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QUOTIDIANITA’ E CAMBIAMENTO

STAMINALI4

Alcuni argomenti ci consentono di apprezzare la dinamicità delle aperture, delle proiezioni e delle attese che nascono e si nutrono di quotidianità:

  • – Quotidianità a minimo impatto ambientale.
  • – Energie Rinnovabili e Internet.
  • – Acqua e Agricoltura a modulazione quantistica.
  • – Microbiota, Salute e Comportamento.
  • – La Cucina vegetariana della Salute e lo Sviluppo Sostenibile.
  • – Il Villaggio della Salute e del Benessere: Staminale del Cambiamento.
  • – Comunicazione, Apprendimento e Salute: 0-3 anni.
  • – Imprinting Pre-natale: battesimo della vita.
  • – Il Bambino in cattedra: che cosa e  come imparare dai bambini.
  • – Every Day Theatre: Comunicazione, Cambiamento e Quotidianità.
  • – Il corpo vestito di tempo.
  • – Vedere e Memorare: dalla gravità fisica a quella temporale.
  • – Biologia, Responsabilità, Devianza e Diritto.
  • – Biologia molecolare quantistica, musica, colore e tempo.
  • – Arte Biologica: transizioni e reciprocità tra esperienze dell’uomo e manifestazioni della natura.
    Immagine: Cellula staminale del sistema nervoso

 

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LETTERA A PAPA FRANCESCO

Lettera a Papa Francesco

Papa Francesco,
in questi ultimi 40 anni, mentre la gestione della cosa pubblica ha generato degrado  e disagio, conflitti ed eccidi, la ricerca scientifica ha cominciato a leggere le lettere dell’alfabeto, con il quale il Padre ha creato la vita e la  casa  comune.
La bellezza e vastità della Vita, che la ricerca scientifica ci rivela, attribuisce una comprensione nuova e diversa ai nostri sentimenti ed ai nostri  pensieri ed alimenta il desiderio di partecipare a quella comunità dei viventi, che la luce del sole accende sulla superficie del Pianeta. Abbiamo così scoperto un alfabeto musicale condiviso dalle piante e dagli animali, che ci introduce ad una fase nuova della nostra storia e della nostra evoluzione.

Possa la nostra epoca essere ricordata per il risveglio di una nuova riverenza per la vita.

E’ in corso una mutazione del nostro intendere, che ci porta a scoprire la  libertà come connessione con tutte le forme di vita, a misurare la democrazia in gradi di salute e di  benessere e la tradizione come strategia del cambiamento. Abbiamo imparato a controllare la gravità fisica, a  convertire lo spazio in tempo ed abbiamo scoperto  che la nostra identità è anche un crogiolo di sterminate popolazioni cellulari, risonante con l’ambiente, che modula le nostre storie infinite e contiene il nostro destino temporale.
Come ricordi nella Enciclica Laudato SiOccorre reimpostare gli itinerari pedagogici di un’etica  ecologica, una cittadinanza ecologica. Come mai prima d’ora nella storia il destino comune ci obbliga a cercare un nuovo inizio.

Perché questo disegno possa divenire quotidianità la Ricerca Scientifica esce dai laboratori e Ti incontra per formulare Alphabet, il Nuovo Abbecedario della Vita Quotidiana: su di una pagina i doni della quotidianità, che la vita ci offre e sull’altra una serie di domande, che ci aiutano a riflettere e valutare a che punto del nostro percorso ci troviamo.
Il Nuovo Abbecedario potrà così diffondere la Nuova Alfabetizzazione attraverso i servizi della rete, come la prima delle energie rinnovabili e spalancare gli orizzonti di una nuova consapevolezza, connessa e condivisa.

In tanti vorremmo dirTi queste parole e ancora molti di più confidiamo in Te.

Franco Verzella                                                                                                                                Zola Predosa; 11 Giugno 2016

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Obama Pellegrino in Giappone

FIORE DI SPIAGGIA++

Il nonno è stato un “successful” kamikaze; la mamma, che ai tempi del secondo conflitto mondiale aveva pochi anni, successivamente sposò un marine americano, che aveva partecipato alla guerra del Pacifico. Hannah Beech, giornalista del Time, ricorda anche l’emozione con cui la nonna descriveva il giorno in cui ascoltò il messaggio della resa pronunciato dall’imperatore Hiroito. Una voce alta e umanissima. Riflette sul recente pellegrinaggio di Obama in Giappone e ricorda le atrocità compiute in quegli anni da entrambi i fronti e successivamente in Cina, con le epurazioni di Mao. E poi le grandi amnesie storiche e la evoluzione fino ai nostri giorni: jazz, jeans e maionese. La speranza in cui oggi possiamo credere ci viene offerta dalla Ricerca. In tutti i campi, soprattutto in quel settore della biologia, che ci rivela come la materia che ci costituisce ed alimenta i nostri sogni è la stessa che vive nelle piante e negli animali, con cui condividiamo ogni giorno l’alternarsi della luce e del buio, l’energia dell’acqua e del sole. Oggi, con Papa Francesco, possiamo sperare che la nostra epoca possa essere ricordata per una “nuova riverenza per la vita”.

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Vaccinazioni Pediatriche e Libertà di scelta Terapeutica

9 months old baby receiving vaccination.

9 months old baby receiving vaccination.

 

I diritti fondamentali si pongono a presidio della vita, che in nessuna sua manifestazione può essere attratta nel mondo delle merci.

(Stefano Rodotà, La vita e le regole, 2006, pag. 38)

 

In questi ultimi 40 anni, mentre la gestione della cosa pubblica ha generato degrado e disagio, conflitti armati ed eccidi, la ricerca scientifica ha cominciato a leggere le lettere dell’alfabeto, con il quale il Padre ha creato la vita e la casa comune. La bellezza e vastità della Vita, che la Ricerca Scientifica ci rivela, attribuisce una comprensione nuova e diversa ai nostri sentimenti ed ai nostri pensieri ed alimenta il desiderio di conoscere oltre i limiti posti dalle tradizioni, dalle convenzioni e dal mercato. E’ in corso una mutazione del nostro intendere, che ci porta a scoprire la  libertà come connessione con tutte le forme di vita, a misurare la democrazia in gradi di salute e di benessere e la tradizione come strategia del cambiamento. Abbiamo imparato a controllare la gravità fisica, a convertire lo spazio in tempo ed abbiamo scoperto che la nostra identità è un crogiolo di sterminate popolazioni cellulari, risonante con l’ambiente. La nostra identità muta profondamente nel corso dei primi tre anni di vita, man mano che viene colonizzata dal microbiota, una massa biologica di circa 1,5 chili, costituita prevalentemente di batteri e concentrata soprattutto nel nostro intestino. Il loro numero supera di 10 volte quello delle cellule del nostro corpo, il loro genoma di 100 volte il nostro e le loro competenze biologiche hanno una storia di oltre 3 miliardi di anni, a confronto dei nostri 200 mila! Oggi sappiamo che non c’é funzione del nostro corpo che non risenta del dialogo tra il microbiota ed il nostro intestino, in particolare per quanto riguarda l’attività neuro-immuno-endocrina. Da questo dialogo, il cui nucleo centrale si forma tra il concepimento ed il terzo anno, ha origine una Memoria biologica, energetica, percettiva, che continuamente modula la qualità della nostra salute, le attitudini ed i comportamenti negli anni della adolescenza e della vita adulta e che la Ricerca Scientifica oggi indaga ed interpreta come Salute e Benessere. L’ambiente, le relazioni, gli alimenti, i farmaci che vengono somministrati nei primi tre anni hanno perciò un valore strategico per la nostra vita e pertanto richiedono una attenzione scrupolosa ed una costante verifica in rapporto alla individualità che ci caratterizza ed alla diffusione di una serie numerosa di disturbi  dello sviluppo e dell’apprendimento, che recenti statistiche riscontrano in 1 bambino su 6, mentre l’autismo coinvolge 1  bambino su 50. Le vaccinazioni pediatriche, che vengono somministrate a milioni di bambini a partire dai tre mesi di vita, hanno sollevato un acceso dibattito in campo internazionale, che richiede un continuo approfondimento scientifico sui farmaci, lo stato di salute della popolazione, le nuove conoscenze scientifiche, cui si faceva cenno, i nuovi quadri epidemiologici, i nuovi stili di vita e l’esigenza imprescindibile della personalizzazione della cura. Il naturale istinto  di protezione dei genitori, suscitato dalla condizione inerme e fragile del neonato, e la memoria storica e collettiva di tragiche epidemie che hanno seminato milioni di vittime, alimentano credenze e comportamenti diversi all’interno di un quadro sociale profondamente e rapidamente mutato nell’arco di pochi anni. Passato e presente  sono contemporaneamente rappresentati nell’attuale quadro della società globalizzata, quando consideriamo  il Nord ed il Sud del Pianeta. Le morti infantili prima dei 5 anni risultano:  Africa Sub-sahariana: 1:8 ; Asia meridionale: 1:15; Paesi industrializzati: 1:143. I Paesi  a più elevato tasso di mortalità infantile comprendono: Repubblica Democratica del Congo, Nigeria, India, Pakistan, Cina. Le nuove conoscenze nel settore della biologia e della medicina e le migliorate condizioni igieniche ed alimentari hanno cambiato radicalmente l’attesa di vita e di salute in Europa e nei paesi industrializzati, dove le cause di cattiva salute oggi si chiamano soprattutto inquinamento ambientale e tossicità alimentare. Alla luce di queste considerazioni, si comprende perché la libertà di scelta terapeutica si pone a fondamento di uno Stato di Diritto, come ci ricorda Benjamin Rush, firmatario della Dichiarazione d’Indipendenza degli Stati Uniti d’America (17 Settembre 1787): Se non mettiamo la Libertà delle Cure mediche nella Costituzione, verrà il tempo in cui la medicina si organizzerà, piano piano e senza farsene accorgere, in una Dittatura nascosta. Ed il tentativo di limitare l’arte della medicina solo ad una classe di persone, e la negazione di uguali privilegi alle altre “arti”, rappresenterà la Bastiglia della scienza medica”. Il Diritto alla Salute, che comprende il Benessere, la Prevenzione e la Cura delle malattie, può essere garantito esclusivamente dal Diritto alla Libertà di scelta terapeutica per tre ragioni fondamentali: a) perché la Salute contiene la nostra identità e pertanto non può essere soggetta a responsabilità diverse dalla nostra; b) perché l’offerta di protocolli terapeutici e preventivi è sottoposta ad un continuo e rapido aggiornamento, in rapporto alla evoluzione accelerata delle conoscenze e delle esperienze nel settore della biologia e della medicina; c) perché il concetto di salute è legato a conoscenze, esperienze, tradizioni che caratterizzano profondamente la domanda e l’offerta e pertanto vanno conosciute e rispettate. La scelta terapeutica, perciò, é e rimane assolutamente di competenza dell’individuo e, nel caso delle terapie pediatriche di competenza della famiglia. A questo proposito occorre ricordare la constatazione di E.Gubéran, un ricercatore svizzero, che nel 1980 scriveva “La mortalità dovuta a TBC, difterite, scarlattina, pertosse, morbillo, tifo, febbre puerperale e gastroenterite infantile iniziò a scendere molto prima della introduzione dei vaccini e degli antibiotici e questo declino è stato causato da diversi fattori legati all’incremento degli standard di vita: un miglioramento quali-quantitativo del cibo, migliore igiene pubblica e personale, migliore condizione di vita domestica e lavorativa, migliore istruzione. Occorre riflettere che i miglioramenti dello standard di vita, ai quali Gubéran faceva riferimento, sono stati “inquinati” in questi ultimi 40 anni da una serie di nuovi fattori, che comprendono: degrado ambientale, tossicità alimentare e farmacologica, che hanno prodotto cattiva salute e nuove malattie, tipicamente multifattoriali e multisistemiche, spesso di difficile interpretazione e cura da parte di una medicina specialistica dedicata alla terapia d’organo e, a sua volta,  farmacodipendente. Queste nuove evidenze, che caratterizzano la nostra quotidianità, costituiscono la prova “certificata”, che l’avvio di un positivo cambiamento della nostra salute è affidato primariamente alla promozione di una NUOVA ALFABETIZZAZIONE BIOLOGICA DELLA VITA QUOTIDIANA, che, diffusa attraverso i servizi della rete, possa costituire la prima delle Energie Rinnovabili. Secondo questa prospettiva la LIBERTA’  DI SCELTA TERAPEUTICA, appare la premessa indispensabile perché la SALUTE, posta al centro della vita quotidiana, possa operare il cambiamento ed avviare l’unico sviluppo possibile, quello dedicato alla sostenibilità.

Domande sulle Vaccinazioni Pediatriche

  1. La formula farmacologica, che caratterizza i diversi vaccini, può rimanere la stessa e continuare ad essere valida ogni anno nei confronti di alcuni milioni di nuovi bambini, tutti diversi per ragioni biologiche, familiari ed ambientali? La personalizzazione del protocollo farmacologico, fondamento di qualsiasi intervento medico, come può conciliarsi con le vaccinazioni di massa? In altre parole: indicazioni, non indicazioni e controindicazioni, che sono i termini comunemente utilizzati per comprendere l’utilizzo dei farmaci, nel caso delle vaccinazioni infantili non valgono ?
  2. Sei (6) farmaci iniettati per via parenterale contemporaneamente, quanti quelli previsti dalla vaccinazione esavalente, sono comprensibili in caso di una emergenza acuta, quale si può riscontrare in una sala operatoria o di rianimazione, o in un pronto soccorso. In questi casi il termine prevenzione si riferisce alla perdita della vita del paziente. Nel caso delle vaccinazioni il riferimento è, invece, la prevenzione di una malattia infettiva. Come è  giustificabile un trattamento farmacologico così intenso e complesso a scopo preventivo ed in assenza di epidemie?
  3. Perché le vaccinazioni obbligatorie sono 4 e le vaccinazioni praticate sono 6?
  4. Perché non sono disponibili in Italia vaccini singoli, peraltro presenti in altri paesi della Comunità Europea?
  5. In Italia l’ultimo caso di poliomielite è stato registrato nel 1982 e l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato l’Europa libera dalla poliomielite il 21 Giugno 2002: perché  in Italia si continua a rendere obbligatoria la vaccinazione contro la poliomielite ?
  6. Perché in Italia si continua a  rendere obbligatoria la vaccinazione contro  la difterite, quando l’ultimo caso è stato registrato nel 1996 ?
  7. L’ultimo caso di tetano pediatrico risale al 1982 e nel 2006 è stato registrato un caso di tetano  in un bambino torinese di 34 mesi: perché si continua a rendere obbligatoria la  vaccinazione di tutti i neonati ?
  8. Che senso ha vaccinare a 3 mesi un lattante per una malattia come l’epatite B, che si trasmette esclusivamente per contatto con sangue e rapporti sessuali, se nasce sano da una mamma non infetta, in un ambiente familiare senza questa patologia?
  9. La tossicità è intrinseca a qualsiasi farmaco, in quanto molecola estranea. I vaccini contengono: frazioni batteriche, frazioni virali, virus inattivati, virus vivi attenuati, Alluminio, Mercurio, formaldeide, proteine dell’uovo, albumina umana,  fenossietanolo, gelatina, monofosforil lipide, A deacilato, antibiotici, proteine dell’uovo, emoderivati di animali, polimixina,  nano particelle di Metalli Tossici. Perché non è disponibile una scheda clinica per valutare preventivamente le condizioni di salute del singolo bambino ed una post-vaccinale, per monitorare la sua risposta nei mesi seguenti, con particolare riguardo alla funzione neuro-immunitaria e intestinale?
  10. Se si sostiene la obbligatorietà delle vaccinazioni, perché viene richiesta la firma di consenso  ai genitori, che, in questo modo diventano responsabili unici delle eventuali complicanze?  I genitori possono essere responsabili solo se c’è libertà di scelta terapeutica.
  11. Perché la sorveglianza delle possibili complicanze è passiva, a fronte di un obbligo imposto dal Governo?
  12. Perché in caso di reazione avversa di un vaccino, il Governo e non l’Azienda Farmaceutica deve risponderne in Tribunale?
  13. Poiché le vaccinazioni hanno un’efficacia che al massimo raggiunge il 95% ( con ampie oscillazioni a seconda del vaccino usato),  è evidente che all’interno di una comunità vaccinata sono comunque presenti soggetti non immunizzati. Che senso ha discriminare una stretta minoranza di bambini non vaccinati all’interno della popolazione scolastica?
  14. Se tra il 1997 ed il 2009 in Europa i casi di morbillo si sono ridotti  del 96,5% e tra il 2009 e il 2011 sono invece risaliti  del 455%, tornando da 7.499 a 26.721, nonostante la copertura vaccinale sia leggermente risalita, dal 91 al 94%, come possiamo reinterpretare la  raccomandazione per questo tipo di vaccinazione?
  15. Qualcuno si sognerebbe di somministrare periodicamente un antibiotico potente e a lunga durata d’azione  a tutta la popolazione adulta solo perché alcune persone  muoiono di polmonite ? Se per gli adulti dovessimo rispettare gli stessi criteri preventivi nei confronti delle malattie infettive dei bambini,  quale sarebbe il Bilancio  della Sanità ?
  16. I fondi attualmente destinati alle vaccinazioni  sono pari a 300milioni di euro/anno, che verranno raddoppiati se il nuovo piano nazionale vaccini sarà approvato. E’ stato calcolato l’acquisto in salute da parte delle nuove generazioni se questi fondi venissero stanziati per promuovere l’ educazione alla salute delle famiglie ed il benessere dei loro bambini? La Ricerca Scientifica ha accertato che la prevenzione della malattia nel bambino comprende: integrare relazioni familiari e sociali, promuovere la qualità dell’ambiente,  educazione alla salute da parte della famiglia, nutrizione personalizzata ed integrata con molecole naturali, quali: prebiotici, probiotici, vitamine, minerali, aminoacidi essenziali, estratti vegetali, omeopatici,  volti a ottimizzare la funzione intestinale,  potenziare i sistemi di detossificazione e di difesa immunitaria. Perché per un neonato dovrebbe comprendere il ricorso a dosi elevate e ripetute di farmaci per via iniettiva?
  17. Quindici Paesi della Comunità Europea hanno riconosciuto alla famiglia la libertà di scelta terapeutica. Quali sono le ragioni geografiche, ambientali, sociali, storiche, politiche, sanitarie, biologiche,  culturali, per cui questo diritto fondamentale, oggi, non può essere riconosciuto anche alla famiglia italiana?L

Le Vaccinazioni Pediatriche nei Paesi della Comunità Europea

  • Vaccinazioni Obbligatorie: Belgio(solo per Polio), Bulgaria, Repubblica Ceca, Croazia, Francia, Grecia, Italia, Lettonia, Malta, Polonia, Romania, Slovacchia, Slovenia, Ungheria. (14 Paesi).
  • Vaccinazioni non Obbligatorie: Austria, Danimarca, Estonia, Finlandia, Germania, Irlanda, Islanda, Lituania, Lussemburgo, Norvegia, Olanda, Portogallo, Spagna, Svezia, UK. (15 Paesi)

Indagine conoscitiva relativa ai vaccini per uso umano. Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, 2015

L’Antitrust ha analizzato le dinamiche di offerta e domanda dei vaccini qualificati come essenziali nel periodo 2010-2015, quando i costi per l’acquisto di questi prodotti da parte del SSN sono stati mediamente di 300 milioni di euro all’anno, una spesa destinata a raddoppiare con l’approvazione del nuovo piano di prevenzione vaccinale. I costi all’utenza dei vaccini in Italia risultano in media 30% più cari della media registrata nei paesi della comunità europea. Il settore vaccinale ha una redditività  “addirittura superiore a quella dell’industria farmaceutica nel suo complesso, che pure da tempo risulta essere l’industria più redditizia in assoluto: secondo stime recenti il margine operativo netto dei prodotti vaccinali raggiungerebbe infatti il 30%, a fronte di un margine medio dell’industria farmaceutica del 21%. Simile redditività risulta inoltre amplificata dai tassi di crescita del settore, che, negli ultimi anni, sono stati di molto superiori a quelli registrati dal resto dell’industria farmaceutica“. Il mercato dei vaccini: “è un mercato di piccole dimensioni: 2-3 % del mercato farmaceutico mondiale, ma con uno spettacolare tasso di crescita del 10-15 % l’anno rispetto al 5-7 % del mercato farmaceutico.” (Miloud Kaddar, Global Vaccine Market Features and Trends, ottobre 2013). L’indagine ha accertato l’esistenza di un oligopolio fortemente concentrato su base mondiale, con quattro imprese multinazionali – GlaxoSmithKline, Sanofi Pasteur, MerckSharpDohme e Pfizer – che detengono oltre l’80% in valore delle vendite complessive dei vaccini in un settore con un fatturato complessivo, che supera attualmente i 20 miliardi di euro ed è da anni in forte crescita.

*Enciclica Laudati Si’, 24 Maggio 2015.

La tecnologia legata alla finanza non è in grado di vedere il mistero delle molteplici relazioni che esistono tra le cose. Paradigma tecnocratico e finanza soffocano l’economia reale con la massimizzazione dei profitti….il mercato divinizzato…un simile comportamento che a volte sembra suicida. Ritornare indietro prima che sia tardi: le vie di mezzo sono solo un piccolo ritardo del disastro. Si tratta di ridefinire il progresso. Come mai prima d’ora nella storia il destino comune ci obbliga a cercare un nuovo inizio. La conversione temporale ci cura del peso e della gravità delle cose, che hanno costituito i nostri beni ed occupato il nostro orizzonte fino ad oggi. Possa la nostra epoca essere ricordata per il risveglio di una nuova riverenza per la vita. Reimpostare gli itinerari pedagogici di un’etica ecologica, una cittadinanza ecologica, diffondere un nuovo modello riguardo all’essere umano, alla vita, alla società, alla relazione con la natura, riconoscendo i legami con i quali il Padre ci ha unito a tutti gli esseri viventi. Incoraggiare uno stile di vita profetico e contemplativo, capace di gioire profondamente. Aver bisogno di poco e vivere molto. *Liberamente estratto da: Enciclica Laudato Si’

 Fonti

(http://www.eurosurveillance.org/images/dynamic/EE/V17N22/art20183.pdf)(http://ecdc.europa.eu/en/Pages/home.asp (http://www.eurosurveillance.org/images/dynamic/EE/V17N22/V17N22.pdf)  http://www.ibs.it/code/9788838746413/verzella-giulia/uscire-dall-autismo.html)

Bambini super vaccinati; Eugenio Serravalle; Il Leone verde; 2009

Le Vaccinazioni Pediatriche; Roberto Gava; Salus Infirmorum; 2010

Le Vaccinazioni di massa; Roberto Gava; Salus Infirmorum; 2013

Vaccinazioni: alla ricerca del rischio minore; Eugenio Serravalle;  Il leone verde; 2014

 

 

 

 

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Vi racconto la mia terra

albero noce

Da bambina vivevo in una cittadina piccola, di pochi abitanti a nord di Napoli. Andavo a scuola a piedi e mia madre non doveva accompagnarmi, perché a sette anni ero grande abbastanza per arrivare fin dietro al campanile. Questo sporgeva dalla strada di casa mia, che non era asfaltata, perché c’erano solo poche case. D’autunno la mia terra si vestiva di marrone, rosso e giallo per le foglie caduche e mi sembrava ancora più bella. Dalla finestra della cucina si vedeva una campagna vastissima con alti alberi di noci, che coprivano in parte il cono del Vesuvio. Noi bambini dopo la scuola andavamo a giocare, facevamo a gara a chi arrivava più su, sulla cima dell’albero più alto e poi ci pavoneggiavamo discutendo su chi fosse stato il più temerario. La temerarietà è stata la prima cosa che ho imparato nella vita e forse per questo non temo mai le mie scelte. Un pomeriggio d’estate arrivarono le ruspe e sradicarono gli alberi e abbatterono il mio noce preferito e il salice piangente. Ricordo di aver pianto quel giorno; poi mia madre mi fece riflettere che la campagna era una proprietà privata e quegli alberi non erano miei; così mi rassegnai. Crescendo vedevo la mia piccola cittadina crescere insieme a me, sempre più affollata; sempre più case prendevano il posto della campagna e quel profumo di fiori che pervadeva il mio viso di bambina in primavera, mentre raggiungevo la scuola elementare, ora era completamente sparito. Con esso era sparita la mia voglia di vivere a Qualiano.Volevo andare in una città più grande, dove poter fare nuove esperienze; così arrivai a Roma dove vivo attualmente.

Avevo 30 anni quando iniziai ad avvertire una costante stanchezza fisica che in un primo tempo imputavo ai miei nuovi ritmi di vita, al mio lavoro, finché mi decisi ad andare dal medico. I primi reumatologi non si spiegavano perché nonostante avessi sintomi da artrite non si evidenziavano indicatori fuori range. Intanto la stanchezza era diventata una costante della mia giornata, poi iniziarono i bruciori agli arti, alla pelle e poi l’insonnia. Non potevo stare al computer perché dopo un po’ mi bruciava il viso e lo stesso mi iniziò a fare la TV. Mi davano fastidio i profumi, i saponi, il trucco, persino gli indumenti. Non ero allergica, ma qualsiasi cosa mi procurava malessere; iniziai persino ad avvertire i miei capelli come un corpo estraneo, sentivo le loro radici conficcate nel mio cuoio capelluto e mi pungevano e non nascondo che in certi momenti ho desiderato non averli.  Per non entrare troppo nello specifico, ho cambiato almeno 5 tipi di approcci alla mia strana malattia spendendo ogni mese più di quello che guadagnavo, senza mai alcun risultato. Alcuni medici mi osservavano con diffidenza quando raccontavo i miei sintomi, da altri mi sono sentita dire “ci devi convivere, tanto col cortisone si può stare senza dolore tutta la vita”. Il mio ultimo reumatologo ha insistito affinché prendessi un tipo di antibiotico, che mi ha poi prodotto lo shock anafilattico, ricovero all’ospedale San Giovanni col codice rosso, per cui ho davvero rischiato la vita. Ma per fortuna sono ancora qui a raccontare la mia storia! Grazie all’eccellenza di persone aperte, medici, che mi hanno seguito dall’America, ho scoperto che la mia sindrome non ha un nome. La mia sindrome si chiamava intossicazione da metalli pesanti. I mie livelli nel sangue di mercurio, arsenico, cadmio, alluminio, piombo, cesio erano molto fuori range, tanto da suscitare curiosità nel medico che si è occupato della mia chelazione con EDTA per ben tre anni. A distanza di cinque anni posso dire di essermi quasi completamente disintossicata. Oggi non soffro più, ma continuo la mia terapia disintossicante con saune a infrarossi e infusioni di glutatione e Same. Mi piacerebbe poter dire che quella che ho appena raccontato è solo una semplice storia di una ragazza di provincia, che ha superato un momento difficile della sua vita! Mi rendo conto, invece, che sto raccontando la storia, della mia terra. La storia di quella strada di campagna dove hanno  sradicato i noci per fare spazio all’abusivismo edilizio, che ha smesso di profumare di gelsomino e mimosa, per odorare delle esalazioni delle “ecoballe”, che forse presto cederanno il passo ad un termovalorizzatore. La mia terra, avvelenata scelleratamente delle sue innumerevoli discariche abusive, con rifiuti tossici speciali e con i sui roghi e i sui martìri, è stata la causa della mia malattia e  di quella degli altri che sono morti o che si ammaleranno.

Franca Basile

[highlight] Liberamente tratto da “Reimagination: Autismo, dove ha inizio il cambiamento”; F. Verzella, 2016, in stampa [/highlight]

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Napoli: l’esperienza e la memoria.

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(immagine: manichino in plastica. Giovanni Pirozzi)

Da piccolo, durante i mesi estivi dopo la chiusura delle scuole, passavo le giornate nell’azienda familiare di allevamento di bufale, dove ho preso a lavorare regolarmente dopo aver conseguito il diploma. Lì ho vissuto gran parte della mia infanzia e adolescenza: felice e, nell’ingenuità che caratterizza quell’età, coltivavo il sogno che da grande avrei vissuto sereno in quei luoghi che erano e sono la mia terra.

Durante quegli anni la camorra era già radicata nella cultura delle persone, dove i soldi giustificano qualsiasi comportamento illecito. Crescendo ho sviluppato la passione per l’arte, la via di fuga da quella mentalità che per istinto rifiutavo e che mi faceva sentire come in una gabbia. Musica, cinema e arte figurativa sono passioni che da sempre coltivo come contributo per il cambiamento del mio paese: sculture, un documentario sulla tossicodipendenza AR un artista sconosciuto e un corto Memoria e Rinascita sulla morte di Antonio Bona, vittima innocente della camorra.

Quando cresci in posti come questo ti porti dentro un grande senso di rabbia e frustrazione: la camorra che  commercia il traffico dei rifiuti e gli imprenditori che li interrano fino a inquinare le falde acquifere; gli stessi imprenditori che avevano in mano la crescita del paese e lo stavano distruggendo forse per sempre… Poi la rabbia e il dolore sono entrate in casa sotto forma di malattia, quando a trent’anni ho scoperto di avere un tumore alla tiroide. Dopo l’operazione ho deciso di impegnarmi attivamente contro questo male ed ho incominciato a seguire diversi convegni sulle cause dell’alta percentuale di tumori in queste terre e i modi possibili per attutirne le conseguenze. Due cose sono state immediatamente chiare: la prima, che le istituzioni che omettevano e minimizzavano, erano e sono complici di questo biocidio; la seconda, che il problema aveva assunto proporzioni vastissime. L’indifferenza e la rassegnazione delle persone mi sembravano, comunque, il male peggiore. Andando ai convegni, infatti, notavo la pochissima affluenza e non riuscivo a spiegarmi il motivo di tale disinteresse verso un problema che aveva già creato tante vittime.

In quel periodo, ero da poco entrato a far parte di un’associazione culturale di San Cipriano d’Aversa la Work in Progress che si occupava esclusivamente di promozione musicale. Cercai di aprire gli occhi degli associati sul problema dei tumori, chiedendo la loro attivazione, ma un po’ per paura della camorra e un po’ per apatia all’inizio si dimostrarono indifferenti. Non mi arresi e pensai ad un’idea artistica, perché so bene che l’arte riesce ad arrivare oltre l’indifferenza.  Così proposi un’istallazione artistica che denunciasse l’indifferenza verso il problema dei tumori e le cause di questo biocidio e l’associazione ne fu entusiasta. L’istallazione composta da centocinquanta manichini realizzati con bottiglie di plastica riciclata, con al suo interno parti annerite a ricordare le patologie tumorali nella Terra dei Fuochi. Li istallammo per la prima volta lungo le strade dei comuni di Casal di Principe, Casapesenna e San Cipriano d’Aversa durante un’importante iniziativa dal titolo “Accendiamo la Speranza” l’ 11/12/13 ottobre 2013. Per 3 giorni nelle case, nelle scuole, nelle file agli uffici non si parlava di altro e la sensibilizzazione è stata immediata e collettiva. Da allora, i manichini sono stati ospiti in numerose città, convegni universitari e istituzionali.

L’arte rappresenta anche questo per me: la possibilità di fare qualcosa, una forma di comunicazione diretta e immediata. L’arte è come un sasso gettato in uno stagno, che suscita onde concentriche che si allargano sulla superficie coinvolgendo nel loro moto, a distanze diverse, oggetti che se ne stanno ciascuno per conto proprio, nella pace o nel sonno, e che vengono richiamati in vita e obbligati a reagire e ad entrare in rapporto tra di loro. Questo voglio provocare con l’arte: obbligare quelle persone che se ne stanno lì dormienti a reagire; voglio che le mie opere funzionino come tanti piccoli sassolini che gettati nella mente delle persone producano onde in superficie e in profondità, provocando una serie infinita di reazioni a catena, che coinvolgano nella caduta suoni e immagini, ricordi e sogni, in un movimento che interessa l’esperienza e la memoria di questa terra.

Giovanni Pirozzi

[highlight] Liberamente tratto da “Reimagination: Autismo, dove ha inizio il cambiamento”; F. Verzella, 2016, in stampa [/highlight]

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Innocenza Biologica, Misericordia e Perdono

La Ricerca Scientifica nel settore delle Neuroscienze e della Medicina, a partire dagli anni ’70, ha prodotto una messe straordinaria di nuove conoscenze, nuove relazioni, nuove priorità, che suggeriscono un profondo cambiamento del nostro approccio alla vita quotidiana. Nello stesso periodo, il Sistema Internazionale, che regola la globalizzazione, ha manifestato segnali di squilibrio e di degrado, con crescenti caratteri di irreversibilità: inquinamento ambientale, tossicità alimentare, diffusione di malattie cronico degenerative, default di paesi e di città a democrazia avanzata, conflitti armati, trasmigrazioni di popoli, genocidi. Due caratteristiche fondamentali dello status quo sono di comune riscontro: il principio della produzione per la produzione, sostenuto dall’etica del profitto per il profitto. Si pensa che tutto questo succeda perché al centro del Sistema c’è il Denaro-Potere e l’uomo é fragile e corruttibile. Questa valutazione, antica, e sempre vera, non ci aiuta a comprendere perché questo succede. Un adagio recita: “quando tutto sembra perduto, ricordatevi di leggere il libretto delle istruzioni”. Nel nostro caso il libretto é rappresentato dalla storia evolutiva che caratterizza i primi anni di vita, a partire dalla fase prenatale. In breve: il primo modulo di conoscenza si forma attraverso la relazione con la madre, prevede due soli soggetti, uniti da una relazione esclusiva, attraverso la quale il neonato riceve i doni della maternità: il latte, le cure, gli abbracci, le consolazioni, la speranza. Il tutto durante una fase inconscia, preconscia e preverbale, che si estende per 20 lentissimi mesi, durante i quali si maturano le fasi strategiche per il nostro sviluppo fisico, mentale, emotivo. Sentimenti di sacralità e di gratitudine si imprimono nei nostri tessuti attraverso l’esperienza quotidiana, che prevede la certezza della madre ed i suoi doni. Questa esperienza pre e neonatale costituisce il fondamento biologico, mentale ed emotivo per ciascuno di noi e ad esso ricorriamo automaticamente negli anni successivi della adolescenza e della vita adulta, soprattutto nei momenti più intensi e delicati della nostra quotidianità. E’ questo il nostro oracolo: una memoria che in noi tutto anticipa, perché nasce prima della nostra intenzione e proietta e ci parla da una presenza statica, che contiene la memoria della madre, la sacralità della prima conoscenza e ci sovrasta e ci dispone ad una ricezione, necessariamente passiva. Quella che ha caratterizzato la nostra esperienza neonatale.  La frase “io non posso farci niente: sono fatto così!” traduce nel linguaggio comune questa esperienza. Ciascuno di noi porta con sé questa “riserva” percettiva, e dalla frequenza e dalla intensità delle sue rappresentazioni dipende il nostro grado di libertà mentale ed emotiva. La storia di questa relazione primaria e la sua evoluzione nei primi anni dello sviluppo infantile costituiscono il “credito di innocenza biologica“, che ciascuno di noi porta con sé. La nostra emancipazione comporta la progressiva marginalizzazione di questo riflesso, attraverso un’attiva ricerca di ciò che appare nuovo e diverso e promuove nuove abilità e nuove competenze. Una vera mutazione esistenziale: da una condizione caratterizzata dalla “ricezione” ad una animata dalla “proiezione”; dal ricevere passivo ed automatico, alla ricerca attiva del nuovo e del diverso. La nostra conoscenza, in gran parte mediata dal contatto oculare, passa così da un primo modulo binario, IO-TU, che comporta “dare e ricevere”, ad un modulo aperto: IO-MONDO, che evolve progressivamente verso “imparare e cambiare”. La quotidianità, dell’adolescente e dell’adulto, è caratterizzata da un continuo variare di esperienze temporali, in rapporto a: l’ora del giorno, gli alimenti assunti, gli impegni, le relazioni, gli obiettivi, gli incontri, le attese, la qualità della salute, il benessere. Tutto ruota, tutto cambia, per cui, quando cerchiamo un riferimento di certezza, inconsciamente e consciamente ricorriamo al nostro “oracolo” profondo e primitivo: alla relazione a due, affidata alla “legge” del dare-ricevere, che ciascuno di noi ha vissuto nel ruolo di “ricevente”. Questa verifica avviene in ciascuno di noi automaticamente e continuamente nel corso della giornata, “legittima” le nostre scelte e ci conforta.

Ad essa si riferiscono anche i dettati della legge, che regolano la vita delle società. La storia delle diverse civiltà riproduce costantemente il dialogo a due, che si realizza tra l’individuo e lo stato. La progressiva democratizzazione che si é affermata nelle carte costituzionali di questi ultimi 200 anni traduce il ruolo sempre più centrale e attivo assunto dall’individuo. Duemila anni fa, come oggi, il modulo che opera nella vita quotidiana é binario. l’IO ed il TU. In caso di “conflitto” questo modulo prevede una sola risoluzione: mors tua, vita mea, che, politicamente si traduce in rivoluzione o fondamentalismo. Nella esperienza comune colora le nostre relazioni di una intima ambivalenza: modula posture, disegna le pieghe del volto, articola proposizioni, formula progetti, alimenta silenzi, detta convenzioni, pubbliche e private. Duemila anni fa come oggi. Riconoscere questo nostro limite, non ci immunizza dalla sua dipendenza. Occorre affrontare una lettura quotidiana dei nostri vissuti e delle nostre attese, che, a ben guardare, costituisce il momento centrale del nostro impegno e la garanzia di una serenità non convenzionale, ma esistenziale. Giungiamo così per gradi ad un confronto tra la verità offerta dalla società e quella offerta dalla nostra individualità biologica. E’ l’incontro di due esperienze, che oggi hanno la possibilità di dar vita ad un cambiamento della nostra storia e della nostra evoluzione, quando Misericordia e Perdono scoprono nell’Alfabeto Biologico le lettere che consentono la loro formulazione e la loro esistenza. E’ la grande opportunità che il Concilio della Misericordia e la Ricerca Scientifica hanno di celebrare, insieme, una nuova fase della nostra storia e della nostra evoluzione!

 


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L’Ambiente… che siamo

verde 1Finché le attività produttive rimasero iscritte nei grandi cicli bio-geo-chimici mossi dall’energia solare, la biosfera non conobbe accumuli nocivi. In essa infatti ciò che è residuo di una specie è alimento di altre. E’ questo il segreto che ha permesso alla vita di svilupparsi in 3 miliardi e mezzo di anni senza creare disordine e arricchendo l’armonia della natura.

Si ritiene che l’evoluzione prebiotica, durante la quale si è coniato, sperimentato, setacciato l’alfabeto chimico della vita, sia durata almeno 700 milioni di anni e che siano occorsi altri 2 miliardi di anni per arrivare dai primi batteri alle prime cellule nucleate. Un passo apparentemente breve compiuto con lentezza incredibile rispetto alla rapidità evolutiva degli ultimi 800 milioni di anni, iniziati quando non esistevano ancora né pesci né alberi né insetti e culminati con la coscienza nell’Homo sapiens.

In biologia nulla è matematicamente prevedibile. Possiamo decidere il momento esatto in cui dare la fine a un animale, ma non predire con altrettanta esattezza gli attributi dei suoi figli o i danni che esso potrà patire da un complesso di aggressioni chimiche e fisiche, né stabilire i modi e i tempi in cui i danni si manifesteranno. Nei sistemi viventi, formati da un incalcolabile numero di sottounità in continuo dialogo e interazione, la stocastica prevale sul determinismo.

Fra terra, aria e acqua c’è un interscambio continuo: i cicli biogeochimici di carbonio, idrogeno, azoto, zolfo, ossigeno interessano in modo continuo i tre grandi comparti ambientali. Lo stesso avviene per un’infinità di altre sostanze disperse dall’uomo.

La rivoluzione industriale ai processi ciclici, che costituiscono la regola biologica, sostituisce singole catene lineari unidirezionali nel senso: produzione – consumi – rifiuti. Insieme al rapido impoverimento di risorse si determina così una parallela disseminazione di scorie incompatibili con le esigenze omeostatiche degli esseri viventi. Il concetto di “entropia” oggi indica la misura di indisponibilità dell’energia degradata in forma termica a riconvertirsi in lavoro ed esprime il “disordine”, l’accentuata dispersione particellare, la degradazione della bio-informazione e dell’organizzazione biologica, come effetti inevitabili delle moderne tecnologie. Più energia impieghiamo per produrre e consumare fuori dei cicli bio-geo-fisiologici più l’entropia della materia aumenta.

L’inquinamento é una forma di contaminazione dell’aria, delle acque e del suolo con sostanze e materiali dannosi per l’ambiente e per la salute degli esseri umani, capaci di interferire con i naturali meccanismi di funzionamento degli ecosistemi o di compromettere la qualità della vita. Benché possano esistere cause naturali che possono provocare alterazioni ambientali sfavorevoli alla vita, ad esempio i fumi di un incendio di origine naturale, la dispersione di ceneri vulcaniche, l’aumento naturale della salinità delle acque, il termine “inquinamento” si riferisce in genere alle attività antropiche.

[highlight] liberamente tratto da “L’uomo antibiologico” Aldo Sacchetti, Feltrinelli, 1985 [/highlight]

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Lettera a Matteo Renzi – Vaccinazioni Infantili

Presidente Renzi,

sul tema delle Vaccinazioni Infantili, 15 Paesi della Comunità Europea hanno riconosciuto alla famiglia la libertà di scelta terapeutica.

Quali sono le ragioni geografiche, ambientali, sociali, storiche, politiche, sanitarie, culturali, per cui questo diritto fondamentale, oggi, non può essere riconosciuto anche alla famiglia italiana?

Il dibattito nel nostro Paese ha assunto toni accesi e scorretti e si mescolano ragioni scientifiche (pro e contro) con casistiche, statistiche, dettati del Ministero, minacce di ghettizzazione dei bambini non vaccinati, storie dolorose di bambini che hanno presentato effetti collaterali gravi, angosce di genitori che sono nel dubbio se vaccinare secondo la prassi o diversamente, il timore che gli attuali flussi migratori possano diffondere le malattie infettive infantili… tralasciando il principio fondamentale della libertà di scelta terapeutica, che affida questa responsabilità esclusivamente ai genitori.

La serenità della famiglia sull’argomento in assoluto più delicato e prezioso, la salute dei propri figli, può essere difesa esclusivamente con la libertà di scelta terapeutica e nessuna rassicurazione scientifica o istituzionale ha le competenze per sollevare i genitori dal loro impegno e dalla loro responsabilità.

Sono certo del Suo intervento, trasparente e fattivo, su di una questione di diritto, che sta a fondamento della nostra stessa democrazia.

 

Franco Verzella

Zola Predosa, 8-1-16

 

 

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Le terre dei fuochi

terradeifuochi

Nel 1977 veniva pubblicato un libro bianco sulla “Salute e Ambiente in Campania” che indicava per la prima volta l’inquinamento a livello scientifico e sociale. Il prof. Giavan Giacomo Giordano presentava i risultati di una ricerca sulla mappa della nocività a Napoli e in provincia. Altri studi sulle condizioni igieniche e sanitarie di una città dolente (Napoli) venivano forniti da Giulio Tarro e dall’ambientalista Giorgio Nebbia (1).

Dopo 35 anni il figlio del professore Giordano, Antonio, ed il professore Giulio Tarro hanno presentato un’altra edizione del libro bianco prendendo lo spunto dai temi del passato, purtroppo ancora attuali, approfonditi dal contributo di numerosi studiosi e giornalisti impegnati ed arricchiti da una copertina di un vulcano che emette un teschio da parte dell’artista Lello Esposito (2).

All’apertura dell’anno giudiziario, il 26 gennaio 2013 il procuratore generale di Napoli, Dr. Vittorio Martusciello chiede che si indaghi sul rapporto tra sversamenti e crescita dei tumori puntando l’attenzione sulla cronica emergenza ambientale che da anni flagella Napoli e la provincia e sullo smaltimento dei rifiuti e la contraffazione in campo agro-alimentare. Inoltre dice che non tranquillizzano le rassicurazioni sulla correlazione tra aggressione all’ambiente e le malattie tumorali come pretendono a Roma (recente dichiarazioni del Ministro della Salute Balduzzi) (3).

Trentasei anni dopo il primo libro bianco su “Salute e ambiente in Campania” si dimostra un evidente peggioramento delle condizioni ambientali e della salute dei cittadini.

Lo sversamento illegale dei rifiuti tossici (in corso indagini della magistratura) ha portato ad un aumento delle patologie tumorali e delle malformazioni alla nascita. (2).

 

 

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Reimagination: Le Terre dei Fuochi.

Giulio Tarro e Antonio Giordano, Settembre 2014

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(1) Libro bianco. Salute e Ambiente in Campania. Politica Meridionalista Editrice, Napoli – Maggio 1997.

(2) Campania, terra di veleni. Denaro Libri, Napoli – Luglio 2012.

(3) All’apertura dell’anno giudiziario Martusciello chiede: Si indaghi sul rapporto fra sversamenti e crescita dei tumori. Il Mattino – Gennaio 2013.

(4) Collegamento tra la mortalità del cancro e le anomalie congenite con l’esposizione dei rifiuti in Campania. The Lancet Oncology, 2004.