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ALPHABET: Alfabetizzazione biologica, vita quotidiana e cambiamento

ALPHABET: Alfabetizzazione biologica

Alfabetizzazione Biologica

PREMESSA

Se noi immaginiamo di ascoltare i suoni della Vita sul Pianeta, ordinati in successioni temporali secondo la loro comparsa iniziata 3,4 miliardi di anni fa, potremmo udire la nostra voce negli ultimi 1,7 secondi, in una giornata di 24 ore.   Il controllo della forza di gravità, la scoperta  della matrice biologica comune a tutte le specie viventi (batteri, piante ed animali), l’invenzione dei farmaci,  la scoperta della natura biologica della mente, la conversione dello spazio in tempo, la verifica  della nostra simbiosi con il microbiota, l’esplosione demografica e la globalizzazione sono i principali fattori di cambiamento iniziato …100 anni fa. Troppo intenso e troppo rapido, eppure inevitabile e carico di nuove certezze, che la Ricerca Scientifica ogni giorno ci propone, attraverso un progetto di alfabetizzazione biologica della vita quotidiana. Alphabet, un Questionario Bio-Comportamentale Multidisciplinare costituisce l’Abbecedario di questa nuova alfabetizzazione e viene  distribuito da una Piattaforma digitale, Familia,  attraverso i servizi della rete, come la prima delle energie rinnovabili. Il Questionario alimenta:  a) aggiornamenti e verifiche in collaborazione con i Centri di Ricerca; b) orientamento alla salute e assistenza al servizio della Popolazione; c) banca dati, ricerca e impresa, dedicati alla Salute-Benessere ed alla Sostenibilità

INTRODUZIONE

Persone illuminate, enormi ricchezze, tecnologie in tutti i campi, che sembravano impensabili solo qualche anno fa, non hanno impedito il continuo declino della Società a partire dagli anni ’70. Alcuni aspetti del degrado ambientale, l’accelerata scomparsa di specie vegetali ed animali, il diffondersi dei conflitti armati ed i genocidi caratterizzano segnali certi di irreversibilità. Una “influenza” inquietante si è progressivamente affermata anche all’interno delle nostre famiglie: 1 bambino su 6 presenta un disturbo dello sviluppo e dell’apprendimento ed 1 su 50 viene diagnosticato come autistico (CDC:Marzo 2014). Se tutto questo è vero, di quale futuro possiamo ragionare? E’ possibile, ancora una volta, sperare in un miracoloso e salvifico cambio di rotta da parte del Sistema, lo stesso, che ha inventato e promosso l’attuale quotidianità?

Aldo Sacchetti, in un libro profetico, nel 1985 scriveva:

“L’uomo tecnologico si è comportato come se la terra fosse un sistema aperto capace di smaltire nell’universo l’entropia della materia, e la propria persona fosse impermeabile ai rifiuti che industria e macchine di ogni genere disperdono nell’ambiente. Dopo 3 miliardi e mezzo di anni l’evoluzione biologica si inverte in una tendenza involutiva caratterizzata dalla diminuzione nella varietà delle specie e da una generalizzata decadenza della loro qualificazione istochimica, del loro ordine interiore, della loro informazione.” (L’uomo antibiologico; Feltrinelli 1985).

Papa Francesco nel suo saluto al Presidente Obama, Mercoledì 23 Settembre 2015:

“La storia ci ha posto in un momento cruciale per la cura della nostra casa comune. Siamo, però, ancora in tempo per affrontare dei cambiamenti che assicurino uno sviluppo sostenibile e integrale. Cambiamenti che esigono da parte nostra un riconoscimento serio e responsabile del tipo di mondo che possiamo lasciare non solo ai nostri figli, ma anche ai milioni di persone sottoposte ad un sistema che le ha trascurate. La nostra casa comune è stata parte di questo gruppo di esclusi, che grida al cielo e che oggi bussa con forza alle nostre case, città, società. Riprendendo le sagge parole di Martin Luther King, possiamo dire che siamo stati inadempienti in alcuni impegni, ed ora è giunto il momento di onorarli.”

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nel suo discorso a Expo Milano, 5 Giugno 2015, affermava:

“Nutrire il Pianeta è una sfida epocale che l’umanità ha di fronte. Nutrire vuol dire assicurare finalmente il diritto al cibo e all’acqua per tutti gli abitanti della Terra, ma vuol dire anche restituire alla Terra, e dunque ai nostri figli e alle successive generazioni, quell’energia della vita che ogni giorno prendiamo in prestito e non dobbiamo più rischiare di consumare come è accaduto negli ultimi decenni. L’Esposizione Universale di Milano è per questo il luogo migliore dove celebrare la Giornata dell’Onu per l’ambiente. Oggi la sostenibilità è condizione stessa della pace e la cooperazione tra i popoli.”

La pronuncia del Presidente Mattarella ed il suo richiamo alla Giornata dell’ONU rimandano al documento solenne pubblicato nel 1987 “ Our Common Future”, in cui analisi e documentazioni certificavano, con assoluta chiarezza, la estrema gravità del quadro geopolitico ed ambientale. Da allora la Salute del Pianeta e quella dei suoi abitanti è andata precipitando nel Primo Conflitto Universale della nostra storia: degrado ambientale, tossicità alimentare, diffusione di malattie cronico degenerative, accelerata scomparsa di specie vegetali ed animali, carestie e fame per 1 abitante su sette, default di città e di nazioni a democrazia avanzata, proliferazione di conflitti armati e di genocidi
Per contro, la Ricerca Scientifica ha progredito con velocità vertiginosa in tutti i campi e la biologia e la medicina ci offrono le evidenze e gli strumenti per interpretare questo passaggio della nostra storia e della nostra evoluzione.
Porre la SALUTE-BENESSERE, quale contenitore della individualità biologica e mentale della persona, al centro della vita sociale, della politica, della economia, della impresa, della ricerca, della cooperazione, attraverso un progetto di ALFABETIZZAZIONE BIOLOGICA DELLA VITA QUOTIDIANA, che distribuita attraverso i servizi della rete, costituisce la prima delle energie rinnovabili. Dalla cultura delle CREDENZE alla cultura delle CONOSCENZE, la nostra storia spalanca il disegno di un Nuovo Rinascimento su basi scientifiche, dedicato all’incontro ed al dialogo tra le diverse culture, religioni, etnie, età, condizioni sociali ed allo sviluppo di una società sostenibile, in armonia con la Evoluzione della Vita sul Pianeta
Siamo dunque affacciati ad un nuovo progetto di alfabetizzazione, che richiede la formulazione di un NUOVO ABBECEDARIO DELLA VITA QUOTIDIANA. Papa Francesco,  primo Testimone del Cambiamento, ci conforta e ci rassicura con l’Enciclica Laudato Si’ e l’Incontro del Giubileo, perché questo nuovo percorso possa nascere con il contributo di tutti, in quanto figli dello stesso Dio, abitanti dello stesso Pianeta, cittadini del Cambiamento.

LO STATUS QUO

Durante gli ultimi 40 anni il Degrado Ambientale ha creato una IMPRONTA ECOLOGICA superiore al 150%.

“Viviamo come se avessimo un pianeta in più a nostra disposizione. Stiamo utilizzando il 150 per cento delle risorse che la Terra può produrre e se non cambieremo rotta il numero crescerà rapidamente – entro il 2030 anche due pianeti non saranno sufficienti. Nel 1970 sottraevamo annualmente materie prime dalla Terra per circa 30 miliardi di tonnellate; oggi siamo a quasi 70 miliardi. Come hanno indicato i maggiori scienziati internazionali che si occupano di scienze del sistema Terra, ci troviamo in un nuovo periodo geologico definito Antropocene, perché l’intervento umano produce effetti equivalenti alle grandi forze della natura che hanno modellato il Pianeta stesso.” (Gianfranco Bologna, Direttore Scientifico del WWF Italia)

La Biodiversità comprende la varietà di tutte le forme di vita: geni, specie, popolazioni ed ecosistemi e le loro interazioni hanno creato i fondamenti su cui la società umana si è evoluta. Educare, provvedere il cibo e l’acqua, regolare il clima e le malattie, promuovere i cicli nutritivi e la impollinazione: sono le sfide che ci attendono, per assicurare il mantenimento della vita sul Pianeta. L’attuale velocità di estinzione delle specie avviene con una accelerazione compresa tra 1.000 e 10.000 volte quella naturale. IPCC sostiene che il cambiamento del clima attuale è di 0,2°C per decade e che un aumento di 2-3 °C comporterebbe la scomparsa del 20-30% delle specie.

Il Diritto Internazionale Umanitario è nato con la Prima Convenzione di Ginevra del 1864, si è sviluppato attraverso 18 successivi trattati per far fronte, a posteriori, alle crescenti istanze umanitarie, conseguenza dello sviluppo dei nuovi armamenti, dei nuovi tipi di conflitto e delle dimensioni apocalittiche della loro capacità distruttiva.  I CONFLITTI ARMATI ed i GENOCIDI costituiscono un tratto caratteristico delle scelte politiche e militari dei governi che si succedono in Europa, Asia ed Africa a partire dai primi anni del ‘900. Attualmente si sono particolarmente concentrati in Africa ed in Medio Oriente, caratterizzano le transazioni internazionali, sono causa di instabilità dei governi, di nuove povertà, di inquinamento. Il tributo in vite umane e la radicazione della violenza e del terrore sconvolgono il destino di intere generazioni di bambini e di giovani.
Nei paesi industrializzati Il mantra della “produzione per la produzione” sostenuto dall’etica del “profitto per il profitto” ha creato ed alimenta un LIBERO MERCATO, che libero non è, perché viene controllato da una strettissima oligarchia finanziaria, politica e imprenditoriale.

*La tecnologia legata alla finanza non è in grado di vedere il mistero delle molteplici relazioni che esistono tra le cose. Paradigma tecnocratico e finanza soffocano l’economia reale con la massimizzazione dei profitti… il mercato divinizzato… un simile comportamento che a volte sembra suicida. Ritornare indietro prima che sia tardi… le vie di mezzo sono solo un piccolo ritardo del disastro… si tratta di ridefinire il progresso… Come mai prima d’ora nella storia il destino comune ci obbliga a cercare un nuovo inizio.

Epidemie e Malattie Cronico Degenerative si sono diffuse nella popolazione adulta, a causa dell’inquinamento ambientale, della tossicità alimentare, di comportamenti e pratiche potenzialmente iatrogene, della inadeguatezza dei sistemi di prevenzione e di diagnosi precoce: sindrome metabolica, malattie neurodegenerative, patologie da tossicità ambientale, dipendenze, patologie da farmaci, disturbi dell’umore e del comportamento. I Disturbi dello Sviluppo e dell’Apprendimento interessano 1 bambino su 6, mentre l’incidenza dell’Autismo nella sola popolazione maschile risulta di 1 caso su 42 (CDC: Marzo 2014). Con questa incidenza, nessuna famiglia in età fertile è immune dal rischio di generare un figlio con questi problemi

*L’ambiente umano e l’ambiente naturale si degradano insieme.

ll Degrado del Pianeta, la diffusione di malattie cronico degenerative, i disagi della Popolazione vengono chiaramente percepiti nella loro drammaticità solo da una strettissima minoranza, perché la complessità, la sensibilità e la dinamicità dei temi, le preoccupazioni di una quotidianità precaria, il ruolo giocato dalle tradizioni e la manipolazione dell’informazione da parte dei poteri forti alimentano una “PIAZZA” formalmente democratica, ma nei fatti intimamente condizionata e confusa. Il declino del nostro Sistema si è confermato in questi ultimi 40 anni  quotidianamente viene accertata la ”impossibilità” ad avviare anche solo un rallentamento dell’attuale processo involutivo, che presenta numerosi aspetti di irreversibilità.

LA RICERCA SCIENTIFICA

Nello stesso intervallo di tempo, a partire dagli anni ’60, la Ricerca Scientifica, nel settore della Biologia e della Medicina, con la scoperta della NATURA BIOLOGICA della MENTE, ha creato nuove evidenze, che consentono di comprendere le cause dello status quo e di avviare il cambiamento.
La Mente, con la quale pensiamo di identificarci ed alla quale ricorriamo per comprendere, giudicare e scegliere, in realtà è antenna, manifestazione, sintomo del nostro Corpo, biologico, energetico e percettivo, astronomicamente più vasto e complesso, che pulsa attraverso miliardi di relazioni atomiche, molecolari, cellulari e contiene ogni nostra potenzialità. Il suo nucleo centrale si forma soprattutto tra il concepimento ed i primi anni di vita e, come una memoria continua, media la nostra relazione con la quotidianità ed appare nella postura, la mimica, il movimento, la flessibilità, l’energia, la resilienza, l’umore, l’empatia, la capacità di ascolto, la creatività, la speranza. A questa nostra identità partecipa  a pieno titolo un “organo”: Microbiota, del peso di circa 1.300 grammi, costituito dai microbi che stazionano sulla nostra pelle, sulle mucose e soprattutto nel nostro intestino e che numericamente superano di dieci volte il numero delle cellule del nostro corpo. Sono prevalentemente batteri ed in minima parte funghi, che si alimentano dei nostri alimenti e delle nostre secrezioni e assistono una serie numerosissima di funzioni: combattere le specie microbiche patogene, regolare la pressione del sangue, la digestione, il metabolismo di sostanze tossiche e di antibiotici, modulare  l’umore e l’attività mentale, la produzione del grasso ed il peso, contrastare le patologie cardiovascolari, aumentare le difese immunitarie, regolare la sintesi degli ormoni. In una parola, la nostra individualità, biologica e comportamentale, è direttamente e continuamente modulata dalla flora, che vive con noi; la sua formazione durante gli anni della prima infanzia è strategica per promuovere salute e benessere negli anni della adolescenza e della vita adulta. Queste conoscenze ci rivelano e ci connettono con il nostro vero interlocutore, il nostro CORPO, che la Ricerca Scientifica oggi legge ed interpreta come un crogiolo di comunità diverse, che si manifesta come SALUTE e BENESSERE, in continua fase di adattamento,  in relazione alla comunità ed all’ambiente.

La crisi e le esigenze a essa connesse sembrano creare un terreno fertile per la sperimentazione di soluzioni innovative che guardano al welfare non solo come risposta ai bisogni, ma anche come investimento e fattore di crescita e sviluppo. Lo Stato, il Mercato, il Terzo settore sono tutti attraversati dalla stessa crisi e sottoposti a sfide analoghe, crisi che investe anche la sfera della famiglia. L’ipotesi è che dalla capacità di individuare un nuovo equilibro tra queste sfere dipenda la tenuta del sistema sociale, nonché l’individuazione di un nuovo modello di “welfare rinnovato e sostenibile”. Una soluzione che non presuppone più la separazione fra queste quattro arene o rapporti bidirezionali fra lo Stato e le altre sfere. Vi sono invece evidenze e segnali di una compenetrazione e sovrapposizione fra tutte e quattro le aree, per mettere in campo soluzioni partecipate e frutto di collaborazione tra i soggetti che si muovono al loro interno. (Percorsi di Secondo Welfare: Centro di Ricerca e Documentazione Luigi Einaudi; Radici e Libertà; 2013)

La Ricerca Scientifica, nel settore della Biologia e della Medicina, ha dimostrato che la Salute-Benessere contiene ed esprime la Identità dell’Individuo e, pertanto, costituisce il motore del Sistema Sociale, piuttosto che l’obiettivo di una rinnovata collaborazione tra i suoi soggetti, Stato, Terzo Settore, Mercato, Famiglie. La Salute-Benessere non è solo un bene ed un diritto, ma contiene la identità stessa del singolo cittadino, e quindi, ogni sua potenzialità ed ogni attesa.
La nuova energia non consiste nella rinnovata collaborazione tra i soggetti che governano la vita sociale, ma nella ALFABETIZZAZIONE BIOLOGICA DELLA VITA QUOTIDIANA, che dal singolo cittadino irradia ed alimenta lo sviluppo per la sostenibilità e attribuisce a tutto il sistema una coerenza esistenziale, non convenzionale, e in armonia con il grande progetto dell’Evoluzione della Vita sul Pianeta. La alfabetizzazione biologica della vita quotidiana costituisce, dunque, la prima delle energie rinnovabili di questo mutato quadro sociale e lo connette al soggetto più antico, corale e sinfonico, costituito dall’AMBIENTE!

*Il Divino e l’Umano si incontrano nel più piccolo dettaglio  della veste senza cuciture della creazione di Dio, persino nel più piccolo granello di polvere del nostro Pianeta.

Tutto il Mondo è intimamente connesso. Dio non ama di più o diversamente gli uomini rispetto alle altre creature. La Terra ci precede e ci è stata data per coltivare e custodire. Voi siete presso di me come forestieri ed ospiti.”

LA VITA IN NOI E ATTORNO A NOI

“La mente è il risultato della evoluzione e non di una pianificazione razionale. E’ questa ricchezza di livelli e non un nuovo principio esoterico a rendere così difficoltosa la riflessione sulla mente. I contenuti semantici sono privi di significato se manca l’intenzionalità. Negli esseri umani ciò richiede una coscienza ed un sé. Una teoria della mente non può eludere questo punto, che non è soltanto una questione di linguaggio, ma anche un grande problema biologico” (Gerard Edelman. Sulla materia della mente. Adelphi 1992)

“Solo se le funzioni dei neuroni vengono considerate come conseguenza dell’attività di specifiche componenti molecolari delle cellule nervose è possibile apprezzare in tutta la loro importanza i nuovi progressi ottenuti dalle neuroscienze” (Eric Kandel. Principles of neural Science. Elsevier 1985)

La proposta che nasce dal dialogo tra Edelman e Kandel è quella di una struttura molecolare della nostra coscienza, che oggi sappiamo essere condivisa, diversa-mente, da tutti gli esseri viventi, piante ed animali . Infatti, “La continuità della tela che la vita tesse sulla terra da oltre 3,5 miliardi di anni trova riscontro nei modelli funzionali di base: tutte le forme di vita traggono energia dal glucosio o da un suo segmento a tre atomi di carbonio e utilizzano molecole di ATP (adenosin-tri-fosfato) come monete di scambio energetico. Tutte racchiudono negli acidi nucleici le informazioni indispensabili alla riproduzione, al coordinamento metabolico, al montaggio delle proteine. Tutte fabbricano gli acidi nucleici con i medesimi 5 nucleotidi e le proteine con gli stessi 20 aminoacidi tra i circa 200 esistenti in natura. Tutte impiegano proteine come enzimi per catalizzare la miriade di reazioni chimiche. Tutte utilizzano 27 elementi chimici essenziali, meno di un terzo di quelli naturalmente esistenti nel pianeta.”(Aldo Sacchetti; L’uomo antibiologico; Feltrinelli 1985). Tutte vibrano sotto l’influenza dell’elettromagnetismo terrestre. Tutte dipendono dall’humus, che ricopre come una pellicola la superficie del Pianeta. Tutte nascono dall’incontro della luce con la clorofilla, l’anidride carbonica e l’acqua. Tutte sono figlie del Tempo, che modula e inventa le loro storie infinite e contiene il nostro destino! Se siamo così fortunati da riconoscere e comprendere che la nostra vita mentale è espressione di questa comune matrice, possiamo finalmente aprirci ad un dialogo nuovo con le persone, le piante e gli animali, come ci suggerisce il dialogo tra San Francesco e Papa Bergoglio:

“Laudato si, mi Signore, per sora nostra matre Terra,

la quale ne sostenta e governa, e produce diversi fructi con coloriti fiori ed erba.”

*La conversione temporale ci cura del peso e della gravità delle cose,
che hanno costituito i nostri beni ed occupato il nostro orizzonte fino ad oggi.
Possa la nostra epoca essere ricordata per il risveglio di una nuova riverenza per la vita. Reimpostare gli itinerari pedagogici di un’etica ecologica, una cittadinanza ecologica, diffondere un nuovo modello riguardo all’essere umano, alla vita, alla società, alla relazione con la natura, riconoscendo i legami con i quali il Padre ci ha unito a tutti gli esseri viventi. Incoraggiare uno stile di vita profetico e contemplativo, capace di gioire profondamente.
Aver bisogno di poco e vivere molto.

IL PROGETTO

1) Alphabet

E’ un Questionario Multidisciplinare della vita quotidiana, che pone al centro del Sistema, sociale e politico, la SALUTE-BENESSERE dell’Individuo.

Il Questionario Bio-Comportamentale si articola su 7 Note:

  • Famiglia e Scuola:

    sono due aree particolarmente sensibili, in cui il Questionario potrà suggerire ed alimentare il superamento di luoghi comuni e tradizioni obsolete e, nel contempo, promuovere esperienze nuove e diverse, individuali e collettive, in relazione al progressivo affermarsi della nuova alfabetizzazione e delle opportunità offerte dalle nuove tecnologie della informazione.

*La Famiglia è il luogo della formazione integrale, dove si dispiegano i diversi aspetti, intimamente relazionati tra di loro della motivazione personale.

  • Sanità:

    gli obiettivi comprendono: paziente informato, consapevole,responsabilizzato, centralità del paziente e della sua domanda di salute prima della diagnosi di patologia, approccio multidisciplinare a integrazione e superamento di quello specialistico, libertà di scelta terapeutica, liberalizzazione dei rimedi omeopatici, fitoterapici e delle medicine tradizionali, nutrizione, come primo intervento terapeutico, abbattimento dei costi sanitari in relazione alla contrazione della spesa farmaceutica ed ai risultati di una più efficace prevenzione e detossificazione.

  • Lavoro:

    le risorse umane (salute, benessere, formazione, competenze, partnership, motivazioni), così come gli obiettivi dedicati alla produzione per la sostenibilità trovano nel Passaporto argomenti, ripensamenti, sollecitazioni e nuove aperture di grande impatto per chi opera nel mondo del lavoro e dell’impresa e  per le fasce economicamente più fragili.

  • Ambiente:

    il nostro contatto con l’ambiente avviene soprattutto attraverso tre superfici: cutanea (2mq), polmonare (140mq), intestinale (250mq) ed il contatto è mediato da una popolazione batterica saprofita più numerosa delle cellule che compongono il nostro corpo. Mediatori di questo dialogo sono l’aria, l’acqua, gli alimenti, le vibrazioni. In altre parole, cute, polmoni, intestino e batteri costituiscono l’arena del nostro primo contatto con l’ambiente. La complessità di questo dialogo è vertiginosa e il suo accadere ineludibile. La nostra difesa nei confronti dell’ambiente coincide, dunque, con la difesa dell’ambiente. L’ambiente che siamo noi!

  • Diritto:

    contiene e traduce riferimenti culturali, della tradizione, politici, religiosi, del momento storico, delle condizioni economiche. Una rilettura ed una interpretazione del diritto e della giustizia attraverso la nuova consapevolezza della nostra natura biologica, quale la ricerca scientifica ci ha fornito in questi ultimi 50anni, sono al centro della sfida per lo sviluppo di una società più libera, democratica e solidale. Comportamento e stato di coscienza richiedono la integrazione con un’attenta valutazione dello stato di salute, per formulare un giudizio, che sia comprensivo delle caratteristiche biologiche ed esistenziali dell’individuo e consenta un programma di recupero personalizzato, primo obiettivo dell’intervento giuridico.

  • Cambiamento:

    alcuni argomenti di R&D ci consentono di apprezzare la dinamicità delle aperture, delle proiezioni e delle attese che nascono nella quotidianità:

  • – Quotidianità a minimo impatto ambientale.
  • – Energie Rinnovabili e Internet.
  • – Acqua e Agricoltura a modulazione quantistica.
  • – Microbiota, Salute e Comportamento.
  • – La Cucina vegetariana della Salute e lo Sviluppo Sostenibile.
  • – Il Villaggio della Salute e del Benessere: Staminale del Cambiamento.
  • – Comunicazione, Apprendimento e Salute: 0-3 anni.
  • – Imprinting Pre-natale: battesimo della vita.
  • – Il Bambino in cattedra: che cosa e  come imparare dai bambini.
  • – Every Day Theatre: Comunicazione, Cambiamento e Quotidianità.
  • – Il corpo vestito di tempo.
  • – Vedere e Memorare: dalla gravità fisica a quella temporale.
  • – Biologia, Responsabilità, Devianza e Diritto.
  • – Biologia molecolare quantistica, musica, colore e tempo.
  • – Arte Biologica: transizioni e reciprocità tra esperienze dell’uomo e manifestazioni della natura.

 

2) Familia

E’ una piattaforma digitale, che collega attraverso Alphabet:  Ricerca, Domanda ed Offerta di servizi dedicati alla Salute. L’attivazione di una Banca Dati dei Questionari consente di registrare la Quotidianità nel suo accadere e continuo mutare, secondo una lettura scientifica, al riparo da teorie filosofiche, politiche, economiche, finanziarie, non condizionata dalle esigenze del mercato e da convenzioni istituzionali. Alphabet svolge la funzione di RADAR DELLA DOMANDA, di cui raccoglie in tempo reale informazioni individuali sensibili e le processa all’interno della Banca Dati, che costituisce una vera “CASSAFORTE DELLA INFORMAZIONE”.
Non la lettura del Genoma, ma quella dei Comportamenti in tempo reale, come espressione epigenetica del vivere quotidiano, è la strategia di questo servizio!
Il progetto ha l’obiettivo di creare un network per la raccolta e la diffusione di informazioni sulle problematiche della salute e sulle best-practices di intervento
Il progetto si basa sull’utilizzo dei nuovi media per lo sviluppo di un sistema in grado di gestire la Comunicazione fra gli specialisti e il pubblico. Un utilizzo diffuso delle tecnologie emergenti (web, streaming, social, ecc.) a supporto del dialogo fra le parti interessate consentirà di migliorare lo scambio di notizie, le esperienze e la formazione professionale a tutti i livelli. A questo scopo si propone di sviluppare un insieme di servizi integrati, comprendente più moduli funzionali, atti a gestire in modo efficace:

  • – Servizi informativi per le famiglie e gli specialisti.
  • – Servizi di supporto per l’organizzazione e la gestione di congressi, seminari e corsi on-line: a questo scopo verrà sviluppata una piattaforma web-tv per gestire canali video tematici on-demand e verrà utilizzato un servizio in outsourcing per eventuali trasmissioni video in diretta.
  • – Un portale per raccolta, archiviazione e diffusione di documentazione multimediale; dalle banche-dati “intelligenti” allo scambio di esperienze con approccio di tipo social-network.
  • – Applicazioni di assistenza medica remota a basso costo e larga diffusione basate su tecnologie “internet of things” e/o web-tv.
  • – Diagnostica computerizzata e analisi statistiche basate sull’uso di sistemi di intelligenza artificiale con tecnologie neural-network e big-data.

La Formula

Tra il concepimento ed il terzo anno la fragilità della evoluzione biologica e cognitivo comportamentale del bambino è estrema. I bambini che sono meno attrezzati dal punto di vista immunitario e gastrointestinale risentono della tossicità ambientale e manifestano la propria difficoltà attraverso un ritardo od una regressione dello sviluppo. L’attuale epidemia autistica costituisce pertanto un marker sensibile della tossicità ambientale  ed un segnale di inquietante irreversibilità, che la ricerca scientifica legge come conseguenze  dell’Analfabetismio Biologico del Sistema
Il miglioramento dello stato di salute dei bambini autistici ed il recupero di una loro crescente percentuale ad una regolare attività  scolastica, che abbiamo registrato in questi 15 anni, costituisce un segnale certo  di inversione di tendenza e conferma l’urgenza di avviare e diffondere una alfabetizzazione biologica della Famiglia, come premessa dell’unico cambiamento possibile, dedicato alla sviluppo per la sostenibilità.

La Strategia

-Alla radice del Cambiamento
-dalla gravità fisica alla immanenza temporale;
-dall’individuo in competizione, alla comunità connessa con tutti gli esseri viventi;
– dalla produzione per la produzione alla produzione per la sostenibilità;
– dalla sanità dedicata alla patologia d’organo, alla salute-benessere;
– dal mercato della malattia alla società della salute;
– dal consumismo alla connessione
-Il Nuovo Abbecedario della Vita Quotidiana: un libro come un “luogo” di incontro tra Testimoni del Cambiamento, le nostre attese e la testimonianza

La Piattaforma digitale: costituisce un Centro di Ricerca, di Cultura e di Impresa, che comprende:

a) sezione Ricerca: biochimici, biologi e fisici drenano Informazioni e Applicazioni Scientifiche dai Centri di Ricerca in campo internazionale. Ad esempio: Microbioma (www.american gut project.com; www.microbioma italiano.com).

b) sezione Domanda di Salute: psicologi, antropologi, medici e statistici: lavorano sull’analisi della Domanda di Salute. Ad esempio: Autismo e Disordine dello Sviluppo (www.autism.com) e Metalli Tossici (www. Celebration of Health Association.com).

c) sezione Applicativa: economisti, amministrativi, maneger: lavorano sulle Risposte alle domande indagate, fornite dai Servizi, con cui la Piattaforma viene in contatto.

a) + b) + c) = elaborano e condividono l’aggiornamento del Questionario, quale espressione epigenetica del continuo mutare della Domanda di Salute, in rapporto alle informazioni raccolte dalla Banca Dati e non inquinate da interessi di Mercato e da dettati Istituzionali.

 

RIFERIMENTI

  • Convenzione di Ginevra; 22 agosto 1864
  • OMS: Atto Costitutivo; 22 Luglio 1946
  • Convenzioni di Ginevra: 1949
  • Protocolli dell’Aja; 1977
  • ALMA ATA Declaration: 6-12 September 1978
  • African (Banjul) Charter on Human and People’s Rights; 27 June 1981
  • Ottawa Charter; 17-21 November 1986
  • UN: “Our Common Future”; 1987
  • UN: Ottawa; 1997
  • UNFCCC: Kyoto; 11 December 1997
  • The People’s Charter for Health; 4-8 December 2000
  • The Bangkok Charter for Health Promotion in a Globalized World; 11 August2005
  • Millennium Ecosystem Assessment (MEA). 2005. Ecosystems and Human Well-Being: Synthesis. Island Press, Washington
  • Health literacy as a public health goal; Don Nutbeam, University of Sydney,NSW 2006.
  • Cracking the nut of health equity; Baum F. Promot. Educ. 2007;14(2):90-5.
  • IPCC (2007) The Intergovernmental Panel on Climate Change Fourth Assessment Report.
  • WHO: Commission on Social Determinants of Health Report; Geneva: 2008.
  • WHO: World Health Report on Primary Health Care; 2008
  • UNEP: Integrated solutions for biodiversity, climate change and poverty; 2010
  • Commissione Europea: “Un’Europa efficiente nell’impiego delle risorse – Iniziativa faro nell’ambito della strategia Europa 2020”; 2011
  • EPHA: European Charter for Health Equity; April 2011
  • UN : “The future we want” ; Rio; 27 July 2012
  • Alberta’s Health Charter; March 2014
  • Enciclica “Laudato si’; 24 Maggio 2015
  • Conferenza di Parigi sul Clima; 30 Novembre 2015
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Vi racconto la mia terra

albero noce

Da bambina vivevo in una cittadina piccola, di pochi abitanti a nord di Napoli. Andavo a scuola a piedi e mia madre non doveva accompagnarmi, perché a sette anni ero grande abbastanza per arrivare fin dietro al campanile. Questo sporgeva dalla strada di casa mia, che non era asfaltata, perché c’erano solo poche case. D’autunno la mia terra si vestiva di marrone, rosso e giallo per le foglie caduche e mi sembrava ancora più bella. Dalla finestra della cucina si vedeva una campagna vastissima con alti alberi di noci, che coprivano in parte il cono del Vesuvio. Noi bambini dopo la scuola andavamo a giocare, facevamo a gara a chi arrivava più su, sulla cima dell’albero più alto e poi ci pavoneggiavamo discutendo su chi fosse stato il più temerario. La temerarietà è stata la prima cosa che ho imparato nella vita e forse per questo non temo mai le mie scelte. Un pomeriggio d’estate arrivarono le ruspe e sradicarono gli alberi e abbatterono il mio noce preferito e il salice piangente. Ricordo di aver pianto quel giorno; poi mia madre mi fece riflettere che la campagna era una proprietà privata e quegli alberi non erano miei; così mi rassegnai. Crescendo vedevo la mia piccola cittadina crescere insieme a me, sempre più affollata; sempre più case prendevano il posto della campagna e quel profumo di fiori che pervadeva il mio viso di bambina in primavera, mentre raggiungevo la scuola elementare, ora era completamente sparito. Con esso era sparita la mia voglia di vivere a Qualiano.Volevo andare in una città più grande, dove poter fare nuove esperienze; così arrivai a Roma dove vivo attualmente.

Avevo 30 anni quando iniziai ad avvertire una costante stanchezza fisica che in un primo tempo imputavo ai miei nuovi ritmi di vita, al mio lavoro, finché mi decisi ad andare dal medico. I primi reumatologi non si spiegavano perché nonostante avessi sintomi da artrite non si evidenziavano indicatori fuori range. Intanto la stanchezza era diventata una costante della mia giornata, poi iniziarono i bruciori agli arti, alla pelle e poi l’insonnia. Non potevo stare al computer perché dopo un po’ mi bruciava il viso e lo stesso mi iniziò a fare la TV. Mi davano fastidio i profumi, i saponi, il trucco, persino gli indumenti. Non ero allergica, ma qualsiasi cosa mi procurava malessere; iniziai persino ad avvertire i miei capelli come un corpo estraneo, sentivo le loro radici conficcate nel mio cuoio capelluto e mi pungevano e non nascondo che in certi momenti ho desiderato non averli.  Per non entrare troppo nello specifico, ho cambiato almeno 5 tipi di approcci alla mia strana malattia spendendo ogni mese più di quello che guadagnavo, senza mai alcun risultato. Alcuni medici mi osservavano con diffidenza quando raccontavo i miei sintomi, da altri mi sono sentita dire “ci devi convivere, tanto col cortisone si può stare senza dolore tutta la vita”. Il mio ultimo reumatologo ha insistito affinché prendessi un tipo di antibiotico, che mi ha poi prodotto lo shock anafilattico, ricovero all’ospedale San Giovanni col codice rosso, per cui ho davvero rischiato la vita. Ma per fortuna sono ancora qui a raccontare la mia storia! Grazie all’eccellenza di persone aperte, medici, che mi hanno seguito dall’America, ho scoperto che la mia sindrome non ha un nome. La mia sindrome si chiamava intossicazione da metalli pesanti. I mie livelli nel sangue di mercurio, arsenico, cadmio, alluminio, piombo, cesio erano molto fuori range, tanto da suscitare curiosità nel medico che si è occupato della mia chelazione con EDTA per ben tre anni. A distanza di cinque anni posso dire di essermi quasi completamente disintossicata. Oggi non soffro più, ma continuo la mia terapia disintossicante con saune a infrarossi e infusioni di glutatione e Same. Mi piacerebbe poter dire che quella che ho appena raccontato è solo una semplice storia di una ragazza di provincia, che ha superato un momento difficile della sua vita! Mi rendo conto, invece, che sto raccontando la storia, della mia terra. La storia di quella strada di campagna dove hanno  sradicato i noci per fare spazio all’abusivismo edilizio, che ha smesso di profumare di gelsomino e mimosa, per odorare delle esalazioni delle “ecoballe”, che forse presto cederanno il passo ad un termovalorizzatore. La mia terra, avvelenata scelleratamente delle sue innumerevoli discariche abusive, con rifiuti tossici speciali e con i sui roghi e i sui martìri, è stata la causa della mia malattia e  di quella degli altri che sono morti o che si ammaleranno.

Franca Basile

[highlight] Liberamente tratto da “Reimagination: Autismo, dove ha inizio il cambiamento”; F. Verzella, 2016, in stampa [/highlight]

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Era il 1977

Napoli

Lo stesso anno in cui io venivo al mondo. Per la prima volta veniva pubblicato il Libro Bianco: La Salute in Campania, in cui il Professor Gian Giacomo Giordano raccoglieva e denunciava le evidenze di un nesso causale tra ambiente inquinato e salute. Il Professor Giulio Tarro e il Prof. Antonio Giordano nel 2013 ne hanno pubblicato una seconda edizione, aggiornata con nuovi contributi.

A distanza di quasi tre decenni ed in maniera del tutto inaspettata, come un fulmine a ciel sereno, mi sono ritrovata a fare i conti proprio con i contenuti e le denunce raccolte in quel testo. La malattia è quasi sempre una esperienza sconvolgente, che irrompe nella vita di una persona stravolgendone inevitabilmente tanti aspetti. Anche per me la malattia è stata un’esperienza sconvolgente, ma allo stesso tempo, anche

profondamente “coinvolgente “. E se lo “sconvolgimento” che accompagna una malattia rimanda a pensieri e sentimenti come ansia, paura, incertezza, tristezza, quelli del coinvolgimento, che ha caratterizzato il mio percorso, hanno significato speranza, gioia di vivere e di donare. Nel mio caso il recupero è stato particolarmente lento e progressivo, ha richiesto continui confronti, diversi approcci terapeutici, una detossificazione profonda e un impegno quotidiano, speso per riacquistare la mia vita.

Per uno strano gioco del destino mi sono ritrovata proprio ad interfacciarmi da paziente con alcuni coautori del famoso primo Libro Bianco del Professor Giordano. Ma prima di allora, quanti viaggi, quante visite ho dovuto affrontare in cerca di risposte al mio malessere. Un malessere caratterizzato da una stanchezza disarmante, anche dal punto di vista mentale. Una stanchezza che spesso mi ha costretta a letto per intere settimane, con dolori diffusi, insonnia e diverse corse al pronto soccorso. Che ha scandito puntualmente un tragitto di molti mesi… che sono diventati anni. Nessuno mai sembrava avere una risposta chiara e definitiva. Il mio era una specie di male oscuro, un male di cui i medici non riuscivano a trovare la causa. Per me, invece, una causa doveva esserci, comunque, e quindi si doveva giungere ad una spiegazione chiara. A tutti i costi. Ero troppo giovane, ero sempre stata forte fino al quel momento e come poteva essere che quel corpo atletico, di cui ero sempre andata fiera, mi stesse tradendo. E poi, come era possibile che altre persone che mi erano vicino soffrissero, seppure in maniera minore, di sintomi simili ai miei?!

Non mi sono voluta arrendere ed ho continuato a cercare, finché sono arrivate le prime risposte. Ora, io mi sento testimone di un passaggio tra il vecchio ed il nuovo: tra le denunce, spesso trascurate ed insabbiate, dei ricercatori che scrivono della Terra dei Fuochi ed il recupero che invece si propone nella seconda parte di questo libro sotto forma di un bellissimo, indispensabile Progetto per la salute. Un recupero, il mio, passato attraverso un percorso di alfabetizzazione biologica, fatto di impegno quotidiano, di confronto e di un aiuto datomi da chi si occupa di questi malesseri, tipici delle così dette malattie ambientali…si perché questo era il mio malessere, una malattia ambientale senza nome, anch’essa figlia come me della “terra dei fuochi”. La mia guarigione è la prova che da queste malattie, così dette ambientali, si può guarire e con noi e come noi anche l’Ambiente dal quale esse originano. La salute per me è stata una conquista ed auguro a tutti quelli che si trovano nella situazione in cui mi trovavo io di vivere la mia stessa esperienza e di riappropriarsi della loro vita!

Adele D’Onofrio

 

[highlight] Liberamente tratto da “Reimagination: Autismo, dove ha inizio il cambiamento”; F. Verzella, 2016, in stampa [/highlight]

 

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Napoli: l’esperienza e la memoria.

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(immagine: manichino in plastica. Giovanni Pirozzi)

Da piccolo, durante i mesi estivi dopo la chiusura delle scuole, passavo le giornate nell’azienda familiare di allevamento di bufale, dove ho preso a lavorare regolarmente dopo aver conseguito il diploma. Lì ho vissuto gran parte della mia infanzia e adolescenza: felice e, nell’ingenuità che caratterizza quell’età, coltivavo il sogno che da grande avrei vissuto sereno in quei luoghi che erano e sono la mia terra.

Durante quegli anni la camorra era già radicata nella cultura delle persone, dove i soldi giustificano qualsiasi comportamento illecito. Crescendo ho sviluppato la passione per l’arte, la via di fuga da quella mentalità che per istinto rifiutavo e che mi faceva sentire come in una gabbia. Musica, cinema e arte figurativa sono passioni che da sempre coltivo come contributo per il cambiamento del mio paese: sculture, un documentario sulla tossicodipendenza AR un artista sconosciuto e un corto Memoria e Rinascita sulla morte di Antonio Bona, vittima innocente della camorra.

Quando cresci in posti come questo ti porti dentro un grande senso di rabbia e frustrazione: la camorra che  commercia il traffico dei rifiuti e gli imprenditori che li interrano fino a inquinare le falde acquifere; gli stessi imprenditori che avevano in mano la crescita del paese e lo stavano distruggendo forse per sempre… Poi la rabbia e il dolore sono entrate in casa sotto forma di malattia, quando a trent’anni ho scoperto di avere un tumore alla tiroide. Dopo l’operazione ho deciso di impegnarmi attivamente contro questo male ed ho incominciato a seguire diversi convegni sulle cause dell’alta percentuale di tumori in queste terre e i modi possibili per attutirne le conseguenze. Due cose sono state immediatamente chiare: la prima, che le istituzioni che omettevano e minimizzavano, erano e sono complici di questo biocidio; la seconda, che il problema aveva assunto proporzioni vastissime. L’indifferenza e la rassegnazione delle persone mi sembravano, comunque, il male peggiore. Andando ai convegni, infatti, notavo la pochissima affluenza e non riuscivo a spiegarmi il motivo di tale disinteresse verso un problema che aveva già creato tante vittime.

In quel periodo, ero da poco entrato a far parte di un’associazione culturale di San Cipriano d’Aversa la Work in Progress che si occupava esclusivamente di promozione musicale. Cercai di aprire gli occhi degli associati sul problema dei tumori, chiedendo la loro attivazione, ma un po’ per paura della camorra e un po’ per apatia all’inizio si dimostrarono indifferenti. Non mi arresi e pensai ad un’idea artistica, perché so bene che l’arte riesce ad arrivare oltre l’indifferenza.  Così proposi un’istallazione artistica che denunciasse l’indifferenza verso il problema dei tumori e le cause di questo biocidio e l’associazione ne fu entusiasta. L’istallazione composta da centocinquanta manichini realizzati con bottiglie di plastica riciclata, con al suo interno parti annerite a ricordare le patologie tumorali nella Terra dei Fuochi. Li istallammo per la prima volta lungo le strade dei comuni di Casal di Principe, Casapesenna e San Cipriano d’Aversa durante un’importante iniziativa dal titolo “Accendiamo la Speranza” l’ 11/12/13 ottobre 2013. Per 3 giorni nelle case, nelle scuole, nelle file agli uffici non si parlava di altro e la sensibilizzazione è stata immediata e collettiva. Da allora, i manichini sono stati ospiti in numerose città, convegni universitari e istituzionali.

L’arte rappresenta anche questo per me: la possibilità di fare qualcosa, una forma di comunicazione diretta e immediata. L’arte è come un sasso gettato in uno stagno, che suscita onde concentriche che si allargano sulla superficie coinvolgendo nel loro moto, a distanze diverse, oggetti che se ne stanno ciascuno per conto proprio, nella pace o nel sonno, e che vengono richiamati in vita e obbligati a reagire e ad entrare in rapporto tra di loro. Questo voglio provocare con l’arte: obbligare quelle persone che se ne stanno lì dormienti a reagire; voglio che le mie opere funzionino come tanti piccoli sassolini che gettati nella mente delle persone producano onde in superficie e in profondità, provocando una serie infinita di reazioni a catena, che coinvolgano nella caduta suoni e immagini, ricordi e sogni, in un movimento che interessa l’esperienza e la memoria di questa terra.

Giovanni Pirozzi

[highlight] Liberamente tratto da “Reimagination: Autismo, dove ha inizio il cambiamento”; F. Verzella, 2016, in stampa [/highlight]

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Innocenza Biologica, Misericordia e Perdono

La Ricerca Scientifica nel settore delle Neuroscienze e della Medicina, a partire dagli anni ’70, ha prodotto una messe straordinaria di nuove conoscenze, nuove relazioni, nuove priorità, che suggeriscono un profondo cambiamento del nostro approccio alla vita quotidiana. Nello stesso periodo, il Sistema Internazionale, che regola la globalizzazione, ha manifestato segnali di squilibrio e di degrado, con crescenti caratteri di irreversibilità: inquinamento ambientale, tossicità alimentare, diffusione di malattie cronico degenerative, default di paesi e di città a democrazia avanzata, conflitti armati, trasmigrazioni di popoli, genocidi. Due caratteristiche fondamentali dello status quo sono di comune riscontro: il principio della produzione per la produzione, sostenuto dall’etica del profitto per il profitto. Si pensa che tutto questo succeda perché al centro del Sistema c’è il Denaro-Potere e l’uomo é fragile e corruttibile. Questa valutazione, antica, e sempre vera, non ci aiuta a comprendere perché questo succede. Un adagio recita: “quando tutto sembra perduto, ricordatevi di leggere il libretto delle istruzioni”. Nel nostro caso il libretto é rappresentato dalla storia evolutiva che caratterizza i primi anni di vita, a partire dalla fase prenatale. In breve: il primo modulo di conoscenza si forma attraverso la relazione con la madre, prevede due soli soggetti, uniti da una relazione esclusiva, attraverso la quale il neonato riceve i doni della maternità: il latte, le cure, gli abbracci, le consolazioni, la speranza. Il tutto durante una fase inconscia, preconscia e preverbale, che si estende per 20 lentissimi mesi, durante i quali si maturano le fasi strategiche per il nostro sviluppo fisico, mentale, emotivo. Sentimenti di sacralità e di gratitudine si imprimono nei nostri tessuti attraverso l’esperienza quotidiana, che prevede la certezza della madre ed i suoi doni. Questa esperienza pre e neonatale costituisce il fondamento biologico, mentale ed emotivo per ciascuno di noi e ad esso ricorriamo automaticamente negli anni successivi della adolescenza e della vita adulta, soprattutto nei momenti più intensi e delicati della nostra quotidianità. E’ questo il nostro oracolo: una memoria che in noi tutto anticipa, perché nasce prima della nostra intenzione e proietta e ci parla da una presenza statica, che contiene la memoria della madre, la sacralità della prima conoscenza e ci sovrasta e ci dispone ad una ricezione, necessariamente passiva. Quella che ha caratterizzato la nostra esperienza neonatale.  La frase “io non posso farci niente: sono fatto così!” traduce nel linguaggio comune questa esperienza. Ciascuno di noi porta con sé questa “riserva” percettiva, e dalla frequenza e dalla intensità delle sue rappresentazioni dipende il nostro grado di libertà mentale ed emotiva. La storia di questa relazione primaria e la sua evoluzione nei primi anni dello sviluppo infantile costituiscono il “credito di innocenza biologica“, che ciascuno di noi porta con sé. La nostra emancipazione comporta la progressiva marginalizzazione di questo riflesso, attraverso un’attiva ricerca di ciò che appare nuovo e diverso e promuove nuove abilità e nuove competenze. Una vera mutazione esistenziale: da una condizione caratterizzata dalla “ricezione” ad una animata dalla “proiezione”; dal ricevere passivo ed automatico, alla ricerca attiva del nuovo e del diverso. La nostra conoscenza, in gran parte mediata dal contatto oculare, passa così da un primo modulo binario, IO-TU, che comporta “dare e ricevere”, ad un modulo aperto: IO-MONDO, che evolve progressivamente verso “imparare e cambiare”. La quotidianità, dell’adolescente e dell’adulto, è caratterizzata da un continuo variare di esperienze temporali, in rapporto a: l’ora del giorno, gli alimenti assunti, gli impegni, le relazioni, gli obiettivi, gli incontri, le attese, la qualità della salute, il benessere. Tutto ruota, tutto cambia, per cui, quando cerchiamo un riferimento di certezza, inconsciamente e consciamente ricorriamo al nostro “oracolo” profondo e primitivo: alla relazione a due, affidata alla “legge” del dare-ricevere, che ciascuno di noi ha vissuto nel ruolo di “ricevente”. Questa verifica avviene in ciascuno di noi automaticamente e continuamente nel corso della giornata, “legittima” le nostre scelte e ci conforta.

Ad essa si riferiscono anche i dettati della legge, che regolano la vita delle società. La storia delle diverse civiltà riproduce costantemente il dialogo a due, che si realizza tra l’individuo e lo stato. La progressiva democratizzazione che si é affermata nelle carte costituzionali di questi ultimi 200 anni traduce il ruolo sempre più centrale e attivo assunto dall’individuo. Duemila anni fa, come oggi, il modulo che opera nella vita quotidiana é binario. l’IO ed il TU. In caso di “conflitto” questo modulo prevede una sola risoluzione: mors tua, vita mea, che, politicamente si traduce in rivoluzione o fondamentalismo. Nella esperienza comune colora le nostre relazioni di una intima ambivalenza: modula posture, disegna le pieghe del volto, articola proposizioni, formula progetti, alimenta silenzi, detta convenzioni, pubbliche e private. Duemila anni fa come oggi. Riconoscere questo nostro limite, non ci immunizza dalla sua dipendenza. Occorre affrontare una lettura quotidiana dei nostri vissuti e delle nostre attese, che, a ben guardare, costituisce il momento centrale del nostro impegno e la garanzia di una serenità non convenzionale, ma esistenziale. Giungiamo così per gradi ad un confronto tra la verità offerta dalla società e quella offerta dalla nostra individualità biologica. E’ l’incontro di due esperienze, che oggi hanno la possibilità di dar vita ad un cambiamento della nostra storia e della nostra evoluzione, quando Misericordia e Perdono scoprono nell’Alfabeto Biologico le lettere che consentono la loro formulazione e la loro esistenza. E’ la grande opportunità che il Concilio della Misericordia e la Ricerca Scientifica hanno di celebrare, insieme, una nuova fase della nostra storia e della nostra evoluzione!

 


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Lettera al Dott. Iacona – 10 Domande sulle Vaccinazioni di Massa

Gentile Dottor Iacona, con riferimento alla serata dedicata al tema “Vaccinazioni ed Autismo” della prossima domenica, 10 Gennaio, desidero proporLe la riflessione, di un “genitore non medico”.

Sarei felice di ricevere il suo commento personale e, se vorrà leggerla pubblicamente, avrà la gratitudine di molti.

La ringrazio per la disponibilità.

Franco Verzella

10 Domande sulle Vaccinazioni di Massa

  • La formula farmacologica che caratterizza i diversi vaccini può rimanere valida ogni anno, e per molti anni, nei confronti di alcuni milioni di nuovi bambini, tutti diversi per ragioni individuali ed ambientali ?
  • Sei farmaci in contemporanea per via iniettiva, sono comprensibili per un’emergenza grave ed acuta (rianimazione, pronto soccorso, sala operatoria); in questo caso il termine prevenzione si riferisce al possibile decesso del paziente. Nel caso delle vaccinazioni il riferimento è la prevenzione. Come è possibile giustificare un trattamento farmacologico così intenso e complesso a scopo preventivo ?
  • 15 Paesi della Comunità Europea hanno riconosciuto alla famiglia la libertà di scelta terapeutica. Quali sono le ragioni geografiche, ambientali, sociali, storiche, politiche, sanitarie, culturali per cui questo diritto fondamentale, oggi, non può essere riconosciuto anche alla famiglia italiana?
  • Perché le vaccinazioni obbligatorie son 4 e le vaccinazioni praticate sono 6?
  • Perché non sono disponibili vaccini singoli?
  • La tossicità è intrinseca a qualsiasi farmaco, in quanto molecola estranea: perché non è disponibile una scheda clinica per valutare preventivamente le condizioni di salute del singolo bambino ed una post-vaccinale, per monitorare la sua risposta nei mesi seguenti?
  • Perché la sorveglianza delle possibili complicanze è passiva, a fronte di un obbligo imposto dal Governo?
  • Perché in caso di reazione avversa di un vaccino non obbligatorio, il Governo e non l’Azienda Farmaceutica deve risponderne in tribunale?
  • E’ stato calcolato l’acquisto in salute da parte delle nuove generazioni se i fondi attualmente destinati alle vaccinazioni venissero stanziati per promuovere l’ educazione alla salute delle famiglie ed il benessere dei loro bambini?
  • La Ricerca Scientifica ha accertato che la prevenzione della malattia comprende: educazione e formazione , nutrizione personalizzata ed integrata con molecole naturali volte a potenziare i sistemi di detossificazione e di difesa immunitaria, relazioni familiari e sociali, qualità del lavoro e dell’ambiente. Perché per un neonato dovrebbe comprendere il ricorso a dosi elevate e ripetute di farmaci, per via iniettiva?
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25 Aprile 2015 Papa Francesco, Presidente Mattarela, Presidente Renzi e il Bambino Autistico

 

Secondo le statistiche del Governo USA, 1 bambino su 6 presenta un disturbo dello sviluppo e dell’apprendimento e 1 su 68 viene diagnosticato come autistico; nella sola popolazione maschile l’incidenza è di 1 caso su 42 (CDC Marzo 2014).
Siccome nel 1985 l’incidenza dell’Autismo era di 1 caso su 2.500, si ritiene che fra altri 30 anni 1 caso di autismo potrà essere diagnosticato ogni 2 -3 bambini.
Dieci anni fa, nell’Ottobre 2005, ho avuto la fortuna di promuovere il collegamento tra il nostro Ministero della Salute ed il Fondatore di Autism Research Institute, Bernard Rimland, che a partire dal 1995 ha lanciato l’approccio multidisciplinare in questo settore, spalancando, per la prima volta, concrete possibilità di recupero e di guarigione per questi bambini. Da allora nulla di nuovo è accaduto nel nostro Paese, per quanto riguarda le Istituzioni Universitarie ed Ospedaliere ed i servizi alle famiglie.
Se oggi, Papa Francesco, il Presidente della Repubblica e il Presidente del Consiglio si mettono attorno al tavolo per risolvere i problemi del bambino autistico e della sua famiglia, non possono fare altro che radunare un gruppo di Professori Esperti e affidare a loro un testo condiviso di indirizzo politico sociale, con tutte le raccomandazioni e l’urgenza che l’attuale epidemia richiede.
Ragionevolmente, passerà un certo numero di  anni, perché prevenzione preconcepimento, diagnosi precoce e approccio multidisciplinare possano venire coordinati e assicurati nella pratica quotidiana. Nel frattempo i Professori di oggi saranno diventati un po’ più vecchi e alcuni di loro saranno entrati in pensione, venendo sostituiti da chi vorrà portare qualche modifica al protocollo iniziale ed alla linea guida. E’successo, ad esempio, per la Linea Guida pubblicata dall’Istituto Superiore di Sanità, che, a distanza di due anni, ha contraddetto e negato le indicazioni  contenute nella relazione finale del Tavolo dell’Autismo, in cui si raccomandava la realizzazione di un nuovo standard multidisciplinare e la creazione di un gruppo di ricerca dedicato ad approfondire le relazioni tra nutrizione, intestino, funzione immunitaria e sviluppo cognitivo comportamentale.
Una seconda considerazione rende ancora più improbabile la soluzione dei “Professori”, fosse anche scientificamente la più avanzata. Infatti, se é vero, come è vero, che l’attuale epidemia autistica è secondaria a cause ambientali, l’approccio dovrà necessariamente comprendere, come prioritarie, adeguate strategie per migliorare l’ambiente. L’esperienza statunitense lo dimostra. Dal 1995 in USA si sono moltiplicate con ritmo serrato nuove conoscenze e nuove esperienze, grazie agli investimenti, alla attività di ricerca ed alla continua sollecitazione da parte di associazioni di famiglie, per cui il “modello” statunitense è stato e rimane di guida in campo internazionale. Nonostante tutto questo, l’incidenza dell’autismo ha continuato ad impennarsi, dimostrando che il Mercato viaggia ad una velocità molte volte superiore a quella della Ricerca Applicata.
Se questa riflessione appare ragionevole, l’autismo, con la sua diffusione epidemica e la gravità delle lesioni che lo caratterizzano, sta a segnare una linea di non ritorno per tutta la nostra società e, pertanto, non può in alcun modo essere affidato alla sola cura di una comunità medica e richiede un intervento da parte dello Stato e del Governo, con misure di emergenza assoluta, secondo un criterio ordinatore, che sappia porre la SALUTE ed il BENESSERE DELLA FAMIGLIA al centro di tutto il Sistema. Cominciando dal dettato costituzionale, con la integrazione dell’articolo 32, che occorre integrare con la affermazione solenne della LIBERTA’ DI SCELTA TERAPEUTICA. Benjamin Rush, firmatario della Dichiarazione d’Indipendenza degli Stati Uniti d’America, il 17 Settembre 1787, scriveva:

“Se non mettiamo la Libertà delle Cure mediche nella Costituzione, verrà il tempo in cui la medicina si organizzerà, piano piano e senza farsene accorgere, in una Dittatura nascosta. Ed il tentativo di limitare l’arte della medicina solo ad una classe di persone, e la negazione di uguali privilegi alle altre “arti”, rappresenterà la Bastiglia della scienza medica”.

Oggi, 25 Aprile 2015, l’adesione a questo fondamentale principio di tutela della libertà trova la nostra comunità ancora drammaticamente in ritardo!
Occorre comprendere che ci troviamo nel mezzo di un CONFLITTO UNIVERSALE, il primo di tutta la nostra storia, in cui ci scopriamo corresponsabili, TUTTI, perché ANALFABETI, nei confronti del grande progetto della EVOLUZIONE DELLA VITA sul Pianeta.
Attorno al Tavolo di Papa Francesco e dei due Presidenti, questa volta, dovranno accomodarsi, non più Professori, ma solo TESTIMONI DEL CAMBIAMENTO, per avviare e promuovere lo sviluppo di una democrazia biologicamente alfabetizzata e sostenibile.

 

 

 

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REIMAGINATION: Premessa

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Le Ragioni del Progetto

Venivo al mondo in quegli anni. Li chiamavano ebrei.  Ora non si “formalizzano” e non fanno più distinzioni:  1 bambino su 6  presenta disturbi dello sviluppo e dell’apprendimento ed 1 su 68 viene diagnosticato come autistico (CDC: Marzo 2014). Non vengono deportati, ma “modificati” nelle nostre case, nelle nostre famiglie. Sono di salute cagionevole, difficili da trattare e incapaci di badare a se stessi. I nostri medici non li capiscono e non li sanno curare. Sostengono che dall’Autismo non si guarisce. Si calcola che nel 2025, autistico sarà: 1 su 2. Le cause sono state accertate: inquinamento ambientale, tossicità alimentare, pratiche mediche non personalizzate e iatrogene, mancanza di prevenzione preconcepimento  e ritardo nella diagnosi precoce, approccio  medico specialistico non multidisciplinare. Tutte cause prevenibili ! Solo nell’8- 10 % dei casi sono presenti disturbi di tipo genetico.
Eppure, in Italia ed in Europa non succede nulla da oltre 15 anni. Si tagliano i nastri per nuove residenze protette e nuove associazioni, mentre nelle case e nelle aule scolastiche le difficoltà si moltiplicano.
La scoperta, scientifica, sociale e antropologica, è che le cause che ammalano i bambini sono le stesse che ammalano gli adulti e diffondono le malattie cronico degenerative. Come si diceva, tutte prevenibili in oltre il 90% dei casi.

Siamo nati in tempo di guerra. Una guerra totale, che ha saputo inventare nuove armi, attraverso una specializzazione della quotidianità. Così l’aria, l’acqua, il cibo, l’informazione, la salute, il lavoro. Bombe ovunque e macerie che fumano. La rivoluzione è un sogno del passato, e i nuovi ciambellani della lettera G si scambiano giocatori di calcio, etichette, marchi, numeri e grafici di fantasia.
La nostra specie  sembrerebbe essere arrivata al capolinea, se non fosse per un “dettaglio” fortunato, quasi un incidente di percorso, spuntato negli anni ’70. La scoperta scientifica della natura biologica della nostra mente! Ci siamo accorti che il nostro “suggeritore”, individuale e collettivo, la MENTE, non ha una identità,  e non potrà mai averla, perché è un sintomo. Là dentro non c’è proprio nessuno. Solo immagini istantanee. A volte a fuoco, a volte sfuocate. Che cambiano sempre. Come Dei dal volto umano, in continua dissolvenza.
Ohibò! La nostra civiltà affonda le sue radici in un terreno di sintomi e immagini !? Omero aveva proprio ragione: fantasie, che attraversano l’alba ed il tramonto.
Se questa scandalosa verità non ci tramortisce ed abbiamo ancora occhi per vedere il sorriso di un bambino,  azionando i nostri neuroni specchio… possiamo entrare dentro di noi, per un nuovo viaggio, assistiti da un libretto delle istruzioni chiaro e dettagliato. Anzi, dettagliatissimo, perché i prossimi passi dovranno essere necessariamente  brevi  ed elementari, in relazione alla nuova posizione assunta nello spazio e nel tempo. A volte potrà sembrare di muoverci a testa in giù! Piano, piano. Individualmente insieme. Connessi, alle piante ed agli animali.

 Il Progetto

Alfabetizzazione biologica della vita quotidiana è la strategia, che ci consente di formulare il progetto di sviluppo dedicato alla sostenibilità, quando comprendiamo che il Primo Responsabile dell’attuale degrado è l’analfabetismo biologico della nostra cultura.
Per la prima volta nella storia, la Ricerca Scientifica di questi ultimi 50 anni rivela le ragioni  e suggerisce le strategie di questa transizione, che ci attende e che presenta caratteristiche di tipo evolutivo.
La Salute-Benessere, come nostro primo riferimento personale per interpretare e vivere l’avventura quotidiana e come il vero motore del nuovo ordine sociale. E’ un progetto di cultura e di impresa, che promosso e diffuso attraverso i servizi della rete, costituisce la Prima delle Energie Rinnovabili.
Il primo strumento è il Passaporto del Cambiamento: un Questionario che consente di navigare attraverso la propria quotidianità, filtrata da un’ottica scientifica, secondo una proiezione orientata al successo della nostra performance biologica e sociale.
Il Questionario è l’ Abbecedario per avviare questa nuova competenza, che ci consente di scoprire come ogni attimo della nostra giornata sia potenzialmente un attimo di Salute ed una occasione per esprimere, innanzitutto, la nostra gratitudine per il tempo che ci viene concesso.
Il Questionario viene formulato da un Gruppo di Testimoni del Cambiamento, allo scopo di garantire competenze e coerenza e viene continuamente aggiornato (work in progress) attraverso una analisi delle istanze e delle priorità, offerta da una Banca Dati dedicata.
Quattro sono le aree che richiedono con estrema urgenza la implementazione di questo ausilio, in rapporto alla precarietà delle condizioni umane coinvolte ed all’analfabetismo biologico che le alimenta:

  • Famiglie con figlio autistico o con problemi di sviluppo.
  • Famiglie, che vivono in aree ad estrema tossicità ambientale.
  • Persone in carcere.
  • Ambienti sanitari.

Le “nuove verità” appariranno beneficamente cruente e sapientemente circostanziate, per avviare senza ulteriori incertezze il cambiamento, che da troppo tempo stiamo aspettando.
Dovendo combinare competenze con testimonianza, la selezione dei candidati per formulare questo“libretto delle istruzioni”, appare una operazione ragionevolmente contenuta nei tempi.
Le sorprese, feroci e angoscianti, non saranno sorprese!
La SORPRESA, certamente per molti, sarà la scoperta della qualità miracolosa della esistenza, in noi e attorno a noi e la sua inquietante gratuità!