digitale: costituisce un Centro di Ricerca, di Cultura e di Impresa, che comprende:

a) sezione Ricerca: biochimici, biologi e fisici drenano Informazioni e Applicazioni Scientifiche dai Centri di Ricerca in campo internazionale. Ad esempio: Microbioma (www.american gut project.com; www.microbioma italiano.com).

b) sezione Domanda di Salute: psicologi, antropologi, medici e statistici: lavorano sull’analisi della Domanda di Salute. Ad esempio: Autismo e Disordine dello Sviluppo (www.autism.com) e Metalli Tossici (www. Celebration of Health Association.com).

c) sezione Applicativa: economisti, amministrativi, maneger: lavorano sulle Risposte alle domande indagate, fornite dai Servizi, con cui la Piattaforma viene in contatto.

a) + b) + c) = elaborano e condividono l’aggiornamento del Questionario, quale espressione epigenetica del continuo mutare della Domanda di Salute, in rapporto alle informazioni raccolte dalla Banca Dati e non inquinate da interessi di Mercato e da dettati Istituzionali.

 

RIFERIMENTI

  • Convenzione di Ginevra; 22 agosto 1864
  • OMS: Atto Costitutivo; 22 Luglio 1946
  • Convenzioni di Ginevra: 1949
  • Protocolli dell’Aja; 1977
  • ALMA ATA Declaration: 6-12 September 1978
  • African (Banjul) Charter on Human and People’s Rights; 27 June 1981
  • Ottawa Charter; 17-21 November 1986
  • UN: “Our Common Future”; 1987
  • UN: Ottawa; 1997
  • UNFCCC: Kyoto; 11 December 1997
  • The People’s Charter for Health; 4-8 December 2000
  • The Bangkok Charter for Health Promotion in a Globalized World; 11 August2005
  • Millennium Ecosystem Assessment (MEA). 2005. Ecosystems and Human Well-Being: Synthesis. Island Press, Washington
  • Health literacy as a public health goal; Don Nutbeam, University of Sydney,NSW 2006.
  • Cracking the nut of health equity; Baum F. Promot. Educ. 2007;14(2):90-5.
  • IPCC (2007) The Intergovernmental Panel on Climate Change Fourth Assessment Report.
  • WHO: Commission on Social Determinants of Health Report; Geneva: 2008.
  • WHO: World Health Report on Primary Health Care; 2008
  • UNEP: Integrated solutions for biodiversity, climate change and poverty; 2010
  • Commissione Europea: “Un’Europa efficiente nell’impiego delle risorse – Iniziativa faro nell’ambito della strategia Europa 2020”; 2011
  • EPHA: European Charter for Health Equity; April 2011
  • UN : “The future we want” ; Rio; 27 July 2012
  • Alberta’s Health Charter; March 2014
  • Enciclica “Laudato si’; 24 Maggio 2015
  • Conferenza di Parigi sul Clima; 30 Novembre 2015
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Vi racconto la mia terra

albero noce

Da bambina vivevo in una cittadina piccola, di pochi abitanti a nord di Napoli. Andavo a scuola a piedi e mia madre non doveva accompagnarmi, perché a sette anni ero grande abbastanza per arrivare fin dietro al campanile. Questo sporgeva dalla strada di casa mia, che non era asfaltata, perché c’erano solo poche case. D’autunno la mia terra si vestiva di marrone, rosso e giallo per le foglie caduche e mi sembrava ancora più bella. Dalla finestra della cucina si vedeva una campagna vastissima con alti alberi di noci, che coprivano in parte il cono del Vesuvio. Noi bambini dopo la scuola andavamo a giocare, facevamo a gara a chi arrivava più su, sulla cima dell’albero più alto e poi ci pavoneggiavamo discutendo su chi fosse stato il più temerario. La temerarietà è stata la prima cosa che ho imparato nella vita e forse per questo non temo mai le mie scelte. Un pomeriggio d’estate arrivarono le ruspe e sradicarono gli alberi e abbatterono il mio noce preferito e il salice piangente. Ricordo di aver pianto quel giorno; poi mia madre mi fece riflettere che la campagna era una proprietà privata e quegli alberi non erano miei; così mi rassegnai. Crescendo vedevo la mia piccola cittadina crescere insieme a me, sempre più affollata; sempre più case prendevano il posto della campagna e quel profumo di fiori che pervadeva il mio viso di bambina in primavera, mentre raggiungevo la scuola elementare, ora era completamente sparito. Con esso era sparita la mia voglia di vivere a Qualiano.Volevo andare in una città più grande, dove poter fare nuove esperienze; così arrivai a Roma dove vivo attualmente.

Avevo 30 anni quando iniziai ad avvertire una costante stanchezza fisica che in un primo tempo imputavo ai miei nuovi ritmi di vita, al mio lavoro, finché mi decisi ad andare dal medico. I primi reumatologi non si spiegavano perché nonostante avessi sintomi da artrite non si evidenziavano indicatori fuori range. Intanto la stanchezza era diventata una costante della mia giornata, poi iniziarono i bruciori agli arti, alla pelle e poi l’insonnia. Non potevo stare al computer perché dopo un po’ mi bruciava il viso e lo stesso mi iniziò a fare la TV. Mi davano fastidio i profumi, i saponi, il trucco, persino gli indumenti. Non ero allergica, ma qualsiasi cosa mi procurava malessere; iniziai persino ad avvertire i miei capelli come un corpo estraneo, sentivo le loro radici conficcate nel mio cuoio capelluto e mi pungevano e non nascondo che in certi momenti ho desiderato non averli.  Per non entrare troppo nello specifico, ho cambiato almeno 5 tipi di approcci alla mia strana malattia spendendo ogni mese più di quello che guadagnavo, senza mai alcun risultato. Alcuni medici mi osservavano con diffidenza quando raccontavo i miei sintomi, da altri mi sono sentita dire “ci devi convivere, tanto col cortisone si può stare senza dolore tutta la vita”. Il mio ultimo reumatologo ha insistito affinché prendessi un tipo di antibiotico, che mi ha poi prodotto lo shock anafilattico, ricovero all’ospedale San Giovanni col codice rosso, per cui ho davvero rischiato la vita. Ma per fortuna sono ancora qui a raccontare la mia storia! Grazie all’eccellenza di persone aperte, medici, che mi hanno seguito dall’America, ho scoperto che la mia sindrome non ha un nome. La mia sindrome si chiamava intossicazione da metalli pesanti. I mie livelli nel sangue di mercurio, arsenico, cadmio, alluminio, piombo, cesio erano molto fuori range, tanto da suscitare curiosità nel medico che si è occupato della mia chelazione con EDTA per ben tre anni. A distanza di cinque anni posso dire di essermi quasi completamente disintossicata. Oggi non soffro più, ma continuo la mia terapia disintossicante con saune a infrarossi e infusioni di glutatione e Same. Mi piacerebbe poter dire che quella che ho appena raccontato è solo una semplice storia di una ragazza di provincia, che ha superato un momento difficile della sua vita! Mi rendo conto, invece, che sto raccontando la storia, della mia terra. La storia di quella strada di campagna dove hanno  sradicato i noci per fare spazio all’abusivismo edilizio, che ha smesso di profumare di gelsomino e mimosa, per odorare delle esalazioni delle “ecoballe”, che forse presto cederanno il passo ad un termovalorizzatore. La mia terra, avvelenata scelleratamente delle sue innumerevoli discariche abusive, con rifiuti tossici speciali e con i sui roghi e i sui martìri, è stata la causa della mia malattia e  di quella degli altri che sono morti o che si ammaleranno.

Franca Basile

[highlight] Liberamente tratto da “Reimagination: Autismo, dove ha inizio il cambiamento”; F. Verzella, 2016, in stampa [/highlight]

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Innocenza Biologica, Misericordia e Perdono

La Ricerca Scientifica nel settore delle Neuroscienze e della Medicina, a partire dagli anni ’70, ha prodotto una messe straordinaria di nuove conoscenze, nuove relazioni, nuove priorità, che suggeriscono un profondo cambiamento del nostro approccio alla vita quotidiana. Nello stesso periodo, il Sistema Internazionale, che regola la globalizzazione, ha manifestato segnali di squilibrio e di degrado, con crescenti caratteri di irreversibilità: inquinamento ambientale, tossicità alimentare, diffusione di malattie cronico degenerative, default di paesi e di città a democrazia avanzata, conflitti armati, trasmigrazioni di popoli, genocidi. Due caratteristiche fondamentali dello status quo sono di comune riscontro: il principio della produzione per la produzione, sostenuto dall’etica del profitto per il profitto. Si pensa che tutto questo succeda perché al centro del Sistema c’è il Denaro-Potere e l’uomo é fragile e corruttibile. Questa valutazione, antica, e sempre vera, non ci aiuta a comprendere perché questo succede. Un adagio recita: “quando tutto sembra perduto, ricordatevi di leggere il libretto delle istruzioni”. Nel nostro caso il libretto é rappresentato dalla storia evolutiva che caratterizza i primi anni di vita, a partire dalla fase prenatale. In breve: il primo modulo di conoscenza si forma attraverso la relazione con la madre, prevede due soli soggetti, uniti da una relazione esclusiva, attraverso la quale il neonato riceve i doni della maternità: il latte, le cure, gli abbracci, le consolazioni, la speranza. Il tutto durante una fase inconscia, preconscia e preverbale, che si estende per 20 lentissimi mesi, durante i quali si maturano le fasi strategiche per il nostro sviluppo fisico, mentale, emotivo. Sentimenti di sacralità e di gratitudine si imprimono nei nostri tessuti attraverso l’esperienza quotidiana, che prevede la certezza della madre ed i suoi doni. Questa esperienza pre e neonatale costituisce il fondamento biologico, mentale ed emotivo per ciascuno di noi e ad esso ricorriamo automaticamente negli anni successivi della adolescenza e della vita adulta, soprattutto nei momenti più intensi e delicati della nostra quotidianità. E’ questo il nostro oracolo: una memoria che in noi tutto anticipa, perché nasce prima della nostra intenzione e proietta e ci parla da una presenza statica, che contiene la memoria della madre, la sacralità della prima conoscenza e ci sovrasta e ci dispone ad una ricezione, necessariamente passiva. Quella che ha caratterizzato la nostra esperienza neonatale.  La frase “io non posso farci niente: sono fatto così!” traduce nel linguaggio comune questa esperienza. Ciascuno di noi porta con sé questa “riserva” percettiva, e dalla frequenza e dalla intensità delle sue rappresentazioni dipende il nostro grado di libertà mentale ed emotiva. La storia di questa relazione primaria e la sua evoluzione nei primi anni dello sviluppo infantile costituiscono il “credito di innocenza biologica“, che ciascuno di noi porta con sé. La nostra emancipazione comporta la progressiva marginalizzazione di questo riflesso, attraverso un’attiva ricerca di ciò che appare nuovo e diverso e promuove nuove abilità e nuove competenze. Una vera mutazione esistenziale: da una condizione caratterizzata dalla “ricezione” ad una animata dalla “proiezione”; dal ricevere passivo ed automatico, alla ricerca attiva del nuovo e del diverso. La nostra conoscenza, in gran parte mediata dal contatto oculare, passa così da un primo modulo binario, IO-TU, che comporta “dare e ricevere”, ad un modulo aperto: IO-MONDO, che evolve progressivamente verso “imparare e cambiare”. La quotidianità, dell’adolescente e dell’adulto, è caratterizzata da un continuo variare di esperienze temporali, in rapporto a: l’ora del giorno, gli alimenti assunti, gli impegni, le relazioni, gli obiettivi, gli incontri, le attese, la qualità della salute, il benessere. Tutto ruota, tutto cambia, per cui, quando cerchiamo un riferimento di certezza, inconsciamente e consciamente ricorriamo al nostro “oracolo” profondo e primitivo: alla relazione a due, affidata alla “legge” del dare-ricevere, che ciascuno di noi ha vissuto nel ruolo di “ricevente”. Questa verifica avviene in ciascuno di noi automaticamente e continuamente nel corso della giornata, “legittima” le nostre scelte e ci conforta.

Ad essa si riferiscono anche i dettati della legge, che regolano la vita delle società. La storia delle diverse civiltà riproduce costantemente il dialogo a due, che si realizza tra l’individuo e lo stato. La progressiva democratizzazione che si é affermata nelle carte costituzionali di questi ultimi 200 anni traduce il ruolo sempre più centrale e attivo assunto dall’individuo. Duemila anni fa, come oggi, il modulo che opera nella vita quotidiana é binario. l’IO ed il TU. In caso di “conflitto” questo modulo prevede una sola risoluzione: mors tua, vita mea, che, politicamente si traduce in rivoluzione o fondamentalismo. Nella esperienza comune colora le nostre relazioni di una intima ambivalenza: modula posture, disegna le pieghe del volto, articola proposizioni, formula progetti, alimenta silenzi, detta convenzioni, pubbliche e private. Duemila anni fa come oggi. Riconoscere questo nostro limite, non ci immunizza dalla sua dipendenza. Occorre affrontare una lettura quotidiana dei nostri vissuti e delle nostre attese, che, a ben guardare, costituisce il momento centrale del nostro impegno e la garanzia di una serenità non convenzionale, ma esistenziale. Giungiamo così per gradi ad un confronto tra la verità offerta dalla società e quella offerta dalla nostra individualità biologica. E’ l’incontro di due esperienze, che oggi hanno la possibilità di dar vita ad un cambiamento della nostra storia e della nostra evoluzione, quando Misericordia e Perdono scoprono nell’Alfabeto Biologico le lettere che consentono la loro formulazione e la loro esistenza. E’ la grande opportunità che il Concilio della Misericordia e la Ricerca Scientifica hanno di celebrare, insieme, una nuova fase della nostra storia e della nostra evoluzione!

 


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Lettera al Dott. Iacona – 10 Domande sulle Vaccinazioni di Massa

Gentile Dottor Iacona, con riferimento alla serata dedicata al tema “Vaccinazioni ed Autismo” della prossima domenica, 10 Gennaio, desidero proporLe la riflessione, di un “genitore non medico”.

Sarei felice di ricevere il suo commento personale e, se vorrà leggerla pubblicamente, avrà la gratitudine di molti.

La ringrazio per la disponibilità.

Franco Verzella

10 Domande sulle Vaccinazioni di Massa

  • La formula farmacologica che caratterizza i diversi vaccini può rimanere valida ogni anno, e per molti anni, nei confronti di alcuni milioni di nuovi bambini, tutti diversi per ragioni individuali ed ambientali ?
  • Sei farmaci in contemporanea per via iniettiva, sono comprensibili per un’emergenza grave ed acuta (rianimazione, pronto soccorso, sala operatoria); in questo caso il termine prevenzione si riferisce al possibile decesso del paziente. Nel caso delle vaccinazioni il riferimento è la prevenzione. Come è possibile giustificare un trattamento farmacologico così intenso e complesso a scopo preventivo ?
  • 15 Paesi della Comunità Europea hanno riconosciuto alla famiglia la libertà di scelta terapeutica. Quali sono le ragioni geografiche, ambientali, sociali, storiche, politiche, sanitarie, culturali per cui questo diritto fondamentale, oggi, non può essere riconosciuto anche alla famiglia italiana?
  • Perché le vaccinazioni obbligatorie son 4 e le vaccinazioni praticate sono 6?
  • Perché non sono disponibili vaccini singoli?
  • La tossicità è intrinseca a qualsiasi farmaco, in quanto molecola estranea: perché non è disponibile una scheda clinica per valutare preventivamente le condizioni di salute del singolo bambino ed una post-vaccinale, per monitorare la sua risposta nei mesi seguenti?
  • Perché la sorveglianza delle possibili complicanze è passiva, a fronte di un obbligo imposto dal Governo?
  • Perché in caso di reazione avversa di un vaccino non obbligatorio, il Governo e non l’Azienda Farmaceutica deve risponderne in tribunale?
  • E’ stato calcolato l’acquisto in salute da parte delle nuove generazioni se i fondi attualmente destinati alle vaccinazioni venissero stanziati per promuovere l’ educazione alla salute delle famiglie ed il benessere dei loro bambini?
  • La Ricerca Scientifica ha accertato che la prevenzione della malattia comprende: educazione e formazione , nutrizione personalizzata ed integrata con molecole naturali volte a potenziare i sistemi di detossificazione e di difesa immunitaria, relazioni familiari e sociali, qualità del lavoro e dell’ambiente. Perché per un neonato dovrebbe comprendere il ricorso a dosi elevate e ripetute di farmaci, per via iniettiva?
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I bambini in ASD possono avere difficoltà a metabolizzare il bisfenolo

Baby drinking from bottle

bisphenol A

Un nuovo studio evidenzia come l’esposizione al bisfenolo A (BPA), molecola usata nelle plastiche, potrebbe essere correlata con ASD (Autism Spectrum Disorders).

Nello studio di Stein e collaboratori, sono stati misurati i livelli di BPA libero e totale in 46 bambini ASD e 52 controlli normotipici. La differenza tra BPA libero e totale dà la quota di BPA legato all’acido glucuronico nel fegato, nel processo detto di glucuronidazione, attraverso cui la molecola è resa solubile e può così essere escreta nelle urine.

Circa il 20% dei bambini ASD presentava livelli di BPA oltre il novantesimo percentile della distribuzione di frequenza del campione totale dei 98 bambini. Nei due gruppi, vi erano inoltre differenze significative tra livelli totali e livelli legati di BPA, a evidenza della difficoltà nei bambini ASD a metabolizzare il BPA.

Studi precedenti hanno correlato il BPA ai problemi comportamentali e di apprendimento.

[highlight] Stein TP et Al. Bisphenol A exposure in children with autism spectrum disorders. Autism research, January 13, 2015 (on line) [/highlight]

 

Il BPA è una molecola di sintesi usata nella produzione di materie plastiche in policarbonato, resine epossidiche e altri materiali polimerici e nella fabbricazione di alcuni tipi di carta. Il policarbonato è usato nella produzione di recipienti per alimenti e bevande (stoviglie di plastica, contenitori per la cottura a microonde, utensili da cucina, serbatoi per l’acqua e tettarelle). Le resine epossifenoliche a base di BPA, invece, trovano uso nel rivestimento protettivo di lattine da bibita e barattoli di latta per alimenti e nel rivestimento sui serbatoi residenziali per lo stoccaggio di acqua potabile.

La nuova normativa, basata sugli ultimi dati a disposizione, ha abbassato la dose giornaliera tollerabile da 50 µg/kg/giorno (microgrammi per chilogrammo di peso corporeo al giorno) a 4 µg/kg/giorno.

Recentemente l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA, European Food Safety Authority) ha condotto una valutazione del rischio per BPA basata su: (1) studi animali e sull’uomo finalizzati ad identificare eventuali pericoli per la salute associati all’esposizione di BPA, (2) dati per valutare le stime dell’esposizione al BPA derivante dal consumo di alimenti e conseguenti a inalazione di polvere ed esposizione per via cutanea.

Le conclusioni cui è pervenuta la EFSA sono state che gli attuali livelli di esposizione attraverso l’alimentazione e tutte le altre fonti sono “nettamente al di sotto del livello di sicurezza” e che quindi il BPA non rappresenta un rischio per la popolazione di qualsiasi età, inclusi i feti. Secondo queste stime, l’esposizione più elevata possibile resta da 3 a 5 volte inferiore al livello di sicurezza.

Ad oggi si ritiene che dosi di BPA superiori di centinaia di volte alla dose giornaliera tollerata causino effetti dannosi su reni e fegato e, negli animali, anche sulla ghiandola mammaria. Gli effetti sui sistemi riproduttivo, nervoso, immunitario, metabolico e cardiovascolare e il potenziale effetto cancerogeno ad oggi non possono essere esclusi,  ma non sono considerati probabili.

Il risultato, considerato provvisorio dall’EFSA, attende una ridefinizione tra due-tre anni, quando saranno disponibili i risultati di uno studio a lungo termine condotto sui ratti nell’ambito del US National Toxicology Program.

http://www.efsa.europa.eu/it/topics/topic/bisphenol

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Anticorpi Materni contro Neuroproteine Fetali

Anticorpi Materni contro Neuroproteine Fetali

Lo Studio

Daniel Braunschweig et al del MIND Institute, hanno rilevato che  anticorpi contro sette proteine cerebrali compaiono nel 23% dei campioni di sangue di 246 madri di bambini autistici  ed in meno dell’1% di 149 madri di bambini neurotipici. Questi autoanticorpi attraversano la placenta e la barriera ematoencefalica immatura del feto. M.D. Bauman et al,, sempre del MIND Institute, hanno iniettato immunoglobuline (IgG) di madri di bambini autistici, che presentavano anticorpi contro le proteine  cerebrali, in scimmie rhesus gravide, che hanno partorito figli dal comportamento diverso e suscitavano nelle madri attenzioni parentali  particolarmente protettive. La risonanza magnetica ha dimostrato nei neonati maschi  di queste scimmie, ma non nelle femmine, uno sviluppo cerebrale eccezionalmente rapido; questa caratteristica è stata ben documentata anche nel cervello  di neonati maschi  autistici.

“Autism-specific maternal autoantibodies recognize critical proteins in developing brain”D. Braunschweig et all; Translational Psychiatry; July  9, 2013
“Maternal antibodies from mothers of children with autism alter brain growth and social behavior development in the rhesus monkey” M.D. Bauman et all; Traslational Psychyatry, July 9,2013

Una Possibile Risposta

La Prevenzione Preconcepimento é la risposta più efficace e comprensiva nei confronti della attuale epidemia autistica e dei disturbi dello sviluppo e rappresenta il primo impegno  dei genitori nei confronti dei propri figli e la premessa per l’avvio di una alfabetizzazione biologica della vita in famiglia. Funzione intestinale e immunitaria sono fortemente interrelate e , in particolare nella madre, vanno esplorate ed ottimizzate con  grande attenzione sempre e comunque, in particolare quando siamo presenti: affezioni allergiche, colon irritabile, Crohn, tiroidite autoimmune, MCS, CFS, fibromialgia, sclerosi multipla, affezioni reumatiche.

Vita Prenatale

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Ipotiroidismo Materno ed Autismo

Ipotiroidismo Materno ed Autismo

tiroideGustavo Roman e coll  hanno misurato  il livello  della tiroxina (T4) alla tredicesima settimana di gravidanza di 4.000 donne e sei anni dopo le hanno intervistate in relazione allo stato di salute dei loro figli. La ricerca ha dimostrato che la madri con ipotiroidismo severo  erano 4 volte più a rischio di generare un figlio autistico rispetto alle madri con regolare funzione tiroidea.
“Association of gestational maternal hypothyroxinemia and increase autism risk” G.Roman et all; Annals od Neurology; August 13,2013.
Anche un ipotiroidismo lieve o subclinico può causare fertilità ridotta e un aumento del rischio di aborto spontaneo. Essendo gli ormoni tiroidei indispensabili per la neuronogenesi, migrazione neuronale,  mielinizzazione, sinaptogenesi e per la neurotrasmissione, in caso di ipotiroidismo anche lieve della madre si determina una condizione di alterato sviluppo neuronale.
I neonati con ipotiroidismo possono presentare un peso e una altezza alla nascita normale. Alcuni possono accusare sonnolenza, diminuzione del tono muscolare, un pianto rauco, difficoltà di alimentazione, stipsi, una lingua allargata, ernia ombelicale, pelle secca, una temperatura corporea ridotta e ittero. La presenza del gozzo è raro. Altri sintomi: difficoltà nella coordinazione dei movimenti (atassia), ridotto tono muscolare, strabismo, diminuzione della capacità di attenzione e acquisizione ritardata delle capacità verbali.
L’ipotiroidismo è dovuto, nella grande maggioranza dei casi ad un’inadeguata funzione della stessa ghiandola (ipotiroidismo primario); raramente dipende da ridotti livelli di ormone tireostimolante (ipotiroidismo centrale). La carenza di iodio è la più comune causa di ipotiroidismo primario e gozzo endemico in tutto il mondo. Nelle aree del pianeta con sufficiente iodio nella dieta, l’ipotiroidismo è più comunemente dovuto ad una malattia autoimmune, la tiroidite di Hashimoto (tiroidite cronica autoimmune).  Una tiroidite post-partum  può verificarsi fino a nove mesi dopo la data del parto; è caratterizzata da un breve periodo di ipertiroidismo, seguito da un periodo di ipotiroidismo. Nel 20-40% di questi casi permane una insufficienza tiroidea.
Liberamente tratto da Wikipedia.

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Inquinamento ambientale ed Autismo

Inquinamento ambientale ed Autismo

La Ricerca

In Corea è stato condotto uno studio tra il 2005 ed il 2009  in bambini di età compresa tra 7 e 12 anni, che ha rilevato una incidenza pari  nel 2,64%, equivalente ad un caso su 38. Due terzi di questi bambini non erano stati precedentemente inquadrati e presentavano caratteristiche di minor gravità rispetto a quelli già iscritti nei registri. Lo studio ha messo in evidenza la necessità di uno screening sistematico e dettagliato della popolazione infantile, in relazione al continuo espandersi di questa condizione e allo scopo di offrire trattamenti adeguati e tempestivi.

Nello Utah una ricerca, condotta tra il 2002 ed il 2008 su  bambini di 8 anni, ha evidenziato una aumentata incidenza di disturbi dello sviluppo e di autismo: 1 caso su 77,  nella popolazione residente in prossimità di impianti industriali chimici.

“Prevalence of autism spectrum disorder in a total population sample” Young Shin Kim ed al;  American Journal of Psychiatry; May 9, 2011

“Maternal residential proximity to Toxic Release Inventory sites in children with ASD and other developmental disabilities” Judith Pinborough Zimmerman et al, International Society of Autism Research; May 12, 2011

Inquinamento

Una Soluzione

La diffusione dei disturbi dello sviluppo (1 caso su 6) e della sindrome autistica (1 caso su 68) secondo CDC, Marzo 2014 dimostra che il “mercato” responsabile dell’attuale inquinamento ambientale ed alimentare e della diffusione di pratiche potenzialmente iatrogene (antibiotici e  vaccinazioni di massa) si diffonde molto più rapidamente ed efficacemente della capacità di contrasto messa in campo dalle associazioni  di famiglie, dal servizio sanitario e dalla ricerca scientifica. Con la attuale incidenza nessuna famiglia in età fertile è immune dal rischio di generare un figlio con questi problemi. Il cambiamento sembra dunque affidato innanzitutto ad un progetto di ALFABETIZZAZIONE BIOLOGICA DELLA VITA QUOTIDIANA, che deve innestarsi sulla famiglia,  ponendo la Salute-Benessere al centro delle priorità, quale contenitore di ogni nostra potenzialità e di ogni possibile attesa. Vedi: Reimagination: Autismo, dove ha inizio il cambiamento; Monografia: disponibile abstract e documento integrale: f.verzella@tiscali.it.

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Metalli tossici e Terapia chelante

Metalli tossici e Terapia chelante

Un approccio funzionale alla salute

 

Da una trentina di anni la ricerca scientifica riporta costantemente segnali di progressiva tossicità ambientale, che interessano e minacciano la vita sul Pianeta, quali la diminuzione del numero e della varietà delle specie vegetali ed animali e la diffusione di malattie cronico degenerative nella società globalizzata. Nell’arco di 30 anni, l’autismo è passato da una incidenza di 1 caso su 2.500 ad 1 caso su 68, mentre i disturbi dello sviluppo e dell’apprendimento interessano 1 bambino su 6 (CDC: Marzo 2014).

Il livello di tossicità che caratterizza ogni aspetto della nostra vita quotidiana supera sistematicamente i limiti analitici delle più sofisticate tecnologie a nostra disposizione per quattro ragioni elementari:

  1. Il numero astronomico di sostanze inquinanti prodotte dall’uomo ed immesse nell’ambiente: oltre 71Milioni di nuove sostanze, organiche ed inorganiche, prodotte dall’industria a partire dal 1957 (www.CAS Registry). Attualmente, ogni giorno vengono aggiunte, in media, 12.000 nuove sostanze!
  2. La lacunosa certificazione relativa ai rischi per la salute.
  3. La incapacità di valutare il potere detossicante del singolo individuo, nei confronti di specifiche tossine.
  4. La impossibilità di valutare nel tempo la sommatoria biologica dell’azione esercitata dalle diverse sostanze tossiche nel singolo individuo.

Siamo, dunque, tutti quanti preda di una aggressione xenobiotica, incontrollata e incontrollabile, che non risparmia nessuno e non perde un attimo della nostra quotidianità, eludendo l’attenzione dei meno attenti con le arti di una informazione troppo spesso mascherata e bugiarda. L’inquinamento ambientale, la tossicità alimentare e la farmaco dipendenza che caratterizzano la attuale Società Globalizzata sono in larga parte caratterizzati dalla presenza di Metalli Tossici (MT), che possiamo distinguere in:

  1. Metalli “comunque tossici”: non partecipano ad alcuna attività biologica e l’organismo non possiede alcun meccanismo omeostatico che ne regoli l’assorbimento, il deposito e l’eliminazione. I più comuni comprendono: alluminio, antimonio, arsenico, bario, bismuto, cadmio, cesio, cobalto, cromo, gadolinio, gallio, mercurio, nickel, niobio, piombo, platino, rubidio, stagno, tallio, titanio, torio, tungsteno, uranio.
  2. Metalli funzionali, che manifestano attività tossica in relazione a concentrazioni non fisiologiche, o per via della somministrazione, o forma chimica del composto metallico assorbito. Tra questi ricordiamo, ad esempio, il ferro (anemia ferro priva; iperferritinemia e stress ossidativo), lo iodio (gozzo tiroideo, da deficiente assunzione), il calcio (osteoporosi, da alterato assorbimento), lo zinco (ridotta funzione immunitaria, da insufficiente assorbimento).

I MT penetrano in maniera insidiosa nel nostro organismo attraverso aria atmosferica, materiali di contatto, ambienti di lavoro, alimenti, bevande, amalgami dentali al mercurio, vaccini contenenti mercurio e alluminio (Thimerosal), protesi ed impianti endo ossei, farmaci, prodotti cosmetici.

Dal 2003, nei Paesi della Comunità Europea viene applicato un protocollo per il monitoraggio delle emissioni nell’aria di Cadmio, Piombo e Mercurio ed un report dettagliato della situazione è stato pubblicato nel 2007 da parte di una task force di esperti selezionati dai Governi europei, che descrive le tecnologie disponibili per controllare la emissione di questi metalli, indica i programmi, le strategie e le politiche per contenere la emissione entro i limiti concordati. Le emissioni nell’aria derivano dalle attività industriali, dal traffico degli automezzi e dalla produzione di energia. Tra il 1990 ed il 2003 le emissioni nell’aria in Europa si sono ridotte in media del 50%. Questa riduzione significativa non è però in grado di contrastare il continuo e progressivo accumulo nei terreni, dove i MT costituiscono il principale inquinante.

La ricerca tossicologica ha recentemente dimostrato l’estrema pericolosità della esposizione cronica a bassi dosaggi, perché essi si accumulano lentamente all’interno dei nostri tessuti, non partecipano ad alcuna attività funzionale biologica e la loro azione consiste nel bloccare l’attività di numerosi complessi enzimatici, con effetto cumulativo e di reciproco rinforzo nel tempo. In particolare, i metalli tossici inibiscono gli enzimi e le molecole che assicurano l’attività antiossidante, bloccando i gruppi sulfidrilici (glutatione, metallotioneine, cisteina, acido alfa-lipoico) con conseguente aumento dello stress ossidativo, alterano la omeostasi ionica (calcio, sodio, potassio), la funzione mitocondriale, interferendo in modo selettivo con il ciclo di Krebs e con il circuito della metilazione-sulfossidazione. Occorre ricordare che da quest’ultimo circuito dipende la sintesi della creatina (per i processi di ricarica dell’energia), dei neuromediatori, della melatonina, il blocco della istamina (reazioni allergiche), la modulazione del DNA (sintesi proteica), la sintesi della mielina (conduzione dell’impulso nervoso) ed infine la sintesi della cisteina e del glutatione (attività detossificante ed antiossidante). In altre parole, i MT entrano nella “cassaforte” del nostro metabolismo e lo alterano profondamente, per cui la formulazione di intervalli di sicurezza è comunque sempre puramente convenzionale! Nel cervello, fegato, rene, sistema immunitario, ossa, polmoni, i MT creano reazioni localizzate di tipo infiammatorio e reazioni generalizzate, con genesi tossica e/o immunitaria, che ci predispongono ad una lunga serie di disturbi e di malattie: stress ossidativo, insulino-resistenza, ipertensione, aritmie ventricolari, bronchiti e polmoniti, asma, calcolosi, nefropatie, anemia, diarrea, affezioni infiammatorie croniche dell’intestino, ulcera duodenale, epatite, sensibilità chimica multipla, sindrome della fatica cronica, cefalea, disturbi dell’umore e del comportamento, psicosi, autismo e disturbi dello sviluppo, dipendenze, sclerosi a placche, parestesie, paralisi, deficit motori, Alzheimer, Sclerosi Laterale Amiotrofica, Parkinson, ototossicità, rinite cronica, dermatite da contatto, cancro.

L’assorbimento dei MT a livello gastrointestinale ed a livello polmonare varia a seconda delle condizioni dell’ospite, della composizione (inorganica od organica) e dello stato di valenza (elementare o ionico) del metallo. Il sangue è il principale mezzo di trasporto dei metalli secondo cinetiche dipendenti da: diffusibilità, forma di legame, velocità di bio-trasformazione e disponibilità di ligandi intracellulari. Le principali vie di escrezione dei metalli sono quella renale e quella biliare-intestinale. In minima parte l’eliminazione può avvenire per salivazione, traspirazione, esalazione, allattamento, esfoliazione della pelle e perdita di unghie e capelli. Alcuni organi (ossa, cervello, fegato e rene) sequestrano determinati metalli in concentrazione relativamente elevate e cronicamente per anni.

L’assorbimento di origine lavorativa avviene in prevalenza attraverso la via respiratoria; la via digestiva è secondaria ed in genere legata a scarse misure igieniche o incidenti. L’assorbimento percutaneo è stato dimostrato per il cromo esavalente e per alcuni composti organo metallici, quali il piombo tetraetile ed il metilmercurio. La distribuzione dei metalli nell’organismo può avvenire in forma libera o legata a proteine plasmatiche, quali l’albumina, la transferrina, la metallotioneina, la ceruloplasmina, per raggiungere l’organo critico. È detto organo critico quello che per primo raggiunge la concentrazione critica, alla quale si osservano i primi effetti tossici, o che rappresenta un deposito preferenziale del metallo in questione; ogni metallo, infatti, si deposita in modo specifico nei diversi organi e tessuti in base ad affinità selettive. In generale i metalli non vanno incontro a processi metabolici, tranne che le forme organometalliche, quali gli alchil-derivati del piombo e gli organo-mercuriali.

INQUINANTI DEL SUOLO

Paesi della Comunità Europea

grafico1UE_MetalliTossici

Cadmio (Cd)

Nell’Artico la vita atmosferica di una particella di 1micron di Cd è di 3-7 giorni durante l’estate e di 3-7 settimane in inverno. Se il vento è di 5m/sec in tre giorni quella particella percorre 1.300 chilometri. Questa semplice riflessione ci spiega come nell’ambiente in cui viviamo tutto sia intimamente connesso. Il 90% del Cd é concentrato nei primi 15cm della superficie del suolo, la sua concentrazione aumenta se il suolo è argilloso, con l’aumentare del pH ed in rapporto alla percentuale di materia organica presente. Le foglie attraverso l’aria e le radici attraverso il contatto con il suolo costituiscono le vie di contaminazione dei raccolti. Per il Cd la contaminazione dell’aria varia tra 0,05 e 0,5 ng/metro cubo, mentre nell’acqua potabile risulta inferiore a 3mcg/litro. In Europa l‘acqua potabile contiene un valore medio di 1mcg di Cadmio per litro, per cui si ritiene che il rischio sia contenuto e comunque assai inferiore rispetto a quello rappresentato dalla quota presente negli alimenti.

Le patologie prodotte dal Cd comprendono: insufficienza renale, osteoporosi, osteomalacia e cancro al polmone. Particolarmente a rischio sono le persone che vivono nella vicinanza delle industrie, le donne che presentano bassi depositi di Ferro, gli anziani, i fumatori e chi consuma alimenti contaminati (grano, riso, patate, verdure a foglia larga). Ogni sigaretta contiene 1-2 microgrammi di Cadmio; per chi fuma 20 sigarette al giorno si calcola che l’assorbimento di Cadmio sia di 2-3mcg. Nel sangue si registrano in media valori inferiori a 0,5mcg/litro e nei fumatori 1,5mcg /litro; nelle urine vengono tollerati valori <2mcg/g di creatinina. Per chi non fuma il 90% del Cadmio assorbito deriva dagli alimenti e viene calcolato come valore medio in 7microgrammo/kg/settimana. Valori superiori aumentano sensibilmente il rischio di danno renale. Negli animali il Cadmio si concentra soprattutto nel fegato e nel rene. La concentrazione media nel latte è di 1 mcg/litro, mentre nella carne, pesce e frutta: 1-5mcg/kg. Nei tessuti il Cd si concentra nel rene e nel fegato ed è legato alle metallotioneine.Viene eliminato lentamente con le feci e le urine e l’emivita del carico è stata calcolata in 16 anni. Osteoporosi ed osteomalacia sono secondari al danno renale, probabilmente per mancata attivazione della vitamina D e per azione diretta sul metabolismo del Calcio e del Fosforo. Il rischio di cancro polmonare risulta non definitivamente documentato.

Il Piombo (Pb)

Il Pb è neurotossico e la sua azione risulta particolarmente dannosa per il feto ed i primi anni dello sviluppo. Il Pb atmosferico è alimentato da fonti naturali come le eruzioni dei vulcani e gli incendi delle foreste e da fonti antopogeniche, quali: il traffico stradale, le industrie delle costruzioni , dell’acciaio e del ferro, la produzione di elettricità e del calore e le industrie chimiche. Le particelle sospese nell’atmosfera sono in forma di cloruri, ossidi e solfati. Anche per il Pb tra il 1990 ed il 2003 le emissioni sono calate di 8-10 volte in Europa, mentre i livelli di soli 2-3 volte. Il trasporto aereo su lunghe distanze, ben oltre i confini politici dei vari paesi, unifica i valori medi di inquinamento dell’aria, che in Europa risultano di 2-15ng/metro cubo (2003). Nel suolo il Pb si deposita nei primi 2-5 centimetri, ad una concentrazione di 10-70mg/kg di terreno, con un valore medio di 22,6. Nei terreni attorno alle fabbriche raggiunge valori di 60.000mg/kg e attorno alle case con tinture contenenti Pb si registrano valori fino a 10.000mg/kg. Il Pb arriva all’uomo attraverso una mappa articolata di passaggi che comprendono:

  1. sorgenti: erosioni della crosta terrestre, , traffico stradale, industrie, pitture al Pb, lattine;
  2. stazioni intermedie: aria, piante, animali, tabacco, acqua;
  3. fonti di esposizione: suolo, aria, polvere, alimenti, acqua potabile.

Le particelle aeree superiori a 5micron vengono espulse dall’apparato ciliare dei bronchi e vengono deglutite; le particelle comprese tra 0,01 e 5 micron raggiungono gli alveoli, attraverso cui vengono assorbite. La principale fonte per l’adulto sono gli alimenti e l’acqua potabile; per i bambini, anche la polvere ed il terreno, in relazione alla abitudine di portare le mani e gli oggetti in bocca. Dal 2013 il limite europeo per il suolo è di 10mg/kg. Il terreno cede il Pb con difficoltà alle piante e la contaminazione viene principalmente dall’aria: verdure a foglia larga, frutta, cereali. Nei latticini la concentrazione risulta: 3-83mg/kg; nella carne, pesce e pollame: 2-159mg/kg; nel latte ad uso infantile il limite di legge è di 0,02mg/litro. La maggiore concentrazione si ha nei prodotti da forno, zuppe, frutta, cereali e nell’acqua. Una madre con tassi elevati di Pb lo cede al feto durante la gravidanza e l’allattamento; il test dei metalli tossici è una attenzione preziosa in fase di preconcepimento. Il Pb nel vino deriva dai trattamenti fungicidi all’uva e dai contenitori; il vasellame e le ceramiche lo rilasciano a contatto con frutta e bevande. Nelle cellule del sangue il Pb è legato alla porfobilinogeno sintetasi (ALAD). L’aumento di 1mg/metro cubo nell’aria produce un aumento di 16mcg/litro nel sangue dell’adulto e di 19 nel bambino. Nelle cellule del sangue e dei tessuti molli rimane temporaneamente per qualche settimana e poi si distribuisce nell’osso corticale per il 69% e per il 23% nell’osso trabecolare. Nei bambini gli aumenti e le diminuzioni della concentrazione sono sincroni con quelle dell’ambiente, mentre nell’adulto la capacità di eliminare il Pb si riduce rapidamente con l’età. La radiografia a fluorescenza consente di valutare i depositi ossei, che rappresentano oltre il 90% del carico tossico e attualmente risulta tre volte superiore a quella dell’uomo preistorico. La punta massima si è avuta negli anni 70: allora 80% dei bambini aveva una concentrazione ematica superiore a 100 mcg /litro che oggi è scesa a 1,6% ! In Italia nell’adulto si è avuta una diminuzione del 58% tra il 1985 ed il 1993. Massimi livelli attuali vengono registrati in Egitto, Marocco, Pakistan, Nigeria, Indonesia, Tailandia, Sudamerica. Le vie di assunzione comprendono: placenta, latte materno, aria, alimenti. Le patologie causate dal Pb comprendono: ritardo mentale e dello sviluppo, inibizione di ALAD, riduzione dello sviluppo fisico, ritardo della conduzione nervosa, calo dell’udito, ittero, anemia, ipertensione, proteinuria, insufficienza renale, riduzione della conta spermatica, ridotti valori di vitamina D, valori elevati delle proto porfirine, neuropatia periferica, coliche intestinali. Nel feto e nel neonato il deposito nel tessuto cerebrale è facilitato dalla immaturità della barriera emaotoencefalica. L’assorbimento dell’adulto è dell’1% mentre nel bambino è del 30%. In USA il limite è di 1,5mcg/ metro cubo di aria, mentre in Europa è di 0,5.

Il Mercurio (Hg)

Il Mercurio viene disperso attraverso la litosfera, per evaporazione degli oceani e l’attività geotermica. Le fonti antropogeniche alimentano la dispersione dei due terzi del totale e comprendono la combustione del carbone e di fossili, la produzione di elettricità e del calore, la produzione di metalli, del cemento, il trattamento dei rifiuti (inceneritori), la cremazione, la produzione dell’oro. Tra il 1990 ed il 2003 la riduzione delle emissioni è compresa tra il 17 ed il 92% a seconda dei diversi paesi europei; in Spagna, Cipro e Lituania è aumentato di 2-26 volte. La vita del mercurio elementare nell’aria varia da alcune settimane ad alcuni mesi; mentre quella del mercurio ossidato da qualche giorno a qualche settimana; la concentrazione atmosferica è abbastanza bassa: 1,3-2ng/metro cubo. Nelle precipitazioni il mercurio varia tra 6 e 40 ng/litro; solo un terzo del mercurio depositato in Europa deriva dalla emissioni locali, mentre i due terzi derivano da aree non europee. Il mercurio elementare è stabile per cui si distribuisce su ampie regioni prima di venire ossidato nell’atmosfera e successivamente depositato sui terreni e nelle acque. Il Mercurio elementare atmosferico attualmente è superiore a quello preindustriale di 2-3 volte. Il Metil-Mercurio si forma nelle acque per metilazione batterica del mercurio inorganico ed entra nella catena alimentare. Nel suolo il livello di Hg varia tra 20 e 625 mcg /kg e si combina rapidamente in forma organica; nelle acque la concentrazione è bassa: 0,5-15ng/litro. La concentrazione atmosferica è la fonte principale di inquinamento. Metil Mercurio e dimetil Mercurio sono le due forme più tossiche per l’uomo; sono presenti soprattutto nel pesce, nelle creme e nei saponi. Dagli amalgami dentali viene inalato per valori pari a 3-17ng/die. Nell’acqua potabile si registrano 25ng/litro e nel suolo 20-625 mcg /chilo. I bovini nel rumine demetilano il metilmercurio, per cui la loro carne ha una bassa concentrazione di metil mercurio. Nelle acciughe si registrano fino a 0,085mg/kg, mentre nel pesce spada e nel tonno 1,2-6,5. I limiti ammessi comprendono: 1mg/kg in USA e 0,5mg in Europa.
La ritenzione di Mercurio in una popolazione non professionalmente esposta comprende: Mercurio elementare da Amalgami: 1.000-22.000 ng/die; Mercurio inorganico: 330ng/die ed infine MetilMercurio da Pesce: 2.300ng/die.

Il Hg elementare non si assorbe attraverso la pelle e l’intestino, ma attraverso i polmoni, come 80% di quello inalato e si distribuisce soprattutto nel rene e nel cervello, attraverso la barriera ematoencefalica e la placenta. Il mercurio inorganico non attraversa la barriera ematoencefalica e la placenta e si deposita nel rene. La percentuale di Hg nel sangue fetale è diminuito di 10 volte tra 1983 e 1996. In Europa, tra il 1978 ed il 1996, un tasso di 100 microgrammi/litro nel sangue, è passato dal 2,54% allo 0,3% della popolazione. Il Hg inorganico ed elementare vengono eliminati con le urine, le feci e la evaporazione. Il metil mercurio viene asorbito per il 95%, diffonde negli eritrociti e nel plasma e da questi al rene, muscoli ed al cervello, dove si trasforma in mercurio inorganico; viene eliminato come inorganico soprattutto nelle feci. Nel sangue si registrano valori medi di 1-8mcg /litro; per chi consuma molto pesce può raggiungere 200mcg /litro; nei capelli i livelli sono comunemente inferiori a 0,25mcg/g e in chi consuma molto pesce possono salire fino 389.
Gli effetti sulla salute del Mercurio elementare ed inorganico comprendono, in caso di avvelenamento acuto a concentrazioni di 1mg/metro cubo di aria: polmonite, edema polmonare, sofferenza cerebrale, dei nervi, renale e della tiroide con tremore, debolezza muscolare, depressione, alterazioni della personalità, della memoria, rash cutanei, arrossamento mani e piedi, gusto metallico, eccessiva salivazione, orticaria, proteinuria, necrosi tubulare, atassia, ipertensione. Il mtilmercurio, dopo una incubazione di qualche settimana produce: parestesie, atassia, alterazioni del campo visivo, udito, equilibrio, parola, confusone mentale, fatica cronica, alterazioni del tatto e dell’odorato, turbe cardio vascolari. Nei bambini gli effetti comprendono: microcefalia, paralisi cerebrale, ritardo mentale, cecità, sordità, alterazioni dello sviluppo cerebrale; anche bassi livelli nella madre hanno una amplificazione nel feto e nel neonato.

Metalli Tossici e Sanità

I metalli tossici vengono somministrati attivamente anche all’interno di alcune pratiche mediche:

1)Vaccini

  • Contenenti Mercurio e Alluminio, come nel vaccino MMR (morbillo-parotite-rosolia- thimerosal) e nel vaccino antinfluenzale. Vaccini

2)AMALGAMI AL MERCURIO

Composizione:

  • MERCURIO 50%
  • LEGA: 50% : Argento 69,5% + Stagno: 17,7% + Rame: 11,8% + Zinco: 1%

Amalgami al mercurio

Amalgami al Mercurio sono presenti in una larga percentuale della popolazione adulta e costituiscono una sicura concausa di una serie numerosa di disturbi e patologie croniche. A fronte di una incomprensibile indifferenza da parte della autorità sanitaria e della comunità medica, la rimozione sistematica degli amalgami con tecnica protetta e la successiva detossificazione rappresentano oggi indicazioni preventive assolute, che vengono applicate da una stretta minoranza degli odontoiatri nel nostro Paese. Una madre portatrice di amalgami scarica sul proprio feto un terzo del Mercurio che quotidianamente solleva. Nel caso documentato la madre durante la gravidanza aveva 10 amalgami e, il figlio, all’età di 4 anni, presentava un livello di Mercurio:832,8 (<2,19mcgHg/g Creatinina), e autismo di grado severo.
Esito analisi 1

 

3)Il Gadolinio (Gd)

Il Gadolinio è il mezzo di contrasto sistematicamente utilizzato in campo internazionale durante la Risonanza Magnetica. Non si comprende perché, dopo aver somministrato questo metallo tossico il servizio di radiologia non si preoccupi di assicurare un adeguato trattamento chelante. Il caso riportato riguarda una bambina di anni 10 affetta da ritardo mentale; a distanza di alcuni mesi il livello del Gadolinio risulta 28,903(<0,019mcg/g Creatinina).
Esito analisi 2

Occorre ricordare che nelle affezioni neurodegenerative, in particolare nella sclerosi multipla, e nelle patologie neoplastiche il paziente viene ripetutamente sottoposto ad una risonanza magnetica con il contrasto una volta all’anno.
Contrariamente a quanto dichiarato dalle ditte produttrici, non tutto il Gadolinio viene eliminato nelle 24 ore successive alla somministrazione, perché una quota rimane all’interno dei tessuti per anni, come dimostrano le due tabelle, che si riferiscono a 17 casi.

Permanenza del Gadolinio dopo Risonanza Magnetica con contrasto:

    • Test da carico con DMPS: mcg/g creatinina (<0,019)
1 mese: 18,045
5 mesi: 0,901
5 mesi: 1,257
7 mesi: 0,236
8 mesi: 7,6952
2 anni: 0,092
2,5 anni: 1,079
6 anni: 0,038
10 anni: 0,279
    • Test da carico con EDTA*
5mesi : 12 mcg/100ml (< 0,02)
8mesi : 14,5
8mesi : 25
>1 anno: 20
>1 anno: 5,2
>18mesi: 18
>3 anni: 2,0
>3 anni: 5,3

*Per gentile concessione del dottor Alessandro Salvatore Mammana

La intossicazione cronica da metalli oggi interessa una larga percentuale della popolazione, in relazione alla loro ubiquità e colpisce tutte le fasce di età, fin dalla primissima infanzia.
Gli ambienti di lavoro in cui possono verificarsi le intossicazioni da metalli sono numerosissimi e comprendono: odontotecnica, odontoiatria, oreficeria-gioielleria, ceramica, vetreria, carrozzerie (auto, treni, aerei), reattori nucleari, rottamazione, edilizia, concerie, industria dei cappelli, industria del legno, vernici, tipografia, fotografia, litografie, radiologia, prodotti farmaceutici, erbicidi, batterie, accumulatori nastri magnetici, estrazione e trattamento dei minerali, leghe metalliche, industria elettrica, elettronica, impianti di soda caustica, plastica, munizioni, industria petrolifera.
Le manifestazioni comprendono quadri clinici complessi, multifattoriali e multisistemici, che la medicina specialistica, primariamente dedicata alla patologia e terapia d’organo, il più delle volte non sospetta, quanto meno nelle fasi iniziali e, a quadro conclamato, si limita necessariamente alla soppressione dei sintomi, non riconoscendone le cause. Per queste ragioni l’accertamento della eventuale intossicazione cronica da metalli deve rappresentare una delle prime attenzioni preventive, in fase di pre-concepimento, di attività lavorativa a rischio (prevenzione primaria); sistematicamente, quando la diagnosi è incerta e, sempre, in caso di una malattia cronica degenerativa (prevenzione secondaria e terziaria).
Il livello dei metalli nel sangue e nelle urine riflette la esposizione recente e praticamente risulta elevata solo in caso di esposizioni acute, per un periodo di poche settimane, mentre è del tutto insignificante per la valutazione della intossicazione cronica.

Il contenuto dei metalli nei capelli è in rapporto alla quantità del metallo presente nel sangue al momento in cui il capello veniva formandosi e non riflette l’accumulo a lungo termine che si è verificato a livello degli organi; inoltre solo determinate forme del metallo si accumulano nel capello, come, ad esempio, avviene per il mercurio organico (pesce contaminato), ma non per quello inorganico (vapori dall’amalgama). L’analisi delle porfirine urinarie offre una valutazione indiretta. Il metodo più obiettivo e scientificamente valido per la determinazione della tossicità è rappresentato dal test di chelazione, che consiste nel confronto tra i valori di metallo tossico presente nelle urine prima e dopo la somministrazione di un agente chelante. La chelazione è un meccanismo chimico utilizzato nel mondo vegetale e animale attraverso il quale una molecola biologica incorpora all’interno della propria struttura un minerale, usualmente uno ione metallico. Una volta chelato, il minerale perde le sue proprietà fisiologiche o tossiche, in quanto viene sequestrato all’interno della struttura dell’agente chelante e con esso viene eliminato.

La Detossificazione da metalli

La detossificazione da metalli oggi si avvale di farmaci e di nutrienti.

(1) Farmaci

Acido etilendiaminotetracetico (EDTA).

L’EDTA è un agente chelante, caratterizzato da elevata affinità per i cationi divalenti e trivalenti: cromo, ione ferrico, mercurio, rame, piombo, zinco, alluminio, ione ferroso, manganese, calcio e magnesio. La via di somministrazione elettiva è endovenosa per fleboclisi: 25-30 mg/kg/infusione, che può essere ripetuta settimanalmente, oppure ogni 15-30 giorni. La fleboclisi contiene soluzione fisiologica, calcio gluconato, magnesio solfato e vitamina C. La flebo va effettuata dopo un pasto sostanzioso per evitare ipoglicemia e durante l’infusione il paziente viene monitorato per la pressione arteriosa e la glicemia. L’eliminazione di EDTA avviene prevalentemente per via renale ed il 50% della dose somministrata viene eliminata dopo un’ora. La somministrazione di EDTA può avvenire anche per via trans-rettale, in alternanza con altri agenti chelanti (DMSA, DMPS). La somministrazione di EDTA per via orale non trova indicazioni nella pratica clinica, giacché la maggior parte del chelante resta nel lume intestinale, senza entrare in circolo. L’EDTA è incluso nella lista di sostanze con minimi effetti collaterali, GRAS (Generally Recognized As Safe) formulata dall’FDA ed è largamente usato come additivo alimentare.

Acido meso-2,3 dimercaptosuccinico (DMSA).

Il DMSA è una molecola idrosolubile ad azione chelante, caratterizzata da una forte azione antiossidante. L’azione chelante del DMSA va attribuita ai suoi due gruppi sulfidrilici (-SH). Nel 1991, grazie alla sua bassa tossicità, il DMSA è stato approvato dalla FDA per il trattamento pediatrico delle intossicazioni da piombo a partire dal compimento del primo anno di vita. Il DMSA ha dimostrato un’ottima affinità per mercurio e piombo; chela anche cadmio, arsenico, stagno, nichel e antimonio, mentre l’affinità per l’alluminio è ridotta. La somministrazione può avvenire per via orale, trans-dermica e rettale. Quando l’assunzione avviene per via orale l’assorbimento è di circa il 20% e nel sangue i valori più elevati vengono raggiunti dopo 2-4 ore. La somministrazione per via orale prevede dosi non superiori a 10 mg/kg/dose e non più di 30 mg/die, con dose massima di 500 mg/dose e 1.500 mg/die. Viene raccomandata una somministrazione ogni otto ore, allo scopo di ottimizzare la distribuzione del farmaco nell’arco della giornata. Generalmente si eseguono cicli di 14 giorni, con tre giorni consecutivi di somministrazione (giorni ON) ed 11 di pausa (giorni OFF). Il rispetto del protocollo è associato ad una bassa incidenza di effetti collaterali, peraltro lievi. Occasionalmente possono insorgere rash cutanei, alterazione della funzione intestinale, con gonfiore addominale, irregolarità dell’alvo. La via trans-dermica e per supposte sono caratterizzate da una minore incidenza di disturbi intestinali. La via endovenosa non viene consigliata e non è approvata dall’FDA. Il DMSA aumenta la escrezione di: piombo, stagno, mercurio, tallio, antimonio e uranio, mentre ha un effetto ridotto su arsenico e cadmio. Il DMSA aumenta anche la escrezione di potassio e cromo.

Acido 2,3-dimercaptopropano-1-sofonico (DMPS)

Il DMPS è una molecola idrosolubile, caratterizzata dalla presenza di due gruppi sulfidrilici (-SH) vicini, che sono in grado di formare complessi stabili (chelati) con una grande varietà di metalli tossici. Ideato in Cina e successivamente introdotto in Unione Sovietica, giunge in Europa dopo il 1978, dove in Germania viene approvato per il trattamento dell’avvelenamento da mercurio e piombo. In USA non è ancora stato approvato dall’FDA come farmaco, mentre è permesso come ingrediente. La somministrazione può avvenire per via orale, trans-dermica, endovenosa, intramuscolare, trans-rettale. Nella somministrazione orale si registra una minore incidenza di effetti collaterali gastrointestinali rispetto al DMSA. Per somministrazione orale i dosaggi consigliati sono di 8-10 mg/kg/die in cicli di due settimane: 11 giorni OFF e tre giorni ON. La somministrazione endovenosa-intramuscolare prevede dosaggi di 5-10 mg/kg/dose, da effettuarsi ad intervalli di 7 giorni. È efficace soprattutto per il mercurio; l’affinità per l’alluminio è media, mentre è più ridotta per piombo, cadmio, argento, stagno. Le testimonianze cliniche dimostrano che il DMPS è superiore rispetto al DMSA nel chelare mercurio ed arsenico. L’escrezione del DMPS avviene principalmente per via urinaria. La somministrazione per via trans-dermica è seguita da una progressiva e costante estrazione dei metalli tossici, con una incidenza assai bassa di effetti collaterali. Attualmente viene utilizzato anche in supposte con cadenza settimanale o bisettimanale.

Tiamina tetraidrofurfuril disulfide (TTFD)

Il TTFD, un derivato della vitamina B1, migliora il metabolismo energetico, in particolare nelle cellula del sistema nervoso, ed esercita un’azione chelante con i suoi due gruppi sulfidrilici, con particolare riguardo ad arsenico, cadmio, nichel, piombo, mercurio. I migliori risultati si ottengono per via trans-dermica, soprattutto quando lo si associa al GSH transdermico. La somministrazione orale può occasionalmente provocare costipazione e feci chiare.

(2) Nutrienti

Glutatione (GSH): gamma-glutamil-cisteinil-glicina.

Il GSH svolge un ruolo centrale nel controllo dello stress ossidativo della cellula, nella detossificazione epatica, nella risposta immunitaria, nei processi infiammatori, nella regolazione del metabolismo della insulina e del glucosio e nel trasporto endocellulare di alcuni nutrienti (vitamina B12). Il GSH lega, inattivandoli, in ordine decrescente: mercurio, ferro, cadmio, nichel, rame, piombo, cobalto, zinco e selenio. Livelli particolarmente depressi di glutatione endocellulare sono comuni in chi presenta problemi intestinali cronici, depressione immunitaria, displasia del collageno, lassità delle giunture, unghie fragili. Fattori che riducono le riserve di glutatione comprendono: infezioni virali, tossicità ambientale, malassorbimento, alcol, fumo, radiazioni, ionizzanti, valori elevati di ferritina. Il ripristino dei livelli ottimali di GSH è affidato alla somministrazione per via orale, trans-dermica e soprattutto endovenosa. Una via indiretta, ma efficace, per aumentare i livelli di GSH endocellulare è il potenziamento del circuito della metilazione-sulfossidazione, mediante: acido folinico, vitamina B12, DMG, magnesio, riboflavina e vitamina B6.

N-acetilcisteina (NAC)

NAC è caratterizzata da elevate proprietà antiossidanti, conferendo alla cellula protezione nei confronti di alcuni radicali liberi (radicale idrossilico, idrogeno perossido e ione superossido). La somministrazione di NAC può aumentare i livelli endocellulari di glutatione. NAC può esacerbare uno stato di disbiosi fungina, inoltre lega i metalli tossici, mobilizzandoli, senza però favorirne l’escrezione. Per questo NAC e cisteina possono essere usati solo in contemporanea con agenti chelanti.

Acido R-lipoico (R-LA)

R-LA presenta due gruppi sulfidrilici, é idrosolubile, interviene nel ciclo di Krebs e nel catabolismo degli amino acidi ramificati. E’ un potente antiossidante ed esercita una forte azione chelante soprattutto nei confronti di mercurio e arsenico. Viene sintetizzato dall’organismo in quantità adeguate. Somministrato per via orale tende a favorire la disbiosi fungina, come NAC. R-LA filtra attraverso la barriera ematoencefalica, per cui viene utilizzato preferibilmente nella parte conclusiva di un trattamento chelante, dopo aver registrato l’efficacia degli altri chelanti.

Il Trattamento chelante

Il trattamento di detossificazione va personalizzato in rapporto alle esigenze individuali, attraverso una visita medica, l’analisi del Questionario Bio-Comportamentale e dei risultati delle analisi di laboratorio, che comprendono il test da carico con iniezione endovenosa di DMPS o di EDTA o somministrazione orale di DMSA e raccolta delle urine. Prima di iniziare il trattamento chelante è fondamentale osservare alcune attenzioni:

  • ridurre la esposizione ai metalli tossici: rimozione delle amalgame dentali contenenti mercurio e argento, esclusione dei pesci di grandi dimensioni, dei crostacei e dei molluschi, assunzione di acqua purificata, consumo di alimenti biologici, esclusione dei vaccini, in particolare quelli contenenti thimerosal e alluminio.
  • formulare un programma alimentare personalizzato e integrato con nutrienti ed antiossidanti.
  • ottimizzare la funzione intestinale, eliminando disbiosi da candida, batteri patogeni, parassiti, reintroducendo pre- e pro-biotici, rinforzando l’attività digestiva con enzimi vegetali, nutrendo la mucosa intestinale con vitamina A, glutammina, antiossidanti: vitamina C, vitamina E e glutatione.
  • controllo dei parametri laboratoristici per accertare lo stato di salute, con particolare riguardo alla funzione epatica, renale ed ai minerali.

Il trattamento di detossificazione, che si protrae in genere per diversi mesi, viene monitorato con regolari controlli mensili e ogni 6 mesi prevede un secondo test dei metalli con prova da carico. I Protocolli di Terapia Chelante sono stati messi a punto attraverso una esperienza intensa di oltre trenta anni in campo internazionale e possono essere applicati in una vasta percentuale della popolazione, a partire dai primissimi anni di vita.

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PARASSITOSI da ELMINTI

Prevenzione quotidiana

I parassiti possono essere ospitati da tutti gli organismi viventi, vegetali e animali. Molti parassiti convivono con l’ospite senza danneggiarlo, mentre altri sono causa di malattia, direttamente o attraverso la produzione di tossine. I parassiti comprendono organismi unicellulari (protozoi) e pluricellulari (elminti). Numerosi fattori influiscono sullo sviluppo di una parassitosi nell’uomo, in relazione alla sua storia, alle sue difese immunitarie, alla esposizione ad agenti infettanti, ad esempio attraverso i viaggi o la permanenza in zone geografiche esposte. L’anamnesi deve indagare l’eventuale esposizione a malattie trasmesse dall’acqua o da cibi contaminati, quali carne o pesce crudo, verdure coltivate in terreni inquinati, l’immersione in acque dolci, i contatti sessuali, l’esposizione a punture di artropodi. Alcune infezioni da protozoi, quali criptosporidiosi, toxoplasmosi, amebiasi si verificano molto più facilmente e in maniera più virulenta nei soggetti che hanno contratto il virus dell’immunodeficieza umana; altre assumono forme rapidamente progressive e fulminanti come la malaria nei soggetti splenectomizzati; altre ancora, come la giardiasi, si sviluppano più facilmente in soggetti affetti da fibrosi cistica. Un numero elevato di parassiti concorre ad infestare il 90% della popolazione globale ed é responsabile della morte, ogni anno, di 15Milioni di bambini. Secondo la British Academy of Medicine 90% delle patologie note riconoscono nella parassitosi intestinale una concausa oppure una causa scatenante
Le malattie causate da Elminti comprendono diversi quadri sindromici: Tricocefalosi, Oncocercosi Ascaridiasi, Babesiosi, Anchilostomiasi, Echinococcosi, Filariasi, Miasi, Ossiuriasi, Schistosomiasi, Strongiloidiasi, Trichinosi, Trichiuriasi, Tungiasi, Teniasi.
Le vie di ingresso sono costituite dalla bocca e dalla cute per le uova, mentre le larve vengono assunte con gli alimenti contaminati: carne di porco, carne bovina ed i pesci .
L’habitat è rappresentato da: intestino, sangue, polmoni, muscoli, vasi linfatici, cervello. Le elmintiasi sono caratterizzate da: complessità del ciclo vitale, possibilità di migrare all’interno dell’ospite, proprietà di indurre eosinofilia, incapacità di riprodursi direttamente nell’uomo, che costituisce l’ospite definitivo, capacità di eludere le difese immunitarie.
La loro capacità parassitaria è dovuta in particolare alla secrezione di enzimi e tossine ed alla presenza di strutture di adesione di aggancio e di penetrazione della mucosa intestinale: ventose, uncini, lamine taglienti, spine, labbra. e involucri. La capacità patogena dipende dal numero, la dimensione, la localizzazione, la sottrazione di nutrienti, la reazione infiammatoria e immunitaria. L’elmintiasi costituiscono una delle principali cause di sofferenza e di morte e sono particolarmente concentrate nelle popolazioni povere, in rapporto alle cattive condizioni di igiene e di nutrizione.

I sintomi

I sintomi che si associano alla patologia sono:
-nel bambino: ritardo e insufficiente sviluppo, iperattività, stereotipie, attacchi epilettici, autolesionismo, autismo, PANDAS.
-nell’adulto: capogiri, ipoglicemia, astenia, facile esauribilità, estremità fredde, freddo interiore, bruxismo , sonno disturbato, sindrome delle gambe senza riposo, addome gonfio, dolori addominali, bruciore all’ano, irregolarità della funzione intestinale, sangue nelle feci , emorroidi , alitosi, forte odore del corpo, aumento della salivazione, fame compulsiva: dolci, formaggi, alcol e aceto, perdita di peso , aumento del peso con la luna piena, disturbi dell’umore, confusione mentale, ansia, riflessi particolarmente lenti , dimenticanze, sensorialità estrema, alterazione della scrittura, incontinenza, peggioramento della motilità fine, comparsa di tics, facile distraibilità, perdita di memoria, attacchi di panico, disturbo del coordinamento motorio, febbre ricorrente, tosse persistente, manifestazioni broncopolmonari, fibromialgia, CFS, impotenza, aumento di volume della prostata , sindrome premestruale, sfoghi cutanei di ogni tipo: acne, orticaria, prurito, eczema, ulcere, bolle, dermatite, psoriasi, piaghe, formazione di granulomi contenenti larve e uova (colon,retto, polmone, fegato, peritoneo, utero).

La Diagnosi

La diagnosi viene fatta con la semplice ispezione delle feci in cui si riscontrano: parassiti, frammenti di parassita, uova, larve. La diagnosi molecolare è dedicata alla identificazione degli acidi nucleici delle cellule del parassita.Le Analisi di Laboratorio mostrano alcuni valori elevati: (VES, Proteina C, alfa2 globuline, IgE, Eosinofili, CD8, Ammoniaca, Ossalati nelle urine) ed altri depressi: (anemia ipocromica, Ferritina + Vit.B12 + Albumina).
I parassiti si insediano nel nostro corpo in maniera insidiosa e provocano quadri clinici .multi sistemici, spesso di difficile interpretazione, che tendono a cronicizzarsi, in rapporto alle difficoltà diagnostiche ed alla inefficacia degli esami di laboratorio. L’intestino è la sede prevalente, ma possono infestare molti altri organi: polmoni, fegato, muscoli, stomaco, cervello, articolazioni, occhi, sangue. Nell’intestino i parassiti sottraggono i nutrienti che assumiamo con il cibo, perforano la parete intestinale e si diffondono in altri organi e nel sangue. In una persona adulta 2-12 kg di sedimento tossico incrostano la parete mucosa del colon, come risultato di una alimentazione non corretta e di stati infiammatori non interpretati e trascurati per anni. L’infestazione da parassiti ha inizio con la ingestione di uova e di larve; richiede un trattamento prolungato e sistematico e l’acquisizione di norme igieniche precise, scrupolose e comunemente trascurate. Le mani, la bocca e la placenta sono le sedi principali di contaminazione. Il trattamento della carne e del pesce richiede una refrigerazione a (-)35°C x 15 ore oppure la cottura con una temperatura > (+)56°C. Massima attenzione va dedicata al nostro rapporto con gli animali domestici, che vanno sverminati almeno due volte l’anno. Un trattamento di idrocolonterapia ripetuto ciclicamente è certamente una pratica utile, in particolare quando sono presenti sintomi generali o intestinali. La decomposizione dei parassiti può manifestarsi con la comparsa di febbre e stanchezza in rapporto alla diffusione di sostanze tossiche. Il Clistere con CD (diossido di Cloro) e la somministrazione di EDTA per os sono particolarmente utili  per rompere il biofilm, che i parassiti creano e con cui si proteggono. La parassitosi intestinale si accende ciclicamente con la luna piena, quando i parassiti si riproducono e si traduce in un riacutizzarsi dei sintomi: bruxismo, iperattività, stereotipie, disturbi del sonno, gonfiore addominale, attacchi epilettici, autolesionismo. Quando la patologia è cronica occorre procedere progressivamente, perché la infestazione è intensa ed è bene evitare reazioni di die-off. Quando compare una parassitosi in famiglia o in comunità è bene estendere il trattamento a tutti i membri. Non fornendo alcuna difesa immunitaria, le parassitosi possono reinfestare.

Commento

L’inquinamento ambientale, la tossicità alimentare, la farmacodipendenza, il disagio e la precarietà vissuta da larghe fasce della popolazione, la intensificazioni epocale dei flussi migratori dai paesi poveri concorrono ad alimentare stress e cattiva salute . La attuale diffusione delle parassitosi, in particolare da elminti, costituisce una risposta “naturale” a questa nostra quotidianità. In questi ultimi 10 anni, in modo particolare ho potuto constatare la diffusione delle parassitosi da elminti, che il più delle volte non vengono sospettate, per cui il paziente passa da uno specialista ad un altro, in rapporto ad un ampio e mutevole registro di sintomi, spesso di difficile interpretazione. Una anamnesi attenta e la consapevolezza della frequenza di questa parassitosi  ci aiuta, medici e pazienti, a sospettarla ed a verificarne la eventuale presenza. Ho selezionato una serie di reperti che si riferiscono a bambini con disturbo dello sviluppo ed adulti con quadri clinici diversi.