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GESU’ BAMBINO

 

 

 

Un mezzogiorno di fine primavera ebbi un sogno, come una fotografia. Vidi Gesù Bambino scendere sulla Terra. Scese lungo il fianco di un monte, ritornato bambino, correndo e rotolandosi sull’ erba e cogliendo fiori per gettarli via ridendo, che lo si sentiva di lontano. Era scappato dal Cielo. Era troppo  nostro per fingersi la seconda persona della Trinità. Un giorno che Dio stava dormendo e lo Spirito svolazzava, andò alla cassa  dei miracoli e ne rubò due. Con il primo  fece sì che nessuno  sapesse che lui era fuggito e con il secondo si creò eternamente umano e  bambino. Poi fuggì verso il sole e scese con il primo raggio. E’ un bambino  bello di riso e naturale. Oggi vive con me nel villaggio. Si pulisce il naso con il braccio destro, sguazza nelle pozzanghere, coglie i fiori e li ama e li dimentica. Tira sassi agli asini, ruba la frutta negli orti.  A me ha insegnato tutto. Mi ha insegnato a guardare le cose. Mi addita  tutte le cose che ci sono nei fiori, mi mostra come sono belli i sassi, quando li teniamo nella mano  e li guardiamo lentamente. Egli abita con me nella mia casa a metà del colle. Egli è l’eterno bambino, il dio che mancava. Egli è l’umano che è naturale, egli è il divino che sorride e gioca ed è per questo che io so con ogni certezza che egli è il vero Gesù bambino. E’ questa la mia  quotidiana vita di  poeta ed è perché cammina sempre con me che io son poeta, e che il mio minimo sguardo mi riempie di sensazioni  e che il più piccolo suono sembra parlare con me. Nuovo bambino che abita dove vivo dà una mano  a me e l’altra  a tutto ciò che esiste e così andiamo  tutti e tre per ogni sentiero, saltando e cantando e ridendo e godendo il nostro comune segreto, che è di sapere dappertutto che non c’è mistero nel mondo e che tutto vale  la pena. Egli dorme nell’ anima mia e a volte si sveglia di notte e gioca con i miei sogni, sorridendo al mio sonno.
Questa è la storia di Gesù Bambino. Per quale motivo mai non dovrebbe essere più vera di tutto quanto i filosofi pensano, di tutto quanto le religioni insegnano ?
Liberamente tratto da Il Guardiano di Greggi; Fernando Pessoa; 1911-1912; Adelphi 1984

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Sono Franco Verzella. Fin dai tempi della scuola ho nutrito la convinzione che le persone e le diverse realtà che incontravo oltre alla loro "faccia" avessero dentro una sorpresa da indovinare e conoscere. Così l'istinto della ricerca ha caratterizzato i miei percorsi privati e professionali ed è stato sostenuto dal desiderio di contribuire alla realizzazione di "fatti" utili e nuovi. La microchirurgia oftalmica, la medicina funzionale e l'esperienza nel settore dell'autismo e dei disturbi dello sviluppo sono gli argomenti che mi hanno coinvolto ed alimentano ottimismo e gratitudine.

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